Categorie
Arte e cultura Borghi turismo enogastronomico Viaggi Viaggi Relax

8 borghi più belli del Parco dell’Aspromonte

La Calabria è una terra d’incontri, dove l’eredità di greci e romani, bizantini e normanni ha dato vita a un contesto storico-culturale ricco e variegato. Come tante perle, incastonate nelle alture che fanno capolino dietro la linea costiera, cittadine fortificate e piccoli paesi medievali accolgono ogni anno turisti e visitatori da tutto il mondo, in cerca del sapore autentico e genuino del Sud Italia.

Chiese e castelli, musei e specialità gastronomiche vi aspettano nei territori che formano la punta dello stivale. Avete preparato le valigie? Partiamo alla scoperta di 8 borghi da favola dell’Aspromonte.

Stilo, tra spiritualità bizantina e panorami senza tempo

A Stilo, in provincia di Reggio Calabria, le influenze greche e normanne, arabe e bizantine si fondono per dare vita a un patrimonio storico e culturale unico nel suo genere.

All’interno delle mura medievali incanta il centro storico, un labirinto di vicoli e casette in pietra che nasconde veri e propri tesori. Un esempio? Il Castello Normanno, dalle cui torri lo sguardo spazia lungo la Vallata dello Stilaro.

Da non perdere anche il Duomo di Stilo o Chiesa Matrice, ricostruzione cinquecentesca di un edificio risalente al XIV secolo, e la suggestiva Cattolica di Stilo, con il suo inconfondibile stile bizantino. Nei dintorni potete visitare anche le lauree, le celle degli antichi eremiti.

Bova, il cuore grecanico che resiste tra le rocce

Incastonato su di una rupe aspromontana, il borgo di Bova appare sospeso nel tempo, tra antiche divinità greco-orientali e leggende che lo vorrebbero fondato da una misteriosa regina armena.

L’eco classica riecheggia nella lingua dei suoi abitanti, parte della comunità grecanica di Calabria, nei prodotti tipici, come la gustosa lestopitta, e passeggiando per le vie del borgo, tra palazzi nobiliari e scorci panoramici. Le case in pietra sembrano emergere dalla roccia e fondersi con i colori del paesaggio.

Nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Bova è un dedalo di vicoli e stradine che si arrampicano fino alle rovine del Castello Normanno. Il centro storico è un concentrato di cultura: la Chiesa di San Leo conserva le reliquie del santo e una statua del Bernini, e non mancano i musei, tra cui il Sentiero della Civiltà Contadina, museo all’aria aperta che racconta la vita di un tempo.

Roghudi Vecchio, il borgo fantasma sospeso nel silenzio

Adagiato su un crinale roccioso, Roghudi Vecchio si affaccia sulla fiumara Amendolea con un fascino spettrale e magnetico. Borgo abbandonato, in passato parte della comunità grecanica, fu evacuato negli anni Settanta a causa di violente alluvioni. Ciò che resta oggi è un luogo silenzioso, dove le viuzze, le piazzette e le scalinate raccontano ancora la storia di una comunità legata alla pastorizia e alla transumanza.

Il borgo si sviluppa dall’alto verso il basso, intrecciandosi con la morfologia del paesaggio. Raggiungerlo non è semplice: la strada è tortuosa, ma lungo il cammino si incontrano luoghi sorprendenti come la Rocca del Drako e le Caldaie del Latte, formazioni geologiche avvolte da miti e misteri. Con l’aiuto delle Guide Ufficiali del Parco dell’Aspromonte, ogni tappa diventa un viaggio tra natura e leggenda.

Gerace, la rupe dello sparviero

Il borgo di Gerace, Calabria

Fonte: iStock

Incantevole panorama di Gerace

Gerace è il borgo dove la storia si fa pietra viva. Il suo nome deriva dal greco e richiama lo sparviero, protagonista del mito di fondazione.

Arroccato su una rupe calcarea, questo gioiello dell’Aspromonte è stato un importante centro religioso e culturale, tanto da essere chiamato la “Gerusalemme dello Ionio”.

Un tempo vantava cento chiese, delle quali oggi ne rimangono ventisei. Passeggiare per il centro storico è un continuo scoprire: la Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta colpisce per le sue forme normanne austere, mentre Piazza del Tocco, cuore pulsante, rievoca storie di nobiltà e potere. E poi c’è il belvedere Le Bombarde: uno sguardo da lassù vale più di mille parole.

Pentedattilo, la mano di pietra che custodisce leggende

Pentedattilo, sospeso tra mito e silenzio, è una meta che lascia il segno. Il suo nome significa “cinque dita” in greco e richiama la forma della rupe del Monte Calvario su cui sorge.

Oggi è un borgo fantasma, ma è sufficiente mettere piede tra le sue vie per sentirne ancora il battito. Le case in pietra, alcune crollate, altre restaurate, sussurrano storie antiche. La leggenda più famosa narra di una vendetta sanguinosa, con una mano tagliata che avrebbe dato origine alla conformazione della montagna. Un borgo carico di suggestione, che affascina viaggiatori e artisti.

Gallicianò, il paese dove vive l’anima greca

Nel cuore del comune di Condofuri si nasconde Gallicianò, il borgo più greco d’Italia. Qui il griko, lingua derivata dal greco bizantino, è ancora parlata dalla maggior parte degli abitanti.

Le vie strette, le case in pietra bianca e i volti fieri della sua gente raccontano una storia di resistenza culturale. Isolato rispetto agli altri centri, Gallicianò ha saputo custodire le tradizioni più autentiche: l’artigianato, la musica, la cucina e l’accoglienza sono un riflesso diretto dell’anima grecanica.

Oriolo, fortezza di storia e sapori antichi

Il borgo di Oriolo , Calabria

Fonte: iStock

Stupenda veduta panoramica di Oriolo

Oriolo è un borgo-fortezza che conquista al primo sguardo. Arroccato su una collina del casentino calabrese, conserva intatto l’impianto medievale. Il Castello di Oriolo, con la torre dell’orologio, è il punto di partenza ideale per scoprire il Museo Diffuso delle Arti e dei Mestieri (MUDAM), un itinerario culturale che si snoda per le vie del borgo.

Palazzi nobiliari, botteghe artigiane e luoghi della memoria fanno parte dell’interessante museo a cielo aperto. A tavola, i sapori calabresi si esprimono in piatti ricchi e autentici: imperdibili i firzuoli con la mollica e i rascatelli con ricotta e peperoni.

Mammola, scrigno d’arte e di tradizione medievale

Su dolci colline a 600 metri di altitudine, Mammola conserva una storia millenaria. Il borgo, conteso da svevi, angioini e aragonesi, ha visto susseguirsi dinastie e culture che hanno lasciato tracce visibili nell’architettura e nell’urbanistica.

Camminando senza fretta nel centro storico ci si perde tra case in pietra, palazzi signorili e botteghe d’altri tempi. Il Castello Normanno, costruito nel XII secolo, domina l’abitato e ospita un museo dedicato alla storia locale.

Roccaforte del Greco, balcone sull’identità ellenofona

Chiamata Vunì in greco, ovvero “monte”, Roccaforte del Greco si staglia su un’altura scoscesa che domina l’intera Area Ellenofona. Le sue radici affondano nel mondo bizantino, legate al monastero della Santissima Trinità, uno degli avamposti religiosi più interni della regione.

Il culto di San Rocco, introdotto dopo la peste del 1577, si è affermato sostituendo quello più antico di San Sebastiano, e oggi la chiesa del paese conserva una preziosa statua della Madonna con Bambino.

Sulla parte occidentale si erge la Chiesa dello Spirito Santo, edificio neoclassico del 1930. Dell’antico borgo, sorto su insediamenti preistorici, restano suggestivi ruderi e una toponomastica che racconta storie di difesa e orgoglio. Anche se il “castello” è ormai ridotto a memoria, il fascino di Roccaforte resta intatto.

Di Admin

www.gigigram.com