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Le Tre Cime di Lavaredo diventano a numero chiuso, cosa sapere

Le Tre Cime di Lavaredo, simbolo iconico delle Dolomiti al confine tra Veneto e Alto Adige, sono da sempre una meta super ambita. Centinaia di escursionisti e turisti ogni giorno puntano a questo paradiso naturale. Tuttavia, l’enorme afflusso di visitatori, che può aggiungere punte fino a 7-8 mila persone al giorno, ha fatto emergere molte preoccupazioni riguardo alla sostenibilità ambientale e alla conservazione di questo magnifico patrimonio naturale. Per affrontare quindi queste problematiche, a partire da quest’anno, verranno introdotte misure di accesso regolamentato.

Nuove modalità di accesso alle Tre Cime di Lavaredo

Durante una tavola rotonda ad Auronzo di Cadore il sindaco Dario Vecellio Galeno ha dichiarato che, dal 2025, l’accesso alle Tre Cime di Lavaredo sarà consentito solo tramite prenotazione e questa sarà obbligatoria. Il nuovo sistema che verrà introdotto per raggiungere questa meta, segue l’esempio del ticket d’accesso di Venezia. Questo punta a limitare il numero di visitatori giornalieri e a prevenire eventuali congestioni stradali che spesso si verificano nella zona di Misurina attorno al lago. Anche il presidente del Cai Veneto Renato Frigo è d’accordo con il sindaco affinché il luogo punti alla sostenibilità.

turista che fa trekking a le tre cime di lavaredo

Fonte: iStock

Un escursionista lungo il sentiero che porta alle Tre Cime di Lavaredo

Ognuno con la sua proposta e opinione ma tutti dell’idea di trovare al più presto una soluzione per preservare quest’area delle Dolomiti.
Il presidente del Cai altoatesino Carlo Alberto Zanella ha affermato, durante la tavola rotonda, che la situazione in questo modo attuale è diventata ingestibile e che preferisce un turismo elitario, piuttosto che ore in coda.

Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness Italia, ha proposto che le Tre Cime di Lavaredo e Monte Piana siano completamente libere da automobili private e mezzi a motore.

Un’altra misura di intervento proposta è l’aumento, da 30 a 40 euro, del costo del pedaggio per l’accesso in auto. L’obiettivo è quello di incentivare l’uso di mezzi di trasporto alternativi e sostenibili, come le navette da Misurina al Rifugio Auronzo.

In fase di valutazione anche la realizzazione di una cabinovia che colleghi Misurina alle Tre Cime di Lavaredo. Questa opzione rappresenterebbe una valida alternativa di trasporto: efficiente e a basso impatto ambientale.

Obiettivi delle novità proposte

Queste importanti proposte, contro l’overtourism, per l’accesso alle Tre Cime di Lavaredo, porterebbero sicuramente benefici sia dal punto di vista ambientale che per l’esperienza in sé. Limitando il numero di accessi giornalieri e promuovendo l’uso di trasporti pubblici, si punta a:

  • preservare l’integrità ambientale delle Tre Cime di Lavaredo;
  • garantire al tempo stesso un’esperienza di visita più piacevole, tranquilla e sicura, senza ressa;
  • ridurre l’impatto del turismo mordi e fuggi – tipico del turismo di massa – su questo fragile e prezioso ecosistema montano;
  • puntare a un turismo sostenibile e responsabile.

Informazioni per l’accesso alle Tre Cime di Lavaredo

I visitatori e gli escursionisti interessati a esplorare le Tre Cime di Lavaredo dovranno effettuare la propria prenotazione che consentirà loro l’accesso. Questa, vista l’enorme affluenza di gente, andrà fatta con largo anticipo.

Per fare questa procedura si utilizzeranno le piattaforme online dedicate che verranno messe a disposizione dalle autorità locali dopo che verranno fatti i passaggi formali, come le delibere comunali.

Consigliabile pianificare il viaggio con attenzione, tenendo conto delle nuove regole introdotte e delle varie possibili opzioni di trasporto. Per coloro che sceglieranno un mezzo di trasporto condiviso, e quindi più sostenibile come le navette, sarà possibile prenotare i biglietti online con anticipo così da garantire un posto a bordo.

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Pompei: scoperto un rilievo funebre, forse di una coppia, nella necropoli Porta Sarno

Durante recenti scavi effettuati presso la necropoli di Porta Sarno a Pompei, è emerso un rilievo funebre di dimensioni quasi reali. Questo raffigura un uomo e una donna. La scoperta è stata fatta grazie al progetto di ricerca “Investigating the Archaeology of Death in Pompeii” condotto dall’Universitat de Valencia in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, che ha la direzione scientifica di Llorenc Alapont. Il ritrovamento offre nuove visioni sulla vita sociale e culturale dell’antica città.​

Dettagli della scoperta di Pompei

La tomba monumentale, formata da un ampio muro con diverse nicchie, è sormontata due figure umane scolpite con notevole realismo. Un uomo e una donna di misure quasi reali, forse una coppia di sposi. La donna è agghindata con gioielli molto curati nei minimi dettagli. Orecchini, anelli, braccialetti e una collana con un ciondolo a forma di mezzaluna, noto come “lunula”, abbelliscono questa figura.

Il particolare fa pensare che la donna potesse essere una sacerdotessa di Cerere, la dea romana dell’agricoltura e della fertilità.
La figura maschile, invece, è raffigurata con una toga, particolare tipico della cittadinanza romana. L’assenza di diciture lascia aperte diverse interpretazioni e rende incerta l’identità esatta di queste due figure e la loro relazione.

L’importanza archeologica del rilievo ritrovato

La scoperta del rilievo funebre fatta a Pompei è senza dubbio molto importante. Grazie a questa si possono fare varie ipotesi e si può approfondire la conoscenza del contesto e della storia di quell’epoca. Infatti il rilievo funebre emerso durante gli scavi di Pompei presso la necropoli Porta Sarno:

  • incrementa la conoscenza delle pratiche funerarie e delle rappresentazioni sociali a Pompei, durante il periodo tardo repubblicano;
  • il livello della cura del dettaglio e la qualità artistica del rilievo indicano l’importanza sociale dei defunti;
  • e suggeriscono l’esistenza di una classe élitaria che commissionava opere d’arte elaborate e molto curate per ricordare i propri cari;
  • la presenza di una possibile sacerdotessa evidenzia inoltre il rilevante ruolo delle donne nelle cerimonie religiose dell’epoca.

La necropoli di Porta Sarno a Pompei

La necropoli di Porta Sarno è una delle principali aree funerarie di Pompei. Questa è situata vicino a una delle porte d’ingresso della città.
Negli anni ’90, durante i lavori per l’ampliamento della linea ferroviaria Circumvesuviana, furono scoperte:

  • oltre 50 sepolture a cremazione, segnate da stele;
  • un monumento funerario ad arco.

Successivamente, sono poi emerse ulteriori tombe monumentali. Tra queste appunto quella contenente il rilievo della coppia, uomo e donna, che evidenziano la ricchezza e la laboriosità delle pratiche funerarie pompeiane.

Procedure future per il ritrovamento di Pompei

Attualmente il rilievo, spostato nella Palestra grande, è sottoposto a un minuzioso processo di restauro per preservarne l’integrità e permetterne lo studio approfondito.

Il ritrovamento sarà esposto al pubblico durante la mostra “Essere donna nell’antica Pompei“, prevista per il 16 aprile 2025. Durante questa esposizione i visitatori avranno l’opportunità di ammirare da vicino gli interventi sull’opera, visto che il restauro continuerà anche durante la mostra, e di approfondire il ruolo delle donne nella società pompeiana.

Questa scoperta, afferma il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel, sottolinea la ricchezza archeologica di Pompei e l’importanza di andare avanti nelle ricerche e nelle attività di valorizzazione dell’area per scoprire ulteriori dettagli sulla vita e sulle tradizioni dell’antica città.
Alcuni anni fa, sempre grazie alla collaborazione con l’Università di Valencia, si era scoperta la Tomba di Marco Venerio Secundio nella stessa area.

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Giubileo 2025, gli eventi ufficiali del mese di aprile

È stato un mese difficile quello di marzo che si è chiuso, per la comunità cristiana, con la gioia del ritorno di Papa Francesco a casa Santa Marta dopo 37 giorni di degenza al Policlinico Gemelli di Roma. Un periodo nel quale i fedeli si sono uniti, fisicamente e spiritualmente, da ogni parte del mondo per dimostrare la propria vicinanza al Santo Padre in un momento di grave difficoltà. Così, il rientro di Sua Santità in Vaticano, lo scorso 23 marzo, non poteva che essere accolto con entusiasmo e sollievo, come dimostrato in primis dalla folla radunatasi davanti all’Ospedale romano.

Prima di uscire, Papa Francesco si è affacciato al balcone – visibilmente provato dalla grave polmonite che lo ha afflitto – per salutare i fedeli e ringraziarli del loro costante sostegno. “In questo lungo tempo di ricovero, ho avuto modo di sperimentare la pazienza del Signore, che vedo anche riflessa nella premura instancabile dei medici e degli operatori sanitari […]”, la riflessione che il Santo Padre ha voluto condividere durante l’Angelus della III Domenica di Quaresima.

“Questa pazienza fiduciosa, ancorata all’amore di Dio che non viene meno, è davvero necessaria alla nostra vita, soprattutto per affrontare le situazioni più difficili e dolorose”. Parole pienamente coerenti con le intenzioni del Giubileo 2025 dedicato alla Speranza, che vede in calendario ad aprile molti appuntamenti ufficiali. L’Anno Santo della Speranza, iniziato a Natale con l’apertura delle Porta Sante, si prepara infatti a un mese intenso, con pellegrini pronti a riempire Roma da ogni latitudine, trasformando la Città Eterna in un crocevia di fede, cultura e pellegrinaggi.

Nel mese del pieno risveglio primaverile, l’agenda giubilare si riempie di iniziative che spaziano dai grandi eventi in Piazza San Pietro a momenti di preghiera più intimi nelle chiese storiche della città. Quello di aprile è, di fatto, un calendario pensato per tutti: famiglie, giovani, lavoratori, artisti e comunità religiose troveranno un’occasione per vivere lo spirito dell’Anno Santo. E per chi visita Roma per la prima volta, sarà anche un viaggio tra arte, storia e natura, con il verde dei parchi cittadini che si mescola al marmo delle basiliche.

Ma quali sono gli appuntamenti principali di aprile? Tra i momenti più importanti di questo mese, vi sono il Giubileo del Mondo del Volontariato, il Giubileo degli Adolescenti e il Giubileo delle Persone con Disabilità. Tre celebrazioni che trasformeranno Roma in un abbraccio aperto a tutti.

I Grandi Eventi del Giubileo ad aprile 2025

Giubileo degli Ammalati e del Mondo della Sanità

Il primo weekend del mese – sabato 5 e domenica 6 aprile –, Roma accoglie il Giubileo degli Ammalati e del Mondo della Sanità, evento speciale che unisce malati, familiari e professionisti della salute – medici, infermieri, volontari e operatori pastorali – in un momento di fede e solidarietà. Sabato 5, dalle 8:00 alle 17:00, il pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro apre la giornata, con confessioni disponibili nelle chiese giubilari sparse per la città. Dalle 16:00 alle 18:30, piazze romane si animano con incontri culturali, artistici e spirituali, un “dialogo con la città” che intreccia storie e speranze. Il giorno successivo, domenica 6, alle 10:30, Piazza San Pietro ospita la Messa celebrata da Mons. Rino Fisichella, Pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione.

Colonnato Piazza San Pietro

Fonte: 123RF

Scorcio di Piazza San Pietro con il colonnato

Giubileo degli Adolescenti

Si continua, quindi, con il Giubileo degli Adolescenti che promette di portare in città un’onda di energia giovane. Il weekend lungo inizia venerdì 25 aprile con il pellegrinaggio alla Porta Santa, dalle 9:00 alle 17:00, accompagnato dal Sacramento della Riconciliazione nelle chiese giubilari. È un giorno di passi e silenzi, di ragazzi che si mettono in cammino sotto il sole primaverile. Sabato 26, la giornata si scalda: dalle 11:00 alle 15:00, piazze sparse per Roma ospitano concerti e incontri tematici, mentre alle 17:00 una festa musicale riunisce tutti in un’esplosione di note e allegria.

Il clou è l’incontro con Papa Francesco, un momento che illumina i volti e scalda i cuori. Domenica 27, alle 10:00, la Messa in Piazza San Pietro chiude il weekend con un evento speciale: la canonizzazione del Beato Carlo Acutis, il giovane “santo digitale” che parla ai ragazzi di oggi. Per chi viaggia con figli o nipoti, è un’occasione per vivere una Roma vivace, magari con una tappa a Villa Borghese dopo la Messa.

Giubileo delle Persone con Disabilità

Infine, il terzo grande evento di aprile è previsto a fine mese, il 28 e 29 aprile, con il Giubileo delle Persone con Disabilità, momento che mette al centro chi spesso resta ai margini. Lunedì 28, dalle 8:00 alle 12:00, il pellegrinaggio alla Porta Santa apre la giornata, con confessioni disponibili nelle chiese giubilari. Alle 17:00, Piazza San Pietro si raccoglie per una Messa che celebra la forza della fragilità, un momento semplice ma potente.

Quindi, martedì 29 sarà il giorno dell’incontro: alle 11:00, Papa Francesco accoglierà i partecipanti con parole che scaldano l’anima, seguito da un pranzo nei Giardini della Città alle 13:00, un tavolo condiviso sotto gli alberi. Dalle 15:00 alle 19:00, la festa continua nei Giardini, tra musica e sorrisi. Un evento che respira accoglienza, perfetto per chi cerca una Roma che sa abbracciare tutti.

Gli altri eventi del mese con il patrocinio del Giubileo 2025

Il calendario di aprile prevede anche una serie di appuntamenti patrocinati, che coinvolgono diverse realtà, dal mondo dello sport all’arte. Ecco i principali.

La Partita del Futuro allo Stadio Olimpico

Il 2 aprile 2025, lo Stadio Olimpico di Roma si trasforma in un’arena di idee con La Partita del Futuro, evento del Giubileo 2025 che dà voce alle nuove generazioni. L’obiettivo? Ascoltare i ragazzi, veri protagonisti del domani, e raccogliere i loro progetti per una Roma più accogliente, sotto il motto “ROMA BeneComune”. Dalle 8:00 alle 14:00, studenti di vari istituti presenteranno proposte virtuose – già in cantiere o appena nate – narrandole dal vivo e proiettandole sui maxischermi durante una gara sportiva. Un’app permetterà ai partecipanti di votare in diretta, decretando il vincitore, che riceverà supporto per realizzare il suo sogno. Non solo idee: la mattinata si accende con esibizioni di sport, musica e intrattenimento, tra beniamini dei giovani ed emergenti.

Terrazza del Pincio a Villa Borghese

Fonte: 123RF

Vista panoramica dalla Terrazza del Pincio a Roma

Un ‘Villaggio per la Terra’ a Villa Borghese

Dal 10 al 13 aprile 2025, Villa Borghese si trasforma nel cuore verde del Giubileo con il “Villaggio per la Terra”, evento gratuito organizzato da Earth Day Italia e dal Movimento dei Focolari. Al Galoppatoio e sulla Terrazza del Pincio, famiglie, scuole e cittadini troveranno un’esplosione di vita: laboratori scientifici, sport, spettacoli e incontri, tutti a costo zero. È un’occasione per toccare con mano i temi dell’Agenda 2030, dalla sostenibilità alla solidarietà, grazie a partner istituzionali e associazioni che animano centinaia di attività giornaliere.

I ragazzi potranno immergersi in  un villaggio sportivo con 30 Federazioni, provando discipline insolite, mentre per i più piccoli (dai 3 anni in su) ci sarà una tenda dedicata. Scienziati dei migliori istituti italiani sveleranno meraviglie nei laboratori divulgativi. Radio Vaticana trasmetterà in diretta, catturando voci e storie. Tra gli highlights: il 10 aprile (16:00-17:00) “Combattere la desertificazione” sulla Terrazza del Pincio, l’11 (17:15-18:30) un talk sull’economia di comunione, il 12 (11:30-13:30) un incontro su pace e multilateralismo, e alle 15:00 uno sulla famiglia. Domenica 13, la “Marcia per la Terra” e la “Run for Unity” (ore 11:00) chiuderanno con un cammino dal Pincio al Galoppatoio.

Due mostre da non perdere

Spazio, infine, a due proposte artistiche per l’Anno Santo. Dal 14 al 16, la Terrazza del Pincio ospita la mostra-laboratorio Porte Aperte alla Speranza. Trenta artisti da tutto il mondo, portavoce di culture e religioni diverse, creeranno opere sotto il cielo, spaziando da tecniche antiche a moderne. La Bottega dell’Arte guiderà i visitatori tra pennelli e racconti, in un dialogo aperto sulla pace, il clima, le migrazioni e il ruolo delle donne. Il 16, alle 15:00, una cerimonia con preghiera ecumenica inaugurerà la mostra, parte del progetto “Open Doors”, nato con il Dicastero per la Comunicazione per trasformare l’arte in un motore di cambiamento sociale.

Nello stesso giorno, alle 18:00, la Chiesa dei Santi Giovanni Evangelista e Petronio inaugura Un Ponte fra la Città Eterna e la Città Santa. Luigi Caflisch reinterpreta gli Angeli di Bernini su Ponte Sant’Angelo, creando un cammino giubilare contemporaneo. Visitabile fino al 16 maggio (lunedì-venerdì, 17:00-19:00), la mostra, curata da Francesco Buranelli, unisce arte e spiritualità.

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Il Richiamo della Foresta, l’avventura di Harrison Ford nel cuore dello Yukon

Se vi piace il Canada e non riuscite a rimanere indifferenti davanti alle meraviglie naturali del territorio dello Yukon, vi consigliamo di vedere Il Richiamo della Foresta del 2020 con Harrison Ford protagonista, disponibile su Disney+. Il famoso romanzo omonimo di Jack London è stato pubblicato per la prima volta nel 1903, ma il cinema lo ha adattato già due volte: nel 1935 con Clark Gable e nel 1972 con Charlton Heston. Gli ampi spazi e la presenza potente e maestosa della natura rispetto all’essere umano impreziosiscono il film diretto da Chris Sanders che racconta l’avventura di John Thornton che intraprende un viaggio insieme a un cane di grossa taglia di nome Buck, attraverso lo Yukon nel Canada nord-occidentale durante la Corsa all’Oro degli anni 1890. Come nuova recluta di una squadra di cani da slitta, di cui in seguito diventerà il leader, Buck vive l’avventura di una vita, trovando il suo vero posto nel mondo e diventando padrone di se stesso. Dalla città John e Buck devono abituarsi ad affrontare la natura, bellissima ma anche piena di minacce più o meno impegnative.

Dove è stato girato

Guardando Il Richiamo della Foresta viene naturale chiedersi dove sono state girate alcune scene immerse in paesaggi naturali suggestivi e unici. Anche se non sembra alcuni luoghi sono stati “aiutati” dalla CGI e creati in post produzione, ma gran parte del film ha sfruttato la bellezza e il fascino del Canada e della California. Vediamo insieme alcune delle location scelte dalla produzione per raccontare questa storia di amicizia e un viaggio coinvolgente ricco di sfide.

Yukon

Lo Yukon è un posto pericoloso. Non sai mai cosa ti aspetta” ha affermato Harrison Ford in un’intervista quando è uscito il film. Il team di produzione ha visitato gli splendidi paesaggi dello Yukon due volte durante l’estate 2018 e febbraio 2019, esplorando le location in tutto il territorio. Hanno lavorato con due persone del posto per ottenere le inquadrature necessarie e le riprese sono durate poco meno di 8 settimane. Non a caso molti definiscono lo Yukon “Il Canada dei grandi spazi” perchè è una regione ancora selvaggia e poco popolata che regala scenari che tolgono il fiato e nel film si notano queste aree molto ampie in cui i personaggi vivono esperienze.

La barca che si vede ne Il Richiamo della Foresta è ispirata alla SS Klondike, dichiarata sito storico nazionale del Canada e situata a Whitehorse (capitale e unica città dello stato). La nave è una replica di una barca costruita tra il 1929 e il 1936; sia l’originale che la replica trasportavano merci lungo il fiume Yukon fino ai primi anni ’50. La corsa all’oro del 1898 per lo Yukon è stato il momento di massima espansione e oggi il fiume è attraversato da spedizioni in canoa incorniciate dalle cinque vette più alte del Canada e i campi glaciali sotto l’Artico. I centri di Dawson City e Whitehorse permettono anche di entrare in contatto con la comunità locale e saperne di più sui loro usi e costumi.

Yukon vicino a Dawson City

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Yukon vicino a Dawson City

Whistler

La produzione de Il Richiamo della Foresta ha girato scene all’aperto anche nella zona di Whistler nella British Columbia, in Canada. Whistler è una piccola città, considerata un paradiso per chi pratica gli sport d’avventura. Questa è una fantastica destinazione per il kayak in acque bianche, circondata da diversi fiumi che offrono rapide e cascate selvagge e pulite. Una scena per esempio è stata girata sul posto da uno stuntman in una caduta sul fiume Cheakamus vicino al Function Junction a Whistler. La città vanta anche il più grande resort sciistico del Nord America, il Whistler-Blackcomb. Il Callaghan Lake Provincial Park, il Callaghan Creek o le Nairn Falls offrono splendidi paesaggi cinematografici e costituiscono degli ambienti ideali per escursioni, arrampicate e mountain bike.

Wilson Creek Beach in California

Fonte: iStock

Wilson Creek Beach in California

Smith River and Wilson Creek Beach

Lo Smith River nella regione di Redwood, in California, è stato usato nel film al posto dello Yukon in alcune scene che si svolgono sulle rapide con Harrison Ford e il suo compagno a quattro zampe. Di colore verde smeraldo lo Smith River scorre senza alcuna diga per tutta la sua lunghezza salendo dalle montagne di Klamath e dalla catena della costa. Foreste di sequoie e abeti caratterizzano il paesaggio intorno. Restando lontani dal Canada nel film poi appare anche Wilson Creek Beach che si trova nell’Illinois centro-orientale ed è stata utilizzata in una sequenza con una locomotiva a vapore, sostituendo tramite CGI sezioni del paesaggio per adattarlo all’epoca in cui è ambientato il film.

Santa Clarita

La maggior parte del film, inclusa la canoa di Harrison Ford con uno schermo blu sullo sfondo per le scene del fiume, è stata girata negli studi di Santa Clarita. La cittadina nella contea di Los Angeles, in California, ha dato anche il titolo alla serie tv Netflix Santa Clarita Diet con Drew Barrymore ed è spesso protagonista diretta o indiretta di film e serie tv. In questo caso 3BL Media ha riferito che per dare vita alla storia de Il Richiamo della Foresta in modo accurato, la produzione ha costruito diverse città e set adatti all’epoca, ricreando lo spirito della corsa all’oro di fine secolo nello Yukon. Come si può vedere sul web se si cercano alcune immagini dietro le quinte del film, sono stati necessari molti effetti speciali e tonnellate di neve finta per far dimenticare agli attori che stavano effettivamente filmando la natura selvaggia e gelida del Grande Nord a poche miglia dalla spiaggia di Malibu. Tuttavia con questo articolo abbiamo voluto esplorare i luoghi originali in cui è ambientato il romanzo di London.

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Novità per passaporti e carte d’identità, come cambiano le regole

Se il vostro passaporto sta per scadere e avete un viaggio in programma, meglio che siate aggiornati sulle ultime novità introdotte dalla riforma appena approvata dal Consiglio dei ministri. Queste riguardano sia i passaporti che i documenti di identità validi per l’espatrio e sono state pensate per semplificare il sistema, eliminare le procedure obsolete e modernizzarle.

In generale, le modifiche presenti nel disegno di legge collegato alla manovra 2025 riguardano il rinnovo del passaporto, che non sarà più possibile. Alla scadenza, infatti, bisognerà richiederne uno nuovo. Vengono aggiornate poi anche le regole per chi perde il passaporto all’estero e per l’utilizzo del passaporto collettivo, ufficialmente eliminato. Vediamo, nel dettaglio, tutte le informazioni da conoscere.

Il passaporto può essere rinnovato?

Una delle novità più importanti introdotte dalla manovra riguarda il rinnovo del passaporto. Da oggi, infatti, non sarà più possibile prolungarne la validità, ma dovrete richiederne uno nuovo alla scadenza. In realtà, questa non è una novità vera e propria perché, già nel 2009, una legge ne aveva eliminato il rinnovo, ma il tutto era rimasto nei testi normativi senza venir mai applicato completamente.

Da oggi, quindi, il vostro passaporto sarà valido per dieci anni e, una volta scaduto, dovrete provvedere a fare domanda per riceverne uno nuovo. Inoltre, ogni nuovo passaporto avrà al suo interno un microprocessore con dati biometrici riguardanti il suo proprietario, ossia impronte digitali e fotografia identificativa. L’obiettivo di queste modifiche sarebbe quello di rendere più difficile la falsificazione dei documenti ed eventuali furti di identità.

Come denunciare il furto del passaporto?

Nel disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri viene fatta anche una nuova distinzione tra le modalità di denuncia di furto o smarrimento del passaporto in Italia e quelle da seguire all’estero.

Se perdete il passaporto o vi viene rubato in un altro Paese, dovrete prima rivolgervi alle autorità di polizia locali per sporgere denuncia e, successivamente, trasmettere la documentazione alle autorità italiane competenti, ovvero i questori o, in casi eccezionali, gli ispettori di frontiera. In alternativa, potete rivolgervi direttamente a un consolato o a un’ambasciata italiana.

Se lo perdete o subite un furto su suolo italiano, invece, la prassi continua a essere la stessa: la denuncia deve essere presentata alle forze dell’ordine.

Cosa succede al passaporto collettivo?

Nuovi cambiamenti anche per quanto riguarda il passaporto collettivo. In passato, questa tipologia di documento permetteva a gruppi di persone di viaggiare insieme con un unico passaporto. Oggi, ormai inutilizzato, viene definitivamente eliminato anche per rispettare i nuovi standard di sicurezza, i quali prevedono che ogni viaggiatore possieda il proprio passaporto personale.

Ci sono cambiamenti per le carte d’identità?

In base alle nuove regole, sarà possibile viaggiare nei Paesi al di fuori dell’Unione Europea anche con la carta d’identità previa stipula di accordi bilaterali specifici. Questa modifica rappresenta un passo importante verso una maggiore semplificazione nei viaggi internazionali, aumentando le possibilità di utilizzo del documento d’identità per i cittadini europei.

Quali sono le nuove regole sui minori che viaggiano?

Infine, il disegno di legge introduce anche una modifica per i minori di 14 anni che viaggiano con un solo genitore. Se finora alcuni Paesi non accettavano la semplice dichiarazione firmata dal genitore e chiedevano un’attestazione ufficiale da parte delle autorità italiane, da oggi l’Italia può rilasciare questo tipo di certificazione, così da evitare problemi alle famiglie durante i viaggi.

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Alla scoperta dei Tepui, gli affascinanti monti degli dei in Venezuela

La mano dell’uomo ha inciso sulla natura più di quanto avrebbe dovuto nel corso dei secoli. Ci sono dei luoghi però, così inaccessibili da rimanere incontaminati e inviolati. Come i Tepui, le cosiddette “montagne degli dei” che si trovano soprattutto in Venezuela, e più precisamente nella Gran Sabana: così alte e così impervie da essere state per secoli fonte di leggende e racconti mitologici. Luoghi straordinari, che vale la pena conoscere e raccontare.

Cosa sono i Tepui?

I Tepui sono degli enormi altopiani situati in Venezuela, che si estendono per centinaia di chilometri. La loro formazione risale a circa il periodo Paleozico, più precisamente tra 300 e 400 milioni di anni fa, ma la realtà dei fatti è che la forma che hanno oggi è il risultato di un lungo processo di erosione che prosegue anche oggi.

Ce ne sono circa 100 tra il Venezuela, il Brasile e la Guyana e la loro altezza va dai mille ai 3mila metri sopra il livello del mare. I più famosi sono Neblina, Roraima, Autana, e Auyantepui. Quest’ultimo è il luogo dove sorge la famosa Angel Falls, ossia la cascata più alta del mondo.

Angel Falls, Tepui

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L’incredibile Angel Falls, la più alta del mondo

Dove si trovano

I Tepui si trovano tra la Guyana occidentale, il Brasile e il Venezuela. La maggior parte sono nel Parque Nacional Canaima, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. In Brasile, invece, è stato istituito il Parco nazionale del Monte Roraima. Scalarli non è semplice, ed è molto difficile che l’uomo possa avventurarsi sulla vetta.

Flora e fauna dei Tepui

Tra un Tepui e l’altro c’è una distanza enorme. Questo, unito alla loro inaccessibilità, ha fatto sì che ognuno sviluppasse un ecosistema a sé. Nessun Tepui è uguale all’altro, nessuno di essi ha una flora o una fauna anche lontanamente simile a quelli vicini. Inoltre, il fatto che l’uomo non abbia potuto mettere mano alla natura di questi altopiani, ha fatto sì che ci siano specie animali e vegetali assolutamente uniche. Per anni si è creduto addirittura che, grazie all’ecosistema inalterato, qui fossero sopravvissuti i dinosauri.

Heliamphora pulchella, Tepui

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Heliamphora pulchella, pianta carnivora carnivora dei Tepui del Venezuela

Come si sono formati i Tepui

I Tepui si sono formati dai grandi altopiani di arenaria situati tra la foresta amazzonica e il fiume Orinoco. Con il passare dei secoli questi furono erosi, e dai monti rimasti si svilupparono Tepui. Secondo una teoria presentata nel 2013, questi meravigliosi altopiani sarebbero quello che rimane della parte non erosa dello Scudo della Guyana.

Le grotte sotterranee

Le meraviglie svelate dai Tepui però, non finiscono qui. Nel 2014 è stata scoperto nella regione il più lungo sistema di grotte quarzitiche esistente. L’interno è composto da sinistre formazioni geologiche di un colore rosatro e c’è la presenza di un rarissimo minereale, la rossiantonite. Venti chilometri di tunnel e gallerie, con caratteristiche geologiche che non hanno eguali al mondo.

Misteri e leggende

Oltre a essere formazioni geologiche straordinarie, i Tepui sono anche ricchi di leggende e miti che da secoli affascinano chiunque. Il merito è certamente delle loro cime piatte e delle pareti a strapiombo, che nel corso del tempo si sono rivelati lo scenario ideale per storie fantastiche, tramandate poi di generazione in generazione. Tra le più famose segnaliamo:

  • La Leggenda di Roraima: per gli indigeni Pemon del Venezuela, il Tepui di Roraima sarebbe la casa degli spiriti degli antenati. Si narra, infatti, che in un tempo assai lontano era una montagna come tutte le altre, mentre oggi è così perché un Dio potente la sollevò dai cieli per separarla dal resto del mondo;
  • Il Mondo Perduto (Arthur Conan Doyle): il romanzo racconta del professor Challenger che guida una spedizione sui Tepui per trovare dinosauri ancora vivi. Una storia che, volente o nolente, ha contribuito a creare l’immagine romantica e misteriosa di questi capolavori della natura;
  • La leggenda di Auyan Tepui e il Salto Ángel: pare che la cascata più alta del mondo sia stata creata dagli spiriti. Più precisamente, la leggenda racconta di un guerriero innamorato di una bellissima donna, il quale si gettò nel fiume per guadagnarsi il suo cuore. E fu proprio per questo che gli spiriti decisero di trasformarlo in cascata;
  • La Leggenda della Creazione del Mondo: secondo le popolazioni indigene dei Tepui, il mondo fu creato proprio a partire proprio da queste favolose montagne;
  • I Mostri e gli Spiriti del Tepui: per alcuni racconti popolari, i Tepui sono il rifugio di spiriti maligni e mostri che proteggono le montagne da chi tenta di raggiungerne la cima. Parrebbe, infatti, che serva il permesso degli spiriti stessi per scalarle, altrimenti si rischia di essere puniti da creature misteriose o da forze invisibili con il fallimento dell’impresa.
Tepui Autana, Venezuela

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Il Tepui Autana in Venezuela
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Villa Palagonia, la strana storia della villa dei mostri di Bagheria

A Bagheria, in provincia di Palermo, si erge nei cieli Villa Palagonia, un edificio cintato settecentesco che, oltre a essere maestoso e bellissimo, nasconde anche tantissimi segreti e misteri. A popolarla, infatti, sono numerose statue bizzarre, opere che raffigurano mostri che vanno a impreziosire quello che è ritenuto un capolavoro del barocco siciliano, e anche un’attrazione imperdibile per chi visita questa zona affascinante del nostro Paese.

Dove si trova Villa Palagonia

Come accennato, la straordinaria Villa Palagonia sorge a Bagheria, suggestiva realtà della Sicilia. Più precisamente si trova in Piazza Garibaldi ed è lì dall’ormai lontanissimo 1715 ad ammaliare chiunque vi passa davanti. Edificata per volere di Francesco Ferdinando Gravina Alliata, principe di Palagonia, è divenuta quello che è oggi per mano di Ferdinando Francesco II, che scelse di aggiungervi stravaganti decorazioni che le valsero persino il soprannome di “Villa dei Mostri“.

Parliamo quindi di un luogo sorprendente, che si caratterizza per una peculiare aura misteriosa e decadente che l’ha resa oggetto di leggende e racconti (che ora scopriremo insieme nelle prossime righe).

Le cose strane al suo interno

Chiunque decida di visitare la misteriosa Villa Palagonia non può che rimanere incantato dalle sue stranezze e dal distintivo carattere eccentrico, caratteristiche che la rendono unica nel panorama del barocco siciliano. Si presenta quindi come un vero e proprio enigma architettonico e artistico al quale, per alcuni aspetti, è quasi impossibile trovare risposte.

Le statue “mostruose”

Le statue “mostruose” della villa sono tantissime, opere grottesche che popolano il giardino e il muro di cinta. Sono principalmente creature deformi, animali fantastici, uomini con teste sproporzionate, gobbi, nani ed esseri ibridi. Molte di loro sembrano, apparentemente, non avere alcuna logica, ma non mancano di certo studi che sostengono che, in fondo in fondo, siano lì a simboleggiare una vera e propria critica sociale: si ipotizza che Ferdinando Francesco II di Palagonia volesse prendere in giro l’aristocrazia siciliana, trasformandola in una sorta di corte di deformità.

Ci sono anche altri esperti che ritengono che queste sculture abbiano invece un significato esoterico, richiamando antichi simboli alchemici.

Salone degli Specchi

Dal fascino irresistibile è il Salone degli Specchi, ovvero una stanza piena di specchi deformanti che creano giochi di riflessi e illusioni ottiche. Si sostiene che alla base di questa scelta ci sia stata la volontà di distorcere le proporzioni di chi vi si riflette, proprio per disorientare e dare, contemporaneamente, un senso di confusione e inquietudine.

È molto facile, infatti, ritrovarsi all’interno di tale salone e percepire un effetto di labirinto visivo, vivendo la sensazione che la stanza sia più grande e confusa. Un’idea, quella degli specchi ingannevoli, che è stata poi ripresa in film e romanzi gotici e surrealisti.

Salone degli Specchi, Villa Palagonia

Fonte: iStock@Rimbalzino

Il Salone degli Specchi di Villa Palagonia

Affreschi misteriosi

Non mancano di certo gli affreschi dal significato enigmatico, molti dei quali raffigurano scene non facili da immaginare in quella che, in passato, era una dimora nobiliare. Anche in questo caso ci sono creature fantastiche e ibride, volti enigmatici dalle espressioni ambigue (pare quasi che osservino il visitatore), simboli misteriosi e molto altro ancora.

Gli arredi

Persino gli arredi di Villa Palagonia hanno le loro stranezze perché, pur trattandosi di una dimora dalle atmosfere grottesche, si distinguono per la loro qualità, in quanto sono incredibilmente lussuosi. La villa è infatti piena di marmi policromi, soffitti decorati in oro con dettagli finemente scolpiti e mobili con intarsi pregiati.

Stanze con angoli insoliti

Sì, avete letto bene: Villa Palagonia si compone di angoli insoliti, tra cui soffitti inclinati o asimmetrici, porte di altezze diverse e corridoi che sembrano finire nel nulla ma che invece conducono ad altre stanze nascoste. La sensazione che si pùò percepire, quindi, è proprio che l’obiettivo di chi ha costruito questa residenza fosse renderla una sorta di labirinto mentale.

Leggende e curiosità

Ad aleggiare intorno alla bellezza mistica di Villa Palagonia ci sono numerose leggende e curiosità. Innanzitutto, si narra che Ferdinando Francesco II di Palagonia, creatore delle stranezze della villa, fosse convinto che circondandosi di mostri e di deformità sarebbe stato protetto dagli spiriti maligni e dal malocchio.

Nel folklore siciliano, inoltre, Villa Palagonia è spesso chiamata “Il Palazzo del Diavolo“. Il motivo? In passato erano tutti convinti che solo una mente diabolica potesse concepire un luogo così bizzarro e unico nel suo genere. A tal proposito c’è anche una leggenda locale, che narra che il principe avrebbe stretto un patto proprio con Lucifero “in persona” per costruire la villa più strana del mondo, il quale in cambio gli chiese di sacrificare la sua sanità mentale.

Statue "mostruose", Bagheria

Fonte: iStock@Rimbalzino

Le statue “mostruose” di Villa Palagonia

A parlare di questo posto pazzesco fu anche Wolfgang von Goethe nel 1787, che lo descrisse con le seguenti parole: “Mai vidi riunita tanta assurdità in un solo luogo. È l’opera di un pazzo.” Una descrizione che, inevitabilmente, contribuì a rendere Villa Palagonia celebre in tutta Europa come un posto di follia e fitto mistero.

Infine, pare proprio che anche Villa Palagonia abbia il suo fantasma. Secondo alcuni è lo spirito dello stesso principe Ferdinando, ancora legato alla sua villa, mentre per altri è quello di un servo che fu condannato a vagare tra queste stanze fuori dal comune.

Orari e prezzi

Questa affascinante villa della Sicilia è aperta al pubblico tutti i giorni (compresi i festivi) dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 17.30. Il biglietto intero costa 6 euro, ma è anche disponibile un ridotto a soli 3 euro (per i bambini dai 5 ai 10 anni). Nei weekend è anche possibile scoprirla con l’ausilio di visite guidate (costo 9 euro, ridotto 6), ma va specificato, tuttavia, che gli orari di apertura possono subire variazioni in base alla stagione.

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In queste impressionanti catacombe italiane si nascondono centinaia di mummie

Unico, suggestivo, macabro: sono tanti gli aggettivi che vengono usati per descrivere le Catacombe dei Cappuccini, uno dei luoghi più particolari di Palermo. Una volta scese le scale che conducono nelle stanze sotterranee situate sotto il convento, i visitatori vengono assaliti da emozioni diverse. C’è chi resta sorpreso, chi impressionato e chi, magari perché più suscettibile, prova un orrore che, sicuramente, avrebbe voluto evitare (soprattutto se la tappa precedente è stata uno stand di street food siciliano!).

Ma cos’è che, custodito dentro le stanze, provoca tutti questi sentimenti contrastanti? Quello che vedrete una volta entrati sarà la più grande collezione di mummie al mondo, molte delle quali indossano abiti antichi. Guardatevi attorno e vi ritroverete circondati da un numero impressionante di cadaveri (circa 8000) posizionati lungo le pareti.

I defunti sono divisi per stanze in base all’età, al sesso o al mestiere: bambini, donne, uomini, monaci, sacerdoti, professionisti. Qual è la storia di questo posto? Perché esiste? Vi raccontiamo tutto qui.

La storia delle Catacombe dei Cappuccini

Palermo racconta il suo passato in tanti modi diversi, anche attraverso i corpi dei suoi stessi cittadini. Le Catacombe dei Cappuccini sono uno dei luoghi più particolari della città, esistenti fin dal 1599, quando i frati cappuccini costruirono un cimitero sotterraneo sfruttando l’esistenza di antiche grotte. Ci misero due anni per terminare l’opera e, al momento di traslare le reliquie dei loro confratelli, si sorpresero nel constatare che quarantacinque corpi erano rimasti praticamente intatti, mummificati naturalmente.

Questo fatto venne interpretato come un segno della benevolenza celeste e i frati decisero di non seppellire più i corpi, ma di esporli in piedi dentro delle nicchie poste tutte attorno alle pareti del primo corridoio delle Catacombe. Un avvenimento che fece allo stesso tempo scalpore e successo perché, diffusasi la voce, cominciarono ad accogliere un numero sempre maggiore di salme di “secolari”. Nel 1783, infine, decisero di concedere sepoltura a tutti coloro che fossero in grado di permettersi i costi delle pratica di imbalsamazione.

Le tecniche di mummificazione

Seppur la maggior parte delle salme presenti nelle catacombe abbiano subito un processo di mummificazione naturale, i frati si specializzarono ben presto nella mummificazione artificiale. Secondo il frate Benedetto Sambenedetti, i cappuccini possedevano un lavatoio per i cadaveri e delle celle in cui li collocavano per otto mesi in attesa che seccassero.

Nel dettaglio, i corpi restavano chiusi in queste celle sotterranee caratterizzate da bassa umidità, distesi orizzontalmente su specifiche strutture di drenaggio per far perdere lentamente l’acqua presente nei tessuti. I corpi venivano poi messi all’aria aperta, puliti con un po’ di aceto e infine rivestiti con il loro abito migliore per essere collocati nelle nicchie a loro riservate.

Un caso speciale è quello di Rosalia Lombardo, una bambina di due anni morta nel 1920, nella quale fu iniettato un liquido per l’imbalsamazione. La mummia della piccola è il cadavere più famoso e meglio conservato delle catacombe.

La mummia della bambina è frutto del lavoro di Alfredo Salafia, celebre imbalsamatore palermitano che dedicò la sua vita a ricercare e studiare come contrastare la morte impedendo al tempo di deteriorare la forma e l’aspetto dei defunti.

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Ponte 25 aprile – 1 maggio 2025 tra capitali e fughe nella natura: le mete più belle e vicine da raggiungere

Le occasioni per viaggiare in questa primavera 2025 sono tantissime grazie ai numerosi giorni di vacanza a vostra disposizione, soprattutto se avete ferie da sfruttare. Se la Pasqua la volete festeggiare in famiglia, avete sempre il ponte del 25 aprile-1 maggio da utilizzare per raggiungere alcune mete vicine che, proprio in questo periodo, danno il meglio di sé. I mesi primaverili, infatti, sono ideali per visitare determinate destinazioni che, in estate, potrebbero essere molto più affollate.

Qui vi suggeriamo alcune mete in Italia e all’estero a corto raggio dove partire durante il lungo ponte, dalle grandi capitali alle fughe nella natura.

La magia della Provenza

Facilmente raggiungibile dall’Italia, la regione della Provenza, nel sud della Francia, offre un’esperienza di viaggio unica a qualsiasi tipologia di viaggiatore: da chi ama passeggiare tra le strade di antichi borghi a chi, invece, vuole indossare scarpe da trekking e partire alla scoperta di paesaggi naturali mozzafiato. Una volta arrivati, a prescindere dall’esperienza che state cercando, capirete subito perché ha conquistato e ispirato nel tempo artisti e poeti provenienti da tutto il mondo.

Durante il ponte del 25 aprile-1 maggio potrete immergervi nei suoi paesaggi variegati creando un itinerario a base di città e borghi, come Marsiglia, Nizza, Arles, MartiguesAix-en-Provence, e di campi di lavanda percorrendo le Routes de la Lavande. Gli amanti dei trekking e della montagna potranno fare tappa sul Mont Ventoux (la vetta più alta della Provenza) o nel Parc National du Mercantour, che comprende sette valli alpine e numerose possibilità di escursioni. E, se non potete rinunciare al mare anche quando state facendo trekking, il posto da segnare sulla mappa è sicuramente il Parc National des Calanques.

Maiorca, la regina delle Isole Baleari

Le Isole Baleari si stanno ritrovando a dover affrontare il problema dell’overtourism durante i mesi di alta stagione. Ecco perché la primavera potrebbe essere il periodo ideale per visitarle, in particolare per scoprire l’isola di Maiorca, approfondendone ogni aspetto e non solo quello più conosciuto del mare. La bellezza di Maiorca, infatti, risiede anche nell’entroterra, in particolare nella catena montuosa della Serra de Tramuntana, riconosciuta Patrimonio dall’UNESCO.

Sull’isola non mancano anche attrazioni culturali e architettoniche, da scovare nel centro storico di Palma, come l’imponente Cattedrale di Santa Maria costruita interamente con blocchi di arenaria, o nel Museu Fundación Juan March e l’Es Baluard, che espongono sia opere d’arte storica che contemporanea. Il tutto, ovviamente, arricchito da un’immersione nella sua cucina.

Uno dei modi migliori per scoprirla è facendo un giro nei mercati dell’isola, dove troverete anche diverse bancarelle che propongono tapas e specialità pronte da provare, come il Mercat de l’Olivar e il Mercat de Santa Catalina di Palma.

Serra de Tramuntana a Maiorca

Fonte: iStock

Il mare incontra la montagna nella Serra de Tramuntana

Egitto, il fascino dell’antica civiltà

Dall’Italia ci sono diversi voli che permettono di raggiungere facilmente l’Egitto e immergersi totalmente nelle sue bellezze storiche. Si tratta di un viaggio all’insegna dell’esperienza tra templi, necropoli e piramidi. Durante il ponte del 25 aprile-1 maggio potreste regalarvi una crociera sul Nilo e fare tappa a Luxor e al tempio di Karnak. Questo grande museo a cielo aperto rappresenta una delle eredità più preziose dell’antica civiltà egizia perché custodisce i templi, le tombe e i monumenti più famosi del Paese. Ovviamente, una visita al Museo Archeologico di Luxor è un must perché ospita circa un terzo dei manufatti egizi del mondo!

Durante la vostra crociera sul Nilo farete tappa anche alla Valle dei Re, uno dei luoghi di sepoltura più imponenti del mondo, e ai Colossi di Memnone, due grandi statue in pietra che proteggono il Tempio Mortuario di Amenhotep III, nonno del più famoso Tutankhamon.

Vienna e i suoi giardini in fiore

La capitale austriaca è sicuramente una delle città più verdi del mondo e visitarla in primavera significa poter ammirare i suoi parchi nel massimo del loro splendore, ma non solo. In questo periodo, le temperature cominciano a salire ed è un piacere stare all’aperto e scoprire gli angoli più belli di Vienna, a partire dai suoi mercati. Cominciate la vostra giornata al Karmelitermarkt di Leopoldstadt, passeggiate tra le colorate bancarelle del mercato e assaggiate qua e là le diverse specialità proposte.

Il 2025 è l’anno perfetto per visitare Vienna anche perché la città celebra il 200° anniversario della nascita del re del Valzer, Johann Strauss. Per l’occasione è stato inaugurato anche un nuovo museo, chiamato appunto il Museo di Johann Strauss – Nuove Dimensioni, che presenta la sua vita in una mostra immersiva.

Oltre ai tanti parchi pubblici, se volete vivere al meglio la primavera a Vienna dovete andare al giardino della reggia di Schönbrunn, patrimonio UNESCO dal 1996 insieme al palazzo. Aperto al pubblico dai tempi dell’imperatrice Maria Teresa, ricopre un grande interesse dal punto di vista storico-artistico, oltre a essere una meravigliosa oasi verde che si riveste di colori proprio grazie alle fioriture.

Palermo, tra arte, cultura e street food

Se non volete lasciare l’Italia, potreste fare un salto a Palermo per godervela con le temperature primaverili ideali. Partite dal centro e dalla famosa Piazza dei Quattro Canti, dove convergono i quattro quartieri storici, procedete verso Piazza Pretoria e ammirate le figure mitologiche impresse sulla Fontana della Vergogna, per poi proseguire verso la Cattedrale. Durante il vostro tour fate tappa al mercato di Ballarò, dove le abbanniate, le cantilene con cui i proprietari degli stand promuovono le loro merci, riempiono l’aria, e affidatevi all’olfatto assaggiare le migliori specialità di street food, dalle panelle alle stigghiole.

Se noleggiate un’auto per scoprire i dintorni, raggiungete la splendida Riserva dello Zingaro. Indossate scarpe comode e intraprendete il sentiero escursionistico che, caletta dopo caletta, vi farà scoprire un’oasi naturale tra le più belle della Sicilia. Non dimenticate di indossare o di portare con voi il costume da bagno perché, se la giornata è bella e il sole riscalda, non potrete resistere a fare un tuffo veloce nelle acque cristalline delle sue piccole spiagge!

Riserva zingaro Sicilia

Fonte: iStock

Una caletta della Riserva dello Zingaro

Trentino per una vacanza all’aria aperta

Se ai luoghi di mare preferite la montagna, potreste trascorrere il ponte del 25 aprile-1 maggio tra le bellezze naturali del Trentino. Le esperienze da vivere all’aperto sono tantissime, dalle pedalate tra vigneti e castelli alle passeggiate nei boschi. Il tutto arricchito anche da qualche fuga culturale in alcune delle più belle città della regione, come Trento e Rovereto.

Per chi vuole sfruttare le giornate di primavera per fare delle escursioni, consigliamo due percorsi: il giro del lago di Molveno, una passeggiata semplice ad anello, e il Percorso del Respiro degli Alberi. Quest’ultimo è un invito a scoprire, in maniera nuova e originale, il tratto dell’altopiano lavaronese che si affaccia sulla profonda valle del Centa e l’Alta Valsugana percorrendo un itinerario facile, in cui le suggestioni dell’ambiente si sposano con la suggestione dell’arte.

Se preferite salire in sella alla vostra bicicletta, vi aspettano diverse piste ciclabili come quella della Valsugana, della Valle dell’Adige o la ciclopedonale Torbole – Sarche, uno dei percorsi più amati del Garda Trentino.

Istanbul e la festa dei tulipani

Istanbul può essere visitata tutto l’anno, ma in primavera offre davvero il meglio di sé ai viaggiatori. Oltre alle temperature miti, perfette per scoprire la città e per fare la crociera sul Bosforo, e alle giornate più lunghe, il mese di aprile è perfetto anche grazie all’attesissimo Festival dei Tulipani. Per tutta la durata del mese, la città fiorisce con milioni di tulipani, soprattutto a Emirgan Park e Gulhane Park, due dei luoghi migliori dove ammirare le esposizioni di oltre 100 varietà di tulipani. Durante il festival ci saranno anche tanti eventi di musica dal vivo e laboratori.

Inoltre, se volete scappare per un attimo dal trambusto cittadino, raggiungete le Isole dei Principi dove i veicoli non sono ammessi e i visitatori possono esplorare stradine strette costeggiate da foreste di pini incontaminate e cottage vittoriani in legno.

Slovenia, un Paese piccolo ricco di bellezze

Anche la Slovenia è facilmente raggiungibile dall’Italia e quindi perfetta come meta a corto raggio da raggiungere per il ponte del 25 aprile-1 maggio. Inoltre, considerando che non è un Paese grandissimo, avrete l’opportunità di vivere facilmente una vacanza ricca e variegata tra paesaggi montani, vivaci località costiere e laghi fiabeschi.

Nell’arco di pochi giorni, infatti, potete passeggiare sulle Alpi, fare kayak in un corso d’acqua glaciale, visitare alcune regioni vinicole di livello mondiale e fare un tuffo in mare. Nel vostro itinerario potreste inserire la capitale, Lubiana, con le sue architetture particolari e il centro attraversato dal fiume, contraddistinto da una particolare atmosfera parigina, e il lago di Bled, un luogo che sembra uscito direttamente da un libro di fiabe, da visitare a piedi o noleggiando una barca a remi.

Se sono le avventure all’aria aperta quello che state cercando per le vostre vacanze, dirigetevi verso il fiume Bovec, situato ai margini del Parco Nazionale del Triglav, incastonato tra le Alpi Giulie e il fiume Soča. Il modo migliore per vivere il fiume è partecipare a un tour di rafting o kayak!

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Ritorna il treno che fa viaggiare indietro nel tempo tra il Lago Maggiore e il Lago di Como

Domenica 6 aprile, un insolito viaggio in treno partirà da Milano Cadorna e arriverà a Lago di Como per offrire ai passeggeri un’esperienza diversa. Una volta saliti si ritroveranno trasportati direttamente negli anni ’20 dove a creare l’atmosfera non sono solo i sedili di velluto rosso cardinale delle carrozze di prima classe, contraddistinte da eleganti interni in legno, ma anche personaggi che, indossando costumi d’epoca, si esibiranno in diverse performance artistiche, teatrali e musicali.

Stiamo parlando del treno storico di Trenord che, dopo i sold out nel 2024 in occasione dei suoi cent’anni, torna con due nuove mete: oltre i laghi Maggiore e di Como, quest’anno il convoglio raggiungerà anche Novara e Asso.

Le date 2025 del treno storico Trenord

Sempre più persone vogliono rallentare e fare esperienze diverse e, in questo senso, il treno storico di Trenord risponde esattamente a questo desiderio. Il treno è composto da tre carrozze di prima classe AZ 130-136 137, costruite negli anni 1924-25, dal locomotore E 600-3, realizzato da OM-CGE nel 1928, e dal locomotore E 610-04, prodotto dalla Breda-CGE nel 1949, tutti completamente restaurati.

Il convoglio, attivo da aprile a novembre, effettuerà undici corse di andata e ritorno da Milano Cadorna: sei saranno dirette a Como Lago, tre a Laveno Mombello Lago, una a Novara e una ad Asso.

Le date del 2025 sono le seguenti:

  • domenica 6 aprile: Milano Cadorna-Como Lago;
  • domenica 27 aprile: Milano Cadorna-Laveno Mombello Lago;
  • domenica 11 maggio: Milano Cadorna-Como Lago;
  • domenica 18 maggio: Milano Cadorna-Laveno Mombello Lago;
  • domenica 25 maggio: Milano Cadorna-Como Lago;
  • domenica 8 giugno: Milano Cadorna-Como Lago;
  • domenica 14 settembre: Milano Cadorna-Novara Nord;
  • domenica 21 settembre: Milano Cadorna-Como Lago;
  • domenica 5 ottobre: Milano Cadorna-Asso;
  • domenica 19 ottobre: Milano Cadorna-Laveno Mombello Lago;
  • domenica 9 novembre: Milano Cadorna-Como Lago.

Le esperienze in stile anni ’20 offerte sul treno

In base alla tratta, potrete vivere esperienze uniche diverse. Sui viaggi in treno con destinazione Lago di Como, Novara e Asso assisterete alle performance artistiche, teatrali e musicali, basate sulla ricostruzione storica di luoghi e personaggi del tempo, eseguite da diversi artisti in costume d’epoca.

Su quelli con destinazione Laveno Mombello Lago, invece, i passeggeri saranno intrattenuti da musicisti jazz, scelti tra i migliori della scena italiana, che renderanno omaggio alla musica degli anni Venti e Trenta, attraverso un repertorio jazz-blues, brani classici e canzoni popolari.

I viaggiatori possono partecipare in modo attivo all’esperienza indossando abiti tipici degli anni ’20-’30. In omaggio, tutti riceveranno il libretto sul Treno Storico e un esclusivo biglietto vintage.

Biglietti e informazioni utili

I biglietti, acquistabili fin da subito, vanno a ruba quindi vi consigliamo di acquistarli in anticipo direttamente dal sito ufficiale: la vendita online per ogni treno storico sarà attivata dal lunedì precedente la data di ogni corsa. Tuttavia, se non riuscite a trovare disponibilità, sappiate che durante la sosta del treno a Como Lago, dalle ore 15:00 alle 16:00, prima del ritorno a Milano Cadorna, la carrozza viaggiatori AZ 130 resterà aperta e sarà visitabile gratuitamente, senza obbligo di prenotazione.

Per quanto riguarda i costi, il prezzo del biglietto per gli adulti è di 15,60 euro, mentre per i ragazzi tra i 4 e i 13 anni è previsto un biglietto gratuito scaricabile secondo le normali procedure di acquisto online presenti sul sito di Trenord e che gli garantisce un posto a sedere. I ragazzi non potranno viaggiare da soli, ma dovranno essere accompagnati durante il viaggio da almeno un maggiorenne.