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Cosa vedere a Edmonton, città che sorprende per il suo connubio di cultura e natura

Nel cuore del Canada occidentale, Edmonton brilla come una destinazione vibrante e dinamica, inserita nella Best in Travel 2025 tra i luoghi da non perdere. Grazie a un mix senza eguali di paesaggi naturali, cultura e innovazione, sa unire avventura e relax e andare incontro a ogni preferenza di viaggio, in un contesto dove le tradizioni storiche si fondono con un’anima moderna e cosmopolita per un connubio che incanta.

Esplorare Edmonton significa immergersi in un paesaggio in continua evoluzione, in cui sconfinate aree verdi incontrano quartieri vivaci e centri culturali d’avanguardia. Dalla pace incontaminata dei parchi alla vivace scena artistica, la città dell’Alberta ha davvero tutto ciò che serve per una vacanza emozionante e coinvolgente.

Le attrazioni imperdibili di Edmonton

Qui ogni scorcio è un invito a scoprire qualcosa di unico: dai parchi storici agli edifici moderni, passando per musei e giardini botanici. Che siate amanti della storia, della natura o dell’arte, Edmonton saprà donarvi una scoperta emozionante a ogni tappa.

River Valley Parks: un’oasi verde nel cuore della città

River Valley Parks, Canada

Fonte: iStock

Scorcio del fiume North Saskatchewan a Edmonton

I River Valley Parks rappresentano il cuore verde di Edmonton e sono il rifugio ideale per chi cerca momenti di tranquillità a pieno contatto con la natura. Si tratta di un sistema di parchi che ne comprende oltre 20 interconnessi e dà vita al più grande complesso di parchi urbani del Nord America. Sentieri ombreggiati si snodano lungo il fiume North Saskatchewan, regalando scenari che cambiano colore a ogni stagione: dal verde estivo ai caldi toni dell’autunno, fino alla quieta bellezza del manto invernale.

Vero eden per praticare jogging, ciclismo o passeggiate panoramiche, è habitat d’eccellenza per moltissime specie animali, tra cui cervi e uccelli migratori. Inoltre, non mancano aree picnic e punti panoramici per ammirare lo skyline da una prospettiva inedita.

Durante l’inverno, i River Valley Parks si trasformano altresì nel paradiso degli sport della stagione, con piste per lo sci di fondo e sentieri per le racchette da neve.

Fort Edmonton Park: viaggio nella storia canadese

Il Fort Edmonton Park è molto più di un semplice parco a tema: è un museo a cielo aperto perfetto per conoscere la storia canadese, e in particolare quella di Edmonton, in modo autentico e interattivo. Infatti, sono stati ricostruiti edifici storici che risalgono a diverse epoche, dall’insediamento delle Prime Nazioni fino all’epoca della corsa all’oro e dell’espansione ferroviaria.

Nel corso della visita, ci si ritrova al cospetto di ambienti ricreati con estrema cura, quali antiche botteghe, abitazioni dei pionieri e anche un teatro dell’epoca vittoriana. In più, guide in costume offrono dimostrazioni di attività artigianali e raccontano storie e leggende di quei tempi. Per le famiglie, il parco è un’occasione per coinvolgere i più piccoli in attività educative divertenti, come corsi di ceramica o laboratori di cucina storica.

Art Gallery of Alberta: dove l’arte incontra l’innovazione

Se siete appassionati d’arte, segnate in lista l’Art Gallery of Alberta che, con il design sinuoso e moderno, è già di per sé una scultura imponente che invita a varcare la soglia. Al suo interno, le opere d’arte si alternano tra collezioni permanenti e mostre temporanee che spaziano dall’arte contemporanea a quella della tradizione.

Le sale espongono capolavori di artisti canadesi e internazionali, con una particolare attenzione agli artisti emergenti della scena locale. La galleria propone inoltre eventi e workshop e la possibilità di partecipare ad attività artistiche ed educative, con corsi di pittura, scultura e fotografia.

Visitare l’Art Gallery of Alberta è un viaggio nel mondo dell’estetica e della creatività, un’esperienza che arricchisce l’anima e stimola l’immaginazione.

Muttart Conservatory: una meraviglia botanica tra le piramidi di vetro

Una delle tappe più iconiche di Edmonton è il Muttart Conservatory, originale struttura composta da quattro piramidi di vetro che ospitano giardini botanici suddivisi in vari ambienti, dai climi tropicali a quelli aridi, tra specie vegetali rare e particolari. Ogni piramide è dedicata a un diverso habitat e permette, così, di viaggiare attraverso continenti e climi senza mai lasciare la città.

Infatti, il Muttart Conservatory è molto più di una semplice esposizione di piante (che cambia durante l’anno per seguire le stagioni): è un luogo dove l’architettura moderna si fonde con la natura in perfetto equilibrio. I visitatori possono usufruire di percorsi guidati, eventi stagionali e mostre temporanee, scoprendo di più sulle specie botaniche che abitano tali ambienti artificiali.

Royal Alberta Museum: tra cultura e natura

Royal Alberta Museum, Edmonton

Fonte: Ph @alarico – iStock

Il Royal Alberta Museum di Edmonton

Il Royal Alberta Museum è un autentico tesoro culturale, con esposizioni che raccontano la storia della regione e dei suoi abitanti, dalla preistoria fino ai giorni nostri. Il museo è suddiviso in sezioni tematiche che indagano vari aspetti della storia naturale e della cultura canadese. Tra le collezioni vi sono scheletri di dinosauri, minerali rari, e una vasta gamma di oggetti etnografici legati alle Prime Nazioni, le popolazioni indigene del territorio.

Un’attrazione imperdibile è la sezione dedicata agli ecosistemi dell’Alberta, dove osservare dettagliate rappresentazioni di ambienti naturali e conoscere le diverse specie animali e vegetali che li abitano. Per i bambini, il museo offre spazi interattivi come la “Childrens’ Gallery”, per avvicinarsi alla scienza e alla natura tramite giochi e attività pratiche.

La visita al Royal Alberta Museum è un percorso che affascina e arricchisce, rendendo onore alla straordinaria varietà del Canada.

West Edmonton Mall: shopping e divertimento senza fine

Infine, il West Edmonton Mall è una meta che unisce shopping, divertimento e spettacolo: con oltre 800 negozi, è il centro commerciale più ampio del Nord America nonché uno dei più grandi al mondo. Ma non è solo per fare acquisti: al suo interno, ospita numerose attrazioni, anche a misura di famiglia.

Qualche esempio? Il Galaxyland, parco divertimenti coperto con giostre mozzafiato, e il World Waterpark, parco acquatico al coperto con onde artificiali e scivoli adrenalinici. Spiccano anche attrazioni particolari come un acquario con leoni marini e una pista di pattinaggio sul ghiaccio.

Edmonton tra arte, cultura e shopping

Oltre alle meraviglie naturalistiche, Edmonton si distingue come un vero e proprio centro culturale, dalla scena artistica dinamica che attrae visitatori da tutto il mondo. I quartieri più creativi pullulano di gallerie, boutique e locali e non mancano festival musicali e mercatini artigianali dove vivere esperienze che non si dimenticano.

Whyte Avenue: il quartiere bohémien

Whyte Avenue è il quartiere degli artisti, dei musicisti e di tutti coloro che amano uno stile di vita alternativo e creativo. Questa strada affascinante è fiancheggiata da edifici storici e negozi indipendenti, dove è possibile trovare articoli vintage, libri rari e opere d’arte.

La sera, Whyte Avenue si anima di una nuova energia, con locali di musica dal vivo e bar che accolgono persone di ogni età. Gli artisti di strada e i mercatini che spesso animano la avenue la rendono una delle tappe preferite sia dai residenti che dai turisti, ideale per immergersi in una vera atmosfera bohémienne.

Elk Island National Park: natura e fauna selvatica

Elk Island National Park, Alberta, Canada

Fonte: Ph @wwing – iStock

Ingresso dell’Elk Island National Park

A breve distanza da Edmonton, l’Elk Island National Park è un paradiso conosciuto per i vasti spazi verdi e una incomparabile biodiversità: si possono avvistare bisonti, cervi, alci e varie specie di uccelli migratori. Sentieri ben segnalati e aree attrezzate per il campeggio offrono agli amanti della natura la possibilità di godersi escursioni in totale libertà.

Ma non è tutto. Il parco si fa apprezzare anche per la straordinaria qualità del cielo notturno: grazie alla quasi totale assenza di inquinamento luminoso, è uno dei migliori luoghi in Canada per osservare le stelle e, con un po’ di fortuna, anche le aurore boreali. Trascorrere una notte in campeggio all’Elk Island National Park è un’esperienza difficile da descrivere a parole, che consente di riconnettersi con la natura in un ambiente di rara bellezza.

Edmonton Folk Music Festival: un evento culturale che unisce musica e comunità

Edmonton è nota anche per i festival artistici e culturali, e uno dei più amati e attesi è senza dubbio l’Edmonton Folk Music Festival: si tiene ogni estate a Gallagher Park e attira artisti e appassionati di musica folk da tutto il mondo. L’atmosfera è accogliente e coinvolgente, con artisti di fama internazionale e talenti locali che si esibiscono su più palchi per un’atmosfera unica e vibrante.

Oltre alla musica, l’Edmonton Folk Music Festival è un’occasione per entrare in contatto con la comunità locale, conoscere nuove persone e apprezzare la varietà della scena artistica canadese. Vi sono numerosi stand gastronomici, bancarelle di artigianato e aree dedicate alla scoperta della cultura folk in un ambiente familiare e accogliente.

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Cosa vedere e quando andare a Brasov, affascinante città medievale della Transilvania

Brasov, in lingua locale Brașov, è una deliziosa città della Transilvania (ad esser propriamente onesti è la Capitale culturale della Regione) che attira sempre più viaggiatori provenienti da tutto il mondo per via della sua bellezza tipicamente medievale, ma anche a causa della sua vicinanza con quello che è conosciuto come il Castello di Dracula. La sue origini sono quindi molto antiche, e il suo fascino bohémien da solo vale il viaggio. Scopriamo insieme cosa vedere in questa affascinate città della Romania.

Le mura medievali

Recarsi a Brasov vuol dire vuol dire ritrovarsi nel cuore della Transilvania, incredibile regione della Romania che genera un enorme carico di suggestioni, ma anche al cospetto di imponenti mura antiche. La cittadella medievale, infatti, è abbracciata da una grande cinta muraria (alta ben 12 metri) costruita nel XV secolo.

Lunga 3 chilometri e con 7 bastioni, racchiude numerosi gioielli artistici e architettonici tutti da scoprire, ma anche una serie di angoli pittoreschi i localini affascinanti.

La Chiesa Nera

Una delle attrazioni da non perdere a Brasov è senza ombra di dubbio la sua Chiesa Nera, che rappresenta il vero e proprio simbolo della città. Si trova nel centro antico ed è classificata come monumento storico della Romania e, soprattutto, possiede questo oscuro nome perché, nel 1689, fu vittima di un brutto incendio che annerì i suoi muri esterni.

Chiesa Nera, Brasov

Fonte: iStock

L’affascinante Chiesa Nera di Brasov

Chiamata in Biserica Neagra in lingua rumena, possiede un campanile di ben 65 metri metri di altezza e offre un interno in stile barocco riccamente decorato. Tra le sue mura, inoltre, è gelosamente conservata una delle più grandi collezioni di tappeti orientali in Europa, e un enorme organo con oltre 4 mila tubi sonori.

Casa Sfatului

Molto interessante è anche Casa Sfatului, che è anche una delle attrazioni più fotografate di tutta la città. Si tratta di un’antica abitazione che dà il nome all’omonima piazza in cui si trova e che ospita il museo di storia della contea di Brasov. Risalente al 1420, è sormontata dalla Torre del Trombettiere dove un tempo si riunivano i consiglieri. Inoltre fu sede dell’amministrazione cittadina fino al 1780.

L’ultima modifica delle struttura avvenne tra il 1909 e il 1910, quando il tetto barocco venne sostituito con l’attuale tetto piramidale che risulta altrettanto affascinante. L’omonima piazza in cui sorge, tra le altre cose, è una delle più belle dell’intera Romania grazie alla presenza di alcune storiche dimore dipinte con colori pastello.

Poarta Ecatenirei

Poarta Ecatenirei, chiamata da noi italiani Porta Caterina, è certamente una tappa che devono fare tutti, ma che non deve essere assolutamente saltata dagli amanti della storia: sulla sua cima vi sono 4 torrette che simboleggiano l’autonomia giuridica della città nel Medioevo, e il conseguente diritto di applicare la pena capitale.

Sfortunatamente, è l’unica delle varie porte antiche che è arrivata ai giorni nostri e, secondo alcuni documenti, il suo nome originario era Porta Valacce, in quanto unico ingresso per i rumeni che vivevano a Șcheii Brașovului, una zona della città simile a un villaggio in cui si susseguono piccole case costruite lungo strade strette con giardini e piccoli campi. Da notare è che sopra l’ingresso compare lo stemma della città, ovvero una corona su tronco di quercia e radici. Al giorno d’oggi Porta di Caterina ospita un museo.

Strada Sforii

Avete mai sognato di attraversare uno dei vicoli più stretti d’Europa? Se è così dovete assolutamente raggiungere la Strada Sforii, una vietta larga meno di un metro e che in alcuni punti si assottiglia così tanto da permettere di poter toccare entrambe le pareti con le mani.

Non sarà perciò una sorpresa venire a conoscenza che, secondo una leggenda, in epoca medievale questo era uno dei ritrovi preferiti dagli innamorati (ma probabilmente anche oggi).

Monte Tampa

Una delle attività più amate in generale dai turisti è ammirare le città dall’alto e, da questo punto di vista, Brasov offre un punto panoramico davvero eccezionale. Sulla città si affaccia infatti il Monte Tampa (con tanto di scritta in stile hollywoodiano) che è l’habitat dell’orso bruno, lince, cinghiale, farfalle e di una grande varietà di uccelli.

Monte Tampa, Brasov

Fonte: iStock

La scritta Brasov in stile hollywoodiano sul Monte Tampa

Per raggiungerlo basta intraprendere un trekking di circa 4 km che parte dalle vie della cittadina, oppure salire su di una funivia che in pochi minuti permette di arrivare sulla cima, dove inizia un sentiero pianeggiante che in più o meno 15 minuti porta alla (discutibile) scritta e ad una bellissima terrazza panoramica.

Chiesa di San Nicola

Costruita inizialmente secondo i dettami dell’architettura gotica, in un secondo tempo la Chiesa di San Nicola venne adattata alle linee dell’architettura barocca e vi furono aggiunte una cappella e una nuova torre. Molto affascinanti sono gli interni, opera del maestro Mişu Popp.

Vicino ad essa è invece possibile scoprire la più antica scuola della Romania, attualmente trasformata in un museo pieno di antichi manoscritti, carte topografiche e tantissimi altri documenti storici che raccontano questo pittoresco territorio.

Torre Bianca e Torre Nera

Sono due torri di sorveglianza che dominano il centro storico, costruite nel XV per proteggere la città dagli attacchi nemici. Nel corso del tempo sono state entrambe convertite in Museo Provinciale di Storia, in cui il visitatore può ammirare armature, armi, attrezzi e costumi degli abitanti di un tempo.

Quando andare a Brasov

Andare a Brasov è sempre un’ottima idea, ma senza ombra di dubbio la primavera è un periodo ottimale per via del clima mite e delle lunghe giornate piene di luce. Più calda ma ideale è anche l’estate, così come lo sono l’autunno e l’inverno che, pur con temperature più rigide, regalano eventi indimenticabili, come i pittoreschi mercatini di Natale cittadini.

Brasov a Natale

Fonte: iStock

Il centro di Brasov durante le feste di Natale

I dintorni di Brasov

Non si può venire a Brasov e non pensare di fare delle piccole gite anche nei suoi dintorni: siamo in Transilvania, una delle Regioni più affascinanti e misteriose d’Europa. Le cose da vedere sono davvero tante, ma quelle da non perdere per nessuna ragione al mondo sono:

  • Fortezza di Rasnov: incredibile complesso costruito dai Cavalieri Teutonici sulla cima di una collina rocciosa e che si distingue per essere uno dei complessi fortificati meglio conservati della Romania. Con una cinta muraria alta 5 metri e che segue la cresta della collina, ospita al suo interno 30 case, una scuola e una cappella;
  • Castello di Bran: è il famoso Castello di Dracula, quindi il luogo in cui si dice che Bram Stoker ambientò il suo romanzo dedicato a questo temutissimo vampiro.
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Asia Dubai Emirati Arabi Notizie Viaggi viaggiare

Dubai si prepara all’inverno, le novità che ci attendono

Con l’arrivo dell’inverno, la futuristica Dubai si prepara ad accogliere i turisti con una vasta gamma di novità, a partire dal collegamento aereo diretto giornaliero con l’Italia inaugurato lo scorso 27 ottobre da ITA Airways, con partenza da Roma Fiumicino.

D’altronde, la vibrante città degli Emirati Arabi si attesta come una delle destinazioni più gettonate a livello mondiale, con una domanda in costante crescita proprio dal Belpaese. Scopriamo di più sul nuovo collegamento e su cosa attendersi dalla stagione invernale.

Un 2024 da record per il turismo a Dubai

I dati rilasciati dal Dipartimento dell’Economia e del Turismo di Dubai (DET) evidenziano una continua espansione del settore turistico.

Nei primi sei mesi del 2024, Dubai ha accolto 9,31 milioni di visitatori internazionali, registrando un aumento del 9% rispetto agli 8,55 milioni dello stesso periodo nel 2023.

Dopo il record di 17,15 milioni di turisti nel 2023, la città è ben avviata verso un altro anno di grande successo, con incrementi significativi dai mercati vicini del GCC e dell’area MENA, e una forte ripresa del turismo dall’Asia meridionale e dal Nord-Est e Sud-Est asiatico.

A sua volta, come accennato, l’Italia si conferma un mercato importante per il turismo a Dubai. Nel solo mese di agosto 2024, oltre 138.000 italiani hanno visitato la città emiratina, segnando un aumento del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E il nuovo volo diretto punta proprio a soddisfare la richiesta da parte dei turisti italiani, consolidando, al contempo, la posizione di Roma Fiumicino come hub internazionale di rilievo.

Il nuovo collegamento ITA Airways

ITA Airways opera la rotta Roma-Dubai utilizzando un Airbus A321neo, un aeromobile all’avanguardia progettato per ridurre del 20% il consumo di carburante e le emissioni di CO2 per posto. Il velivolo offre ai passeggeri un’esperienza confortevole e rispettosa dell’ambiente, con tre classi di servizio: Business, Premium Economy ed Economy.

L’orario del volo è pensato per massimizzare la comodità dei viaggiatori. La partenza da Roma è prevista alle 10:40, con arrivo a Dubai alle 19:50 (ora locale). In direzione opposta, il volo parte da Dubai all’1:50 (ora locale), arrivando a Roma alle 6:00.

Espansione delle strutture ricettive e ulteriori attrazioni

Nel periodo tra il 2024 e il 2025, Dubai si prepara altresì ad ampliare ulteriormente l’offerta ricettiva, con nuove aperture che includono opzioni diversificate per soddisfare le esigenze di varie fasce di prezzo e categorie di visitatori.

Ma non soltanto: è anche sul fronte delle attrazioni che Dubai continua a sorprendere. Tra le novità, l’apertura di The Real Madrid World, il primo parco tematico al mondo dedicato al calcio, e di Swingers, un famoso marchio di crazy golf fondato a Londra, che aprirà una sede su Bluewaters Island.

Nel frattempo, Cove Beach si trasferirà da Bluewaters Island a La Vie nel Jumeirah Beach Residence, con un nuovo beach club dotato di ristorante e piscina lounge riservata agli adulti.

Iniziative commerciali e Co-Marketing

L’avveniristica metropoli rafforza inoltre la collaborazione con i tour operator internazionali per incrementare il flusso turistico. La recente convention annuale in loco ha visto la partecipazione di 27 tour operator e 28 espositori emiratini.

Per il quarto trimestre dell’anno sono previste ulteriori attività di co-marketing, molte delle quali già attive da gennaio, in sinergia con i principali partner del settore. In più, sono in programma sessioni di formazione per le agenzie di viaggio, sia online che in presenza.

Focus su cultura, turismo outdoor e nicchie di mercato

Ancora, Dubai punta a diversificare la propria offerta turistica, con particolare attenzione agli aspetti culturali e artistici della città, ancora poco noti a livello internazionale. Tra le nicchie su cui si concentra la strategia di promozione spiccano il turismo outdoor e d’avventura, il lusso, il turismo scolastico e i programmi per studenti, così come il “b-leisure“, un segmento che unisce business e leisure.

Infine, sono previste collaborazioni con le principali compagnie di crociera per promuovere pacchetti stop-over per i viaggi a lungo raggio e arricchire, così, l’esperienza dei viaggiatori diretti verso altre destinazioni.

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Cosa vedere a Koh Chang, l’isola degli elefanti in Thailandia

Koh Chang, che letteralmente significa “isola degli elefanti”, è l’isola principale dell’omonimo arcipelago che si trova nel golfo della Thailandia, a circa 280 chilometri da Bangkok, la pittoresca Capitale thailandese. Situata di fronte alle coste della provincia di Trat, con la catena montuosa del Khao Banthat segna il confine naturale tra il Paese del Sorriso e la Cambogia. L’arcipelago è formato da più di 70 isole e isolotti (molti dei quali ancora disabitati) ma Kho Chang, con la sua notevole estensione, è uno di quei paradisi da non perdere anche perché proprio qui prende vita uno dei parchi più belli e incontaminati di tutta la Thailandia: il Parco nazionale di Koh Chang.

Parco nazionale di Koh Chang, un vero gioiello

Il magnifico Parco nazionale di Koh Chang si estende su un’area di ben 650 chilometri quadrati e si sviluppa su 47 isolotti dell’arcipelago. Le isole più popolari sono Koh Chang, Koh Klum, Koh Ngam, Koh Lao Ya e Koh Rung, e sono tutte un susseguirsi di attrazioni naturali che lasciano senza fiato. Per questo motivo, sono vivamente consigliati i tour che portano alla scoperta delle varie isole della zona.

Questo affascinate angolo della Thailandia, infatti, è ricco di natura selvaggia, di flora, fauna marine e spiagge che invitano a lasciarsi andare al benessere più totale. In particolare lo è l’isola stessa di Koh Chang, che regala panorami montagnosi ancora ricoperti da foresta vergine che, a loro volta, si affacciano su paradisiache spiagge tropicali.

In sostanza, il Parco nazionale di Koh Chang rappresenta uno degli ultimi luoghi vergini e incontaminati della Thailandia. Eppure, questa area del Paese è decisamente meno visitata rispetto a tantissime altre località (alcune persino meno belle).  Arcipelago di Koh ChangKoh Wai, una delle isole dell’arcipelago di Koh Chang

La foresta di Koh Chang

Come accennato, la foresta di Koh Chang è un vero sogno ad occhi aperti, tanto da essere considerata la foresta meglio conservata di tutta la Thailandia (e probabilmente anche dell’Asia sud orientale).

Chi la visita, grazie a diversi trekking piuttosto ben segnalati (a disposizione c’è anche un percorso che si può affrontare persino in bicicletta e che corre sull’intero perimetro dell’isola), ha l’opportunità di avvicinarsi a diversi animali, come il macaco dalla coda mozza, la piccola civetta indiana, la mangusta di Giava e molto altro ancora (va sempre ricordato che non bisogna mai interagire gli animali selvatici per la propria sicurezza e il loro benessere).

E poi ci sono cascate, laghi e fiumi che vanno a tuffarsi in un mare color smeraldo, spesso popolati da pappagalli, falchi e aquile.

Le cascate dell’isola

Sono una più fragorosa dell’altra e tutte assolutamente emozionati. Dalla costa Est dell’isola è possibile accedere, dopo una rigenerante passeggiata nella giungla, alle cascate di Khlong Phu che sembrano nascondersi dietro a delle misteriose rocce piene di verdissima vegetazione. Le acque che cadono vanno a creare una sorta di limpido laghetto, in cui fare un bagno rigenerante e (decisamente) fresco.

Khlong Phu

Fonte: iStock

La magnifica cascata di Khlong Phu

Partendo costa Ovest si può invece arrivare presso le tre cascate di Tok Than Mayom. Per giungere alla prima occorre intraprendere camminata di 45 minuti, che permette anche di osservare un paesaggio mozzafiato. Una piccola chicca: una volta in cima, guardate bene le pietre circostanti perché ce ne sono due davvero particolari, poiché vi sono incise le iniziali di Rama VI e Rama VII, sovrani della dinastia Chakri.

A 500 metri di distanza dalla prima cascata, ecco comparire la seconda, altrettanto bella e che invita a scoprire la terza, per la quale occorre però camminare tra la vegetazione per altri 2,5 chilometri. È bene sapere, tuttavia, che queste sono solo alcune delle magnifiche cascate che impreziosiscono l’isola e l’intero arcipelago.

I villaggi da non perdere

Non ci sono grandi città sull’isola di Koh Chang, ma solo dei piccoli villaggi dei pescatori in cui il tempo pare essersi fermato. Ne sono degli esempi Ban Salak Phet e Ban Salak Kok. Il primo è noto tra le persone del posto per l’abbondanza di pesce fresco. I turisti in zona, invece, sono molto attratti dalle tante comode sistemazioni disponibili che permettono di vivere un’esperienza davvero autentica, in quanto si può soggiornare presso le famiglie del posto.

Ban Salak Phet è amatissimo dagli appassionati del mare, che qui possono trovare un’estesa spiaggia sabbiosa lambita da un’acqua particolarmente limpida. Da non perdere, inoltre, è il suo punto panoramico cha lascia vagare lo sguardo sulle altre isole dell’arcipelago e sul villaggio di pescatori chiamato Ao Salak Phet.

Molto suggestivo è anche Bang Bao Fishing Village, dove scorgere palafitte di legno affacciate sul mare e collegate tra loro da piccole passerelle. Anche qui non mancano piatti da provare a base di pesce gustoso, e l’opportunità di prenotare un soggiorno presso una famiglia del luogo.

Le spiagge di Koh Chang

Montagne, colline, foreste, laghi e cascate vanno tutti a sfociare in spiagge che sembrano finte per via della loro bellezza. Sono davvero tante e tutte meritevoli di (almeno) una visita:

Koh Chang, le spiagge

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Una delle magnifiche spiagge di Koh Chang
  • Hat Sai Khao: il visitatore ha l’occasione di rilassarsi su di un’ampia spiaggia composta di sabbia bianca e fine accarezzata da un mare che invita a fare più bagni possibile, mentre si ammirano palme ed acque tranquille. Di sera, invece, pur mantenendo una certa tranquillità la spiaggia cambia volto, perché si accendono su di essa le luci di tanti ristorantini in cui assaporare deliziosi piatti tipici;
  • Hat Khlong Phrao e Laem Chaiyachet: entrambe piuttosto estese, sono dei veri paradisi in terra. Ma non è tutto, perché sono collegate tra loro dal promontorio di Laem Chaiyachet, che si fa amare per le sue misteriose e iconiche rocce, ma anche per la presenza di un grande sasso isolato nell’acqua nelle cui vicinanze si trova un mucchio di pietre a forma di stivali. Da non perdere al tramonto, quando il sole e la vegetazione regalano uno degli spettacoli naturali più belli di tutto il Paese;
  • Ao Bai Lan: chi cerca pace e tranquillità non si può di certo perdere questa incantevole spiaggia perché è davvero la destinazione più ottimale dell’isola. Il magnifico scenario che si apre di fronte agli occhi del visitatore non è di certo da meno;
  • Hat Tha Man (Lonely Beach): in passato era una spiaggia solitaria (come del resto dice il nome), mentre oggi è uno dei luoghi dell’isola più frequentato dai turisti. Nonostante questo, conserva ancora il suo fascino autentico amplificato anche dalla possibilità di poter soggiornare in alloggi davvero particolari, come in deliziose capanne sugli alberi;
  • Hat Kaibae: una sottile striscia di sabbia, frequentata sia da famiglie che da viaggiatori con lo zaino in spalla, che si sviluppa intorno a una baia punteggiata di isole.

Perché Koh Chang è l’isola degli elefanti?

Come accennato, il nome Kho Chang tradotto nella nostra lingua è “isola degli elefanti“, ma non è solo questo il motivo per cui si chiama così. Il suo territorio, infatti, ha la forma di un pachiderma e anzi, ad esser più precisi della testa di un elefante. Sugli elefanti in Thailandia (ma nei fatti questa è una questione che interessa anche altri luoghi del mondo) c’è un dibattito aperto perché spesso vengono utilizzati come animali da soma. Non a caso, in alcuni luoghi del Paese sono presenti dei veri e proprio santuari etici dedicati a questi affascinanti animali, che sono dei reali centri di salvataggio e di riabilitazione dove il visitatore ha la possibilità di entrare in contatto più profondo con questi magnifici mammiferi proboscidati, rispettandoli a 360 gradi e aiutandoli a sopravvivere come dovrebbero.

Elefanti in Thailandia

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Due affascinanti elefanti che giocano e fanno il bagno in Thailandia

In sostanza, bisogna diffidare assolutamente dai centri che permettono di salire in sella agli elefanti (pratica purtroppo molto in voga a Koh Chang): cavalcare questi pachidermi sfortunatamente non è illegale in Thailandia, ma le organizzazioni per il benessere degli animali sollevano preoccupazioni perché gli elefanti non sono naturalmente attrezzati per sostenere il peso umano per lunghi periodi. Tale attività, infatti, può causare danni permanenti alla colonna vertebrale degli elefanti e anche condizioni dolorose come l’artrosi.

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Nasce Italcares, la piattaforma dedicata al benessere

È stata recentemente lanciata Italcares, la nuova piattaforma digitale ideata da Federterme e co-finanziata dal Ministero del Turismo: l’innovativo progetto ha l’obiettivo di facilitare l’accesso a una vasta gamma di terapie presso i centri termali italiani e, al contempo, di promuovere il territorio che li ospita. Italcares è pensata, insomma, per essere una guida completa al benessere, accessibile sia agli italiani sia ai visitatori stranieri, segnando un importante passo avanti per il turismo medicale in Italia.

È la nuova frontiera del turismo medicale” ha infatti dichiarato Massimo Caputi, presidente di Federterme. “Con un mix di strutture termali all’avanguardia ed eccellenze mediche, Italcares colma finalmente il gap che il nostro Paese aveva con Spagna, Francia e Slovenia”.

Italcares: un’esperienza a 360° per il turista-paziente

Italcares è stata concepita per rispondere alle esigenze sia del paziente sia dei suoi accompagnatori, fornendo un servizio completo che va dalla pianificazione del viaggio fino all’erogazione dei trattamenti. L’obiettivo è accompagnare l’utente nella scelta della soluzione più adatta alle sue necessità, offrendogli anche la possibilità di scoprire il patrimonio culturale e naturale italiano.

In questa prima fase, Italcares si presenta come una piattaforma B2C che consente di navigare in autonomia tra le diverse strutture termali e sanitarie disponibili mentre la seconda fase coinvolgerà ulteriori partner del settore turistico, come agenzie di viaggio, compagnie assicurative ed enti previdenziali, per ampliare l’offerta e facilitare ancora di più l’accesso ai servizi di salute e benessere.

Un’offerta unica nel mercato italiano

Il progetto si distingue nel panorama nazionale per la capacità di promuovere il benessere legato allo stile di vita italiano. Due sono i principali fattori che ne definiscono l’unicità:

  1. La combinazione di eccellenza turistica e qualità nei servizi medicali e di benessere, un valore riconosciuto a livello internazionale;
  2. Un’esperienza guidata e integrata che consente agli utenti di accedere in modo semplice a cure mediche e a trattamenti termali su tutto il territorio.

Grazie a Italcares, come accennato, gli interessati possono esplorare sul web un’ampia proposta di offerte, dalle cure medicali ai trattamenti benessere, beneficiando di un supporto continuo e personalizzato lungo tutte le fasi del percorso.

L’integrazione con il Tourism Digital Hub

Italcares è stata integrata con il Tourism Digital Hub, in modo da consentire una sinergia con il portale Italia.it. “Questa iniziativa rappresenta un passo importante per valorizzare uno dei settori più antichi della nostra nazione,” ha commentato la ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Al momento, la piattaforma ospita già più di 50 strutture termali, 200 trattamenti e 20 programmi sanitari.

Grazie a tale iniziativa, il turismo sanitario italiano sta registrando una crescita significativa, con un tasso di sviluppo del 20% annuo e circa 5 mila pazienti stranieri che ogni anno scelgono l’Italia per i loro trattamenti di benessere.

Il termalismo in Italia: tradizione ed eccellenza

Il settore termale in Italia ha radici profonde, che risalgono all’epoca dei Romani e degli Etruschi. Oggi, la medicina termale sfrutta le proprietà delle acque minerali per trattamenti che includono fanghi, bagni, inalazioni e cure idropiniche, utilizzati per prevenire e curare numerose patologie, dai disturbi respiratori a quelli reumatici, gastroenterologici e dermatologici. I dati dimostrano che la maggior parte delle strutture termali italiane è specializzata in trattamenti per le vie respiratorie (67%), reumatici (64%), otorinolaringoiatrici (62%) e dermatologici (42%) (fonte: The European House – Ambrosetti, 2021).

L’Italia conta oltre 300 stabilimenti termali distribuiti in circa 180 comuni, che ogni anno attraggono 3,9 milioni di visitatori. Si tratta di destinazioni, immerse in paesaggi naturali ricchi di biodiversità, che offrono un’esperienza turistica completa, che include anche la scoperta della cultura e delle tradizioni locali.

Ogni località termale in Italia si distingue per le sue particolari acque, che possiedono caratteristiche uniche e secolari. Il Ministero della Salute, mediante analisi chimico-fisiche, ne certifica le proprietà terapeutiche, confermandone l’efficacia nel trattamento di molteplici patologie.

L’integrazione di servizi termali e sanitari di alta qualità con un modello di benessere completo rende l’Italia una meta ideale per chi cerca cure efficaci in un contesto che valorizza natura, cultura, buona alimentazione e uno stile di vita sano.

Italcares si afferma così come una scelta appagante per chiunque voglia conoscere le eccellenze italiane nel contesto del turismo medicale e termale.

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La scoperta che potrebbe riscrivere la storia di Gerusalemme

La scoperta della cosiddetta “Tomba T1” nella Città di Davide potrebbe riscrivere la storia dell’antica Gerusalemme e rivelare finalmente il luogo di sepoltura di Re Davide.

L’affascinante ipotesi è stata avanzata sulla base di recenti studi che riconducono il sito alla necropoli reale della dinastia davidica, come narrato nei testi biblici.

L’antica e suggestiva Città di Davide

La Città di Davide, estesa su un’area di circa 12 acri, è il sito originario dell’antica Gerusalemme e ospita alcuni tra i più preziosi reperti archeologici del Regno di Giuda.

Secondo il Libro dei Re, Re Davide e i suoi successori furono sepolti proprio in questo luogo, accanto alla Fonte di Gihon, l’unica sorgente di acqua dolce della città.

I testi suggeriscono che la necropoli reale si trovasse nel punto meridionale della città, sopra il celebre “Tunnel di Ezechia,” un’infrastruttura idrica scavata per convogliare l’acqua alla Piscina di Siloe.

L’antico insediamento, risalente a oltre tremila anni fa, è stato il centro politico e spirituale del regno fondato da Re Davide. Scavi condotti nel corso dei decenni hanno rivelato una serie di strutture, gallerie e reperti che gettano nuova luce sull’organizzazione urbana e sulla vita quotidiana di un’epoca in cui Gerusalemme iniziava ad affermarsi come simbolo di unità e cultura per il popolo ebraico.

Uno degli elementi più affascinanti della Città di Davide è il Sistema Idrico di Siloam, un complesso ingegnoso di gallerie e canali costruito per convogliare l’acqua della già citata sorgente di Gihon: tale sistema, grazie all’imponente galleria sotterranea, era essenziale per garantire la sopravvivenza degli abitanti in tempi di guerra, permettendo loro di avere accesso a risorse idriche sicure anche durante gli assedi.

Il mistero della Tomba T1: è questo il luogo di sepoltura del Re?

La teoria che T1 possa essere la Tomba di Davide risale al 1887, quando l’esploratore francese Charles Clermont-Ganneau ipotizzò che una misteriosa curva nel tunnel fosse stata scavata per evitare le tombe reali. Tale ipotesi ha portato nel XX secolo a ulteriori scavi sponsorizzati dal Barone Edmond de Rothschild e guidati dall’archeologo Raymond Weill, che identificò diversi siti di sepoltura, inclusa T1.
 

La Tomba T1, situata nella roccia e lunga circa 16 metri, è caratterizzata da due livelli sovrapposti e una depressione rettangolare sul fondo, probabilmente destinata ad accogliere un corpo o un sarcofago. Nonostante la struttura sia stata alterata nel tempo, tracce di malta del periodo del Secondo Tempio suggeriscono che T1 sia stata usata in epoche successive, confermando che potrebbe aver avuto diverse destinazioni d’uso.

Alcuni studiosi contestano l’identificazione di T1 e T2 come tombe reali, ritenendole cisterne o basamenti di edifici della stessa epoca. Tuttavia, recenti studi mostrano analogie tra T1 e le tombe reali della tarda Età del Bronzo, come quelle di Ebla e Ugarit, semplici nella struttura ma ritenute nobili per il loro contenuto e posizione.

Se confermata, la teoria aprirebbe nuove prospettive sulla storia biblica e sulla gestione delle sepolture dei re d’Israele. La scelta di seppellire Re Davide all’interno delle mura di Gerusalemme potrebbe, infatti, aver rappresentato un simbolo di protezione contro le profanazioni e un forte segno di potere.
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Cosa vedere a Curitiba, meravigliosa Capitale ecologica del Brasile

Nel Sud del Brasile, nello Stato del Paraná, si trova una città considerata un vero e proprio gioiello ecologico. Stiamo parlando di Curitiba, una meta ancora poco battuta dal turismo di massa, ma che vanta un’alta qualità della vita e paesaggi bellissimi dove i viaggiatori possono godersi il mare e la natura. La sua popolazione, composta da residenti non solo di origine brasiliana, ma anche italiana, polacca, ebraica e giapponese, si impegna per contribuire all’obiettivo comune perseguito dagli anni ’70: rendere Curitiba una città sostenibile.

Quello che troverete visitandola, infatti, sarà uno scenario composto da spazi verdi curati, giardini botanici, un centro storico perfettamente conservato e architetture che strizzano l’occhio alle innovazioni del futuro. Le cose da fare e da vedere sono diverse e soddisfano sia chi è interessato alla storia e alla cultura che a tutti coloro che preferiscono un turismo attivo tra surf ed escursioni nei parchi dell’entroterra, raggiungibili facilmente da Curitiba.

Il Jardim Botânico

Vi basterà visitare il Jardim Botânico per capire il perché Lonely Planet abbia scelto di inserire Curitiba nella lista dei Best in Travel 2025. Quest’oasi naturale situata nel cuore della città è uno dei suoi simboli, oltre che uno dei luoghi più visitati. Si tratta di un giardino botanico di 245.000 metri quadrati custode di un’ampia varietà di piante, dagli alberi e fiori alle piante acquatiche e ai cactus, con le bromeliacee come attrazione principale. Il luogo più emblematico del giardino è l’Estufa, una serra realizzata in metallo e vetro che contiene alcune delle piante tropicali più belle. Dietro la serra, invece, troverete uno spazio coperto con un caffè e una mostra di piante.

Gli edifici storici di Largo da Ordem

Curitiba è un mix di storia e modernità. Prima di scoprire le architetture innovative che le hanno valso la nomea di Capitale ecologica del Brasile, fate una passeggiata nel cuore coloniale della città. Uno dei luoghi più emblematici del centro storico è sicuramente Largo da Ordem: un insieme di strade pedonali che ospitano alcuni degli edifici più antichi della città, dalla barocca Igreja da Ordem Terceira de São Francisco das Chagas al centro culturale Curitiba Memorial.

Alla fine di Largo da Ordem troverete Praça Garibaldi, insieme ad altre antiche dimore, all’ufficio del turismo e alla Chiesa di Nossa Senhora do Rosario dos Homens Pretos. Da qui, due strade parallele salgono al Belvedere, un edificio modernista che corona il parco con le antiche rovine della chiesa di San Francisco. Se capitate in questa zona la domenica, non perdetevi il vivace mercato: la Feirinha do Largo da Ordem è il luogo perfetto per assaggiare la cucina tradizionale di Curitiba come il pão de queijo (pane al formaggio), il pastel de carne (torta di carne) e la chipa (pane di mais).

Memoriale Curitiba

Fonte: iStock

Il Memoriale di Curitiba nel centro della città

I musei, tra passato e presente

Una volta nel centro storico, prima di lasciarlo per scoprire le altre zone della città, entrate nel Museu Paranense a ingresso gratuito. Fondato nel 1876, rappresenta uno dei musei più antichi del Brasile e ospita una collezione di oltre 500.000 oggetti, che rappresentano la storia naturale e culturale dello stato del Paraná. Le collezioni sono distribuite in due edifici, quello più antico è il Palazzo São Francisco, che conserva arredi storici dei suoi primi abitanti.

Se invece amate le architetture moderniste, non perdetevi il Museu Oscar Niemeyer, progettato e intitolato al famoso architetto che progettò molti degli edifici civici di Brasília negli anni Cinquanta. La particolarità di questo museo, il cui parco circostante viene usato dagli abitanti per i loro momenti di svago e relax, è la torre a forma di occhio dipinto con figure danzanti in nero. Le sale interne ospitano collezioni di design create da artisti brasiliani e internazionali dal 1900 in poi.

Museo modernista Curitiba

Fonte: iStock

La particolare struttura del Museu Oscar Niemeyer

L’Opera House di Arame

Un altro luogo emblematico di Curitiba dal punto di vista architettonico è l’Opera House di Arame. La struttura si contraddistingue per la sua struttura tubolare con tetto trasparente, progettata dall’architetto Domingos Bongestabs e inaugurato nel 1992. Seppur situato fuori dal centro, nel Parque Das Pedreiras, è facilmente raggiungibile con il bus turistico e rappresenta il luogo ideale per trovare un po’ di pace e tranquillità dal trambusto cittadino.

Barigui Park e i suoi animali

Il parco più popolare tra gli abitanti di Curitiba è sicuramente Barigui Park: qui le persone vengono per camminare, andare in bicicletta, correre o fare escursioni intorno al lago con vista sui grattacieli, oltre che per vedere dei curiosi animali. Il parco, infatti, ospita una colonia di capibara, il più grande roditore del mondo. Vivono nelle zone più tranquille intorno al lago e su alcune isole del fiume Barigui. Potrete vederli nuotare, mangiare erba o sdraiati al sole a riposare. Seppur abituati alla presenza umana e quindi facili da avvicinare, restano pur sempre animali selvatici: non toccateli e non date loro da mangiare.

Viaggio sul Serra Verde Express

Da Curitiba vi consigliamo di immergervi nelle bellezze naturali dei suoi dintorni salendo sul treno Serra Verde Express, un mezzo dalle carrozze vintage in stile anni ’30. Si tratta di un’esperienza imperdibile perché i binari attraversano le montagne della Serra do Mar, tra Curitiba e il piccolo centro gastronomico di Morretes. Il viaggio è lungo 70 chilometri: sedetevi sui sedili in pelle (al finestrino, ovviamente) e lasciatevi semplicemente trasportare dal suono del treno e dai paesaggi che scorrono davanti a voi.

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Il mistero dei Templari svelato: 10 luoghi simbolici in Italia

I Cavalieri Templari, uno dei primi e più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani medievali, rappresentavano il braccio armato della Chiesa, la milizia di Dio, e avevano lo scopo di difendere i pellegrini lungo la strada per Gerusalemme nel periodo delle Crociate (XII secolo). Attorno a loro sono nate mille leggende collegate al Sacro Graal e ad alcuni luoghi simbolici, molti dei quali sono in Italia. Noi di SiViaggia ne abbiamo selezionati 10, dove pare si riunissero e detenessero il loro potere.

Castel del Monte, Andria

Ad Andria, in Puglia, sorge l’affascinante e misteriosissimo Castel del Monte. Si tratta di un forte edificato intorno al 1240 su di un alto colle, a circa 540 metri sul livello del mare. Pare che la sua nascita sia dovuta a Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, ed è un luogo talmente tanto speciale che è stato persino inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco nel 1996.

Stando a diverse fonti, questa affascinante fortezza è associata alla leggenda del Santo Graal, poiché sembrerebbe che proprio fra le sue possenti mura fu custodito il calice da cui Gesù bevve il vino durante l’Ultima Cena. Non vi sorprenderà sapere, quindi, che ancora oggi al suo interno sono gelosamente custoditi alcuni simboli che rimandano ai Cavalieri Templari, che rendono questo luogo ancor più magico e pieno di fascino.

Santa Pudenziana a Narni

Santa Pudenziana è una delle chiese di Narni, affascinante borgo della provincia di Terni, ed è da molti ritenuto uno degli edifici religiosi romanici più suggestivi d’Italia. Un’incantevole struttura costruita con dei materiali di recupero (forse di una delle tante ville romane che un tempo impreziosivano il territorio circostante) e che sfoggia un campanile di ben 30 metri di altezza che lascia senza fiato.

Santa Pudenziana, Narni

Fonte: Getty Images

La bellissima Chiesa di Santa Pudenziana a Narni

Da sempre gli storici si chiedono se è sia solo un luogo di culto oppure se qui siano passati i Templari, poiché sono davvero tantissimi i segni che ancora adesso sono impressi su di essa: si trova all’interno su di un promontorio che domina la vallata sottostante (i Templari erano erano soliti scegliere i loro posti secondo canoni ben precisi); è circondata da sorgenti naturali di acqua che vengono raccolte in un antico fontanile; possiede una finestra, a forma di croce maltese, che d’estate crea uno strano fenomeno che permette alla luce di penetrarvi e inondare di rosso “sangue” le navate; molto altro ancora.

Castelmezzano, provincia di Potenza

Castelmezzano è un suggestivo borgo della provincia di Potenza incastonato tra le frastagliate e irresistibili vette delle Piccole Dolomiti Lucane. Famoso anche perché punto di partenza dell’imperdibile volo dell’angelo, un cavo d’acciaio che collega Castelmezzano con il borgo di Pietrapertosa grazie a un volo adrenalinico, sembrerebbe avere misteriosi legami anche con i Templari.

Un esempio di questa attinenza è lo stesso stemma del borgo, ovvero un cavallo nero montato da due cavalieri. Ma non è di certo tutto, perché nella sua Chiesa Madre di Santa Maria sono stati scoperti una porta segreta, un architrave triangolare e una croce templare a otto punte iscritta nella roccia, e anche tante altre cose legate a questo misterioso ordine.

Chiesa del Santo Sepolcro, Bologna

Voliamo ora a Bologna e più precisamente alla Chiesa del Santo Sepolcro, bellissimo edificio risalente probabilmente al V secolo con una pianta ottagonale che funge da chiaro riferimento alla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Affascinante è anche l’interno, caratterizzato da una navata circolare con dodici colonne di marmo.

Si pensa che i Cavalieri Templari abbiano svolto un ruolo nella realizzazione degli spazi nel Santo Stefano di Bologna, di cui fa parte anche questo affascinante edificio religioso.

Camerano, provincia di Ancona

Camerano, in provincia di Ancona, è un paese che prende vita nello splendido scenario del Parco del Conero e conosciuto per le “Meraviglie Sotteranee”, “Il Rosso Conero” e il pittore “Carlo Maratti”.

Camerano, Marche

Fonte: Getty Images

Veduta di Camerano

I più curiosi devono invece assolutamente sapere che nel palazzo della famiglia Trionfi c’è un sistema di sotterranei con una grotta e un tempietto a pianta circolare. In questa camera ci sono nove nicchie e un sedile che sarebbe lo “scranno del magister”, il capo dei Cavalieri.

Castello della Rotta a Moncalieri

Non è di certo da meno Moncalieri, comune della provincia di Torino, in cui svetta fiero un maestoso castello che è una delle principali Residenze Sabaude. Oltre ad essere infestato dai fantasmi, questo è un edificio che in passato è stato anche un sito dei Cavalieri Templari.

Il castello fu posseduto dall’ordine intorno al 1100 d.C., e pare custodisca le vestigia di un cavaliere crociato che si è fatto seppellire qui col suo cavallo. Non vi sorprenderà sapere, quindi, che uno dei fantasmi che si aggira tra le sue mura è proprio quello del cavaliere templare a cavallo.

Grotte di Osimo

Osimo è una cittadina della provincia di Ancona adagiata su una dolce collina, ma anche una località ricca d’arte e di storia. E non è ancora tutto, perché il sottosuolo cittadino è attraversato da una fitta rete di cunicoli e ambienti sotterranei scavati a più livelli, che fanno di questo posto un luogo di misteri.

Grotte di Osimo, Marche

Fonte: Getty Images

Il fascino delle Grotte di Osimo

In particolare nel sottosuolo all’altezza di Palazzo Fava Simonetti, c’è l’impronta inconfondibile dei Templari testimoniato dalla Triplice Cinta, un simbolo che i Cavalieri apponevano in luoghi per loro sacri. Del resto, pare che proprio qui ci fosse il più antico stanziamento Templare, dal 1167 al 1317.

Castello della Magione di Poggibonsi

Non è di certo da meno il Castello della Magione di Poggibonsi, in provincia di Siena, complesso monumentale del XI secolo appartenuto ai Cavalieri Templari. Definito “il più completo complesso ospedaliero medievale rimanente in Europa occidentale”, è ancora in perfetto stato di conservazione.

Chiesa di Santa Fede a Genova

La Chiesa di Santa Fede è ormai un ex edificio religioso che sorge nel suggestivo e colorato centro storico della città di Genova. Stando a varie fonti, l’edificio sarebbe appartenuto ai Cavalieri Templari almeno fin dal 1161. Solo nel 1312, in concomitanza con la tragica soppressione di quell’ordine di monaci guerrieri, sarebbe passato ai cavalieri gerosolimitani della vicina Commenda di San Giovanni di Pré.

La Grotta dei Templari a Bassiano

Infine Bassiano, in provincia di Latina, borgo dalla pianta tipicamente medievale e dalle origini antichissime. La sua storia è quindi molto lunga, ma anche particolarmente affascinante perché sembrerebbe legata a quella degli ultimi anni dei Templari, quando essi, cacciati da varie parti d’Italia, si rifugiarono qui.

Bassiano, Lazio

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Vista panoramica del centro storico di Bassiano

Non sarà perciò una sorpresa sapere che qui prende vita persino la Grotta dei Templari, una cavità naturale alla quale si accede da un cunicolo piuttosto buio e stretto e la cui entrata si trova nel bellissimo Santuario del Crocifisso.

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Cosa fare a Merzouga, viaggio nell’oasi più famosa del Marocco

Ci sono viaggi che sono in grado di cambiarti la vita. Uno di questi è quello che si può fare in Marocco, Paese che rappresenta una sorta di ponte tra Africa ed Europa, ma anche un’esperienza di pura emozione: città cosmopolite si fondono a villaggi rimasti fermi nel tempo, che a loro volta sono incastonati su imponenti vette o affacciati sulla potenza dell’oceano. E poi c’è il deserto, quello fatto di dune che lascia senza fiato e che pare infinito.

Ed è proprio nel Sud del Paese, e più precisamente al confine con l’Algeria, che prende vita una località turistica priva di monumenti o edifici storici di rilievo, ma comunque molto visitata. Il motivo è piuttosto semplice: Merzouga è la porta di ingresso dell’Erg Chebbi, deserto dalle dune gigantesche e punto di partenza ideale per fare tour a piedi, in cammello o in fuoristrada verso le sue imponenti dune (qui si trovano diverse agenzie per organizzare gli itinerari). Scopriamo insieme cosa fare e vedere a Merzouga.

Le grandi dune di Merzouga

Merzouga è una vera e propria oasi nel cuore del Marocco, una meta obbligatoria per tutti coloro che desiderano conoscere alcune delle più antiche tradizioni di questo Paese ma anche per chi ha voglia di ammirare un panorama che lascia senza fiato. La località non offre vere e proprie attrazioni turistiche, ma il suo deserto (che vanta dune altissime che riescono a raggiungere persino i 150 metri di altezza) da solo vale il viaggio.

Raggiungere questa località permette quindi di addentrarsi in quelle che sono le dune più alte del Marocco, che sorgono nella pianura nera della hammada che, grazie ad esse, assume tonalità rosa-dorate che riescono ad emozionare. La cosa più curiosa è che anche chi ci è già stato vivrà la sensazione di trovarsi in un posto nuovo: le dune si muovono continuamente, creando un ambiente sempre diverso in quanto fenomeno in continua evoluzione.

Il Lago Dayet Srji

È quasi impossibile credere che sia vero, ma in realtà il deserto di Merzouga nasconde tra le sue dune un gioiello più unico che raro: il Lago di Dayet Srji. Si tratta di lago (un tempo) salato dove vanno ancora oggi ad abbeverarsi i fenicotteri. Sì, avete capito bene: in questa zona del deserto è possibile ammirare persino i fenicotteri, che raggiungono questo laghetto per bere e rinfrescarsi.

Lago di Dayet Srji, Merzouga

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Il bellissimo Lago di Dayet Srji

Conosciuto anche come Lago di Merzouga, offre un tramonto spettacolare per via della combinazione dei colori che si crea. Quando è pieno, inoltre, si rivela anche la meta perfetta per coloro che vogliono osservare (con il dovutissimo rispetto) la vita di tutti i giorni degli abitanti perché qui, le persone provenienti dai numerosi villaggi circostanti, vengono a prendere l’acqua per utilizzarla per lo sviluppo agricolo.

Se siete appassionati di birdwatching, quindi, il periodo migliore per scoprirlo va da novembre a maggio circa, per avere l’opportunità di osservare sterpazzole del deserto, gruccioni di Persia e garruli fulvi e talvolta anche fenicotteri e altri uccelli.

Villaggio di Khamlia

A circa 7 chilometri di distanza da Merzouga, ma praticamente accanto alle dune, sorge il villaggio di Khamlia, luogo in cui vive un gruppo etnico chiamato Gnawa.

Si tratta di un’escursione altamente consigliata (che si può fare anche in autonomia) perché permette di ascoltare alcune delle più belle musiche tradizionali del Paese.

Vi basti pensare che nel corso dei secoli le sonorità della musica Gnawa hanno spesso avuto una funzione ipnotica, sia per i musicisti che per i partecipanti all’ascolto.

Tutte le attività da fare a Merzouga

Come accennato, Merzouga in sé non offre molti punti di interesse. Tuttavia, è il punto di partenza migliore per visitare l’infinita bellezza del suo deserto e scoprire la vita dei Berberi, gli abitanti autoctoni del Nordafrica. Sì, perché soggiornando in una delle tantissime strutture disponibili nel deserto si ha la possibilità di partecipare a una cena conviviale cucinata da loro sotto le stelle, ascoltare (e ballare) le loro indimenticabili melodie, e saperne di più sulla loro vita. Ma questo, chiaramente, non è di certo l’unica attività possibile.

Trekking in cammello, in fuoristrada o in quad

Iniziamo con lo svelarvi sin da subito una piccola verità: nell’immaginario comune l’Erg Chebbi si può girare in sella a un cammello durante il tramonto. Se è vero che i tour iniziano poco prima del calar del sole proprio per osservare l’incredibile caleidoscopio di colori che si genera in questo momento della giornata, è altrettanto vero che in questa zona del Paese non ci sono cammelli.

Erg Chebbi in cammello

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Tour in dromedario dell’Erg Chebbi

Il tour delle dune, infatti, viene svolto in sella a un dromedario, che si distingue dal cammello perché più piccolo e con una sola gobba.

Per chi preferisce diverse tipologie di escursione, a disposizione ci sono anche tour in fuoristrada o in quad, sicuramente meno “tipiche” ma più confortevoli.

Sandboarding tra le dune

Un’altra delle attività che si può fare a Merzouga è la sandboarding tra le dune. La buona notizia è che, pur sembrando pericolosa, nei fatti non lo è assolutamente in quanto le dune di sabbia dell’Erg Chebbi sono molto morbide.

Facendo sandboarding, quindi, si può vivere a 360 gradi l’emozione di scivolare giù da una duna a tutta velocità, mentre si è eretti su una tavola. Per chi non riesce, è possibile anche sedersi su di essa.

Osservare le stelle di Merzouga

Sì, nei campi (spesso gli alloggi nel bel mezzo del deserto vengono chiamati così) c’è la luce e, in alcuni di essi, persino internet. Ma allontanandosi un pochino (mi raccomando, portate con voi una piccola torcia), ecco che alzando le sguardo all’insù si può ammirare un cielo completamente stellato, di quelli che è impossibile scorgere in città.

Deserto Marcco di notte

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Il cielo stellato dell’Erg Chebbi

Neanche nelle notti più buie o nei luoghi più impervi che conosciate, infatti, il cielo stellato che si può osservare è simile a quello di Merzouga. Un’esperienza eccezionale e che siamo certi vi lascerà a bocca aperta.

L’alba nel deserto

Infine, dopo aver passato parte della notte ad osservare le stelle e aver digerito gli squisiti piatti della tradizione locale a suon di musica, non c’è niente di meglio da fare che svegliarsi prestissimo per ammirare l’alba nel deserto, che offre colori differenti rispetto al tramonto. Sarà una di quelle attività che vi renderanno felicissimi di aver scelto Merzouga come vostra meta di viaggio.

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Crociere, navi e itinerari, le novità che ci attendono

Per chi ama la crociera il futuro riserva tantissime novità e grandi emozioni. Per il 2025 e 2026 le maggiori compagnie hanno annunciato rotte aggiuntive e nuove navi per sorprendere i propri clienti ed esplorare il mondo con una nuova prospettiva. Gli ospiti delle crociere previste dal prossimo anno possono prepararsi a godere della bellezza indubbia di alcuni posti lontani, immersi in una natura incontaminata o con un ricco patrimonio artistico e culturale.

Le offerte sono pensate per un pubblico ampio, di diverse età e passioni, da luoghi più freddi a mete più soleggiate e dalla temperatura mite, per un viaggio da ricordare, in coppia, con gli amici o in famiglia. Ma vediamo nel dettaglio quali sono queste novità.

MSC Crociere si spinge all’estremo Nord

MSC Crociere ha annunciato una novità inaspettata da molti: per la prima volta farà delle crociere in direzione Alaska. Il nuovo itinerario MSC Poesia prevede la partenza settimanale dal porto di Seattle, negli Stati Uniti, per raggiungere l’Alaska e il Canada in un tratta della durata di sette notti. L’11 maggio 2026 sarà il primo viaggio di questa nave diretta verso luoghi rigidi, dove i visitatori potranno gustarsi dei paesaggi naturali molto suggestivi, catturando la fauna selvatica e immergendosi in una natura selvaggia che ha molto da dire.

Fiordi, ghiacciai, montagne imponenti accoglieranno i croceristi che in questo itinerario potranno visitare Ketchikan, Icy Strait Hoonah, Tracy Arm, Juneau e Victoria. “Con l’introduzione delle crociere in Alaska stiamo ampliando ulteriormente la nostra offerta globale e dando ai nostri ospiti l’opportunità di apprezzare questa regione imperdibile” ha dichiarato Gianni Onorato, CEO di MSC Crociere.

Crociera Alsaka

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Crociera in Alaska

L’Eurovision con Royal Caribbean

Se siete appassionati di musica e dell’evento internazionale dell’Eurovision la Royal Carribbean ha avuto un’idea perfetta per voi. In occasione di questa manifestazione musicale molto amata, sono disponibili due crociere speciali per rivivere i momenti più importanti della storia dell’Eurovision Song Contest o godersi la finale a bordo dell’alluce of the Seas. Il viaggiatore può scegliere se salire su Allure o su Independence per visitare alcune mete europee molto richieste, mentre respira il clima dell’Eurovision a bordo e a terra, tra Napoli, Roma, Bruges, e altri luoghi magici del continente.

Si può partire l’11 Maggio 2025 da Barcellona, dal 15 Maggio da Civitavecchia o il 18 Giugno da Southampton. Le prime due crociere prevedono il gran finale dell’Eurovision a bordo, mentre quella che parte dall’Inghilterra propone uno sguardo al passato con l’Eurovision Throwback. La finale sarà in Svizzera, ma la Royal Carribbean ha immaginato tanti party in mare per un viaggio unico e da ricordare. Look eclettici, karaoke, artisti ospiti sul palco, cocktail a tema e tante altre idee per una festa continua e puro intrattenimento.

Le novità di Norwegian

Norwegian dà il benvenuto a due new entry nella flotta, le due nuove navi Aqua e Luna che prenderanno il largo rispettivamente nell’aprile 2025 e 2026. Progettate per offrire nuove esperienze ai croceristi che scelgono questa compagnia, questi due mezzi Prima Plus Class vogliono far divertire gli ospiti e regalargli momenti di relax e comfort, come ha sottolineato David J. Herrera, presidente della Norwegian Cruise Line. “Offriamo ai nostri ospiti più cose da fare, con una varietà di esperienze divertenti, emozionanti ed elevate per ogni tipo di viaggiatore. Le due navi sorelle introdurranno nella flotta un nuovo spazio, l’Aqua and Luna Game Zone, oltre ad altri con un nuovo design e al ritorno di molte delle nostre migliori esperienze, amate dai nostri ospiti e ispirate dai loro commenti”.

Ampi spazi come Bull’s Eye Bar con giochi interattivi, il Tee Time, un minigolf potenziato per giocare su un campo a 12 buche interattive su due ponti, e il Pickelball Court. Per chi vuole godersi relax e coltivare il proprio benessere sarà disponibile la Mandara Spa and Salon con sauna all’argilla, una piscina per la talassoterapia, suite termali e tanti altri servizi innovativi come la stanza del ghiaccio, una sauna al carbone, una piscina salina galleggiante e una stanza del sale. Inoltre il Pulse Fitness Center offrirà l’occasione di allenarsi e tenersi in forma a bordo.

La Norwegian Aqua seguirà da aprile 2025 degli itinerari caraibici di sette giorni, da Port Canaveral, Florida, con scali nelle isole tropicali di Puerto Plata, Repubblica Dominicana, Tortola, Isole Vergini Britanniche, St. Thomas, Isole Vergini Americane, e Great Stirrup Cay. E successivamente effettuerà viaggi di 5 o 7 giorni verso Bermuda partendo da New York da agosto 2025 fino a Ottobre 2025, e dopo fino ad aprile 2026 farà crociere con itinerari caraibici orientali da Miami.

Norwegian Luna invece salperà il 4 aprile 2026 da Miami per esplorare i Caraibi con due itinerari occidentali verso l’isola di Roatan in Honduras, Costa Maya e Cozumel in Messico, e Harvest Caye in Belize. Successivamente farà crociere di sette giorni verso i Caraibi orientali con destinazioni come Puetro Plata, Repubblica Domenicana, Isole Vergini Britanniche, Isole Vergini Americane, St. Thomas e Great Stirrup Cay.