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Trondheim, cosa ammirare in questa magica città norvegese

Trondheim è una pittoresca e colorata città della Norvegia (il top per chi ama fare foto) che vanta tante attrazioni da visitare, molte delle quali detengono anche alcuni curiosi primati. È la terza più grande del Paese, di cui in passato è stata anche Capitale, e persino la più settentrionale delle grandi città norvegesi. Oggi Trondheim è molto amata dai turisti che sono in cerca del buon cibo grazie alle sue tipicità a tavola, da coloro che desiderano avvistare l’aurora boreale, e dai viaggiatori che puntano a scoprire località uniche nel loro genere. Ecco cosa vedere a Trondheim.

Nidaros Domkirke, l’antica cattedrale

Nidaros Domkirke, che a noi italiani appare impossibile da pronunciare, è l’affascinante cattedrale della città e, parlando di primati, è anche il più grande edificio medievale in Scandinavia, la struttura gotica più settentrionale d’Europa e la chiesa più importante della Norvegia.

Costruita a partire dal 1066, nel corso degli anni è stata vittima di diversi incendi, ma oggi si presenta come una struttura in cui convergono diversi stili architettonici medievali. A colpire particolarmente è senza ombra di dubbio la sua facciata gotica, impreziosita da un numero pressoché infinito di nicchie che ospitano statue, un grande rosone centrale e due imponenti torri.

Bakklandet, luogo pittoresco

Bakklandet è un grazioso quartiere cittadino in cui sembra di essere approdati in un paesino rimasto fermo nel tempo: pieno di minute casette in legno (un tempo magazzini) dipinte con colori pastello, offre diverse gallerie, negozi, bar e ristoranti, tutti abbelliti da piante e panchine.

Il visitatore non può non notare anche tantissime porte rosse, conosciute come “il portale della felicità”, che conducono in strade strette di ciottoli, quasi fosse veramente un villaggio delle fiabe.

Bakklandet, Norvegia

Fonte: iStock

Il pittoresco quartiere di Bakklandet

Erkebispegården, elegante palazzo

In norvegese si chiama Erkebispegården, mentre in italiano è il Palazzo dell’Arcivescovo. Sorge dietro alla cattedrale e può vantare il titolo di edificio secolare più antico della Scandinavia. La sua è una struttura molto curiosa, perché ha la forma di una U e presenta anche una facciata in muratura perfettamente conservata.

Attualmente ospita un museo che mostra moltissimi oggetti risalenti a centinaia di anni fa, ma anche sculture, resti rinvenuti duranti gli scavi condotti negli anni ’90 del secolo scorso e molto altro ancora.

Festning Kristiansen, in cima a una collina

Festning Kristiansen è un’affascinante fortezza che sorge in cima a una collina da cui ammirare un panorama emozionante. Il visitatore si ritroverà al cospetto di una struttura bianchissima e minimalista, ma certamente unca nel suo genere.

La sua è una storia davvero molto particolare: è stata costruita dopo che un grande incendio, avvenuto nel 1681, ha devastato Trondheim. Poi, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu utilizzata dai tedeschi come prigione e patibolo per i membri della Resistenza Norvegese.

Stiftsgården, palazzo in legno

Lo Stiftsgården rappresenta un altro importante primato per la città: è il più grande palazzo in legno che svetta nei cieli della Scandinavia. Del resto, qui vi sono ben 140 stanze e oggi è utilizza come residenza ufficiale della famiglia reale quando viene in città.

Il palazzo dispone anche di un bellissimo giardino pubblico, da molti ritenuto come uno degli angoli più incantevoli di Trondheim.

Gamle Bybro, affascinante punto panoramico

Chi ama i panorami non può di certo perdersi Gamle Bybro, un ponte che fa credere di essere capitati in una struttura navale e che offre una vista sulla guglia di Nidarosdomen, sulle file di magazzini disposte sul lungofiume e molto altro ancora.

In sostanza chi adora fare foto non deve saltare questa tappa, perché questo ponte è davvero una location che offre scorci assolutamente pittoreschi.

Gamle Bybro, Norvegia

Fonte: iStock

Gamle Bybro, il ponte della città vecchia

Rockheim, museo della musica contemporanea

Come dice il nome, il Rockheim è un museo dedicato alla musica e, più precisamente, al pop e al rock (con particolare focus sugli artisti norvegesi). È stato ricavato all’interno di un grande ex-magazzino e si fa riconoscere per la presenza di un tetto sporgente ornato di copertine di dischi.

Torvet, piazza pittoresca

Molto interessante è anche Torvet, la piazza principale della città, in cui si tengono vari mercati ed eventi pubblici. Accoglie il visitatore con un’altissima colonna sulla cui cima riposa la statua di Olav I Tryggvason, il fondatore di Trondheim.

Sinagoga di Trondheim, tuttora attiva

Anche qui c’è un curioso primato: la Sinagoga di Trondheim è la più settentrionale d’Europa. Il suo interno è stato sistemato anche come un piccolo museo, che illustra la storia della comunità ebraica locale, purtroppo decimata dall’Olocausto. Un importante luogo di culto tuttora attivo e nato a seguito della ristrutturazione di una vecchia stazione ferroviaria del 1864.

Ringvemuseet, all’interno di un maniero

Il Ringvemuseet è un interessante museo che sorge dentro a un bellissimo maniero del XVIII secolo, dal quale poter ammirare anche un emozionante panorama sulla città e il suo fiordo.

Qui il visitatore può scoprire una collezione di ben 1500 strumenti musicali disposti in magnifiche stanze riccamente arredate. Ma non è finita qui, perché  ci sono anche 13 ettari di giardini botanici.

Trøndelag Folk Museum, museo all’aperto

Infine vi consigliamo il Trøndelag Folk Museum, un bellissimo museo all’aperto che comprende ben ottanta edifici storici tipicamente norvegesi. Possiamo quindi dire che, anche in questo caso, si parla di primato: è una delle più grandi e importanti attrazioni della Norvegia.

Ad emozionare particolarmente il visitatore sono anche le rovine di Sverresborg Slot (Castello di Sverresborg) e mulini e fattorie “abitati” da volontari che indossano abiti tradizionali.

Trondheim, Norvegia

Fonte: iStock

Veduta di Trondheim
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Cosa vedere in Lowcountry, affascinante regione statunitense

Spiagge, paludi, città cosmopolite e una scena gastronomica vivace e interessante: siamo nella regione statunitense di Lowcountry, in South Carolina e Georgia. È una zona dove natura, storia e cultura si incontrano partendo dalle sue città principali, Savannah e Charleston, immerse in un’atmosfera dinamica che guarda al futuro, soprattutto dal punto di vista del cibo, ma con un occhio rivolto al passato. Questa regione, infatti, è stata una delle prime a veder arrivare gli schiavi africani, la cui storia viene oggi ricordata nel museo di recente apertura, l’International African American Museum.

Cosa vedere in Lowcountry e come scoprire questa affascinante regione statunitense? Questi tutti i nostri consigli di viaggio.

Charleston, una città ricca di storia

Charleston è una delle città più popolose di Lowcountry e una tappa imperdibile per chiunque stia viaggiando in questa regione degli Stati Uniti d’America. Qui non solo si respira un’atmosfera europea, soprattutto nel Quartiere Francese, dove potrete ammirare diverse architetture e dimore storiche, e nel rione Rainbow Row, contraddistinto dalle classiche case dalle tonalità pastello. Charleston vi permetterà anche di approfondire una parte del passato statunitense non così affascinante, legato alle piantagioni e alla schiavitù.

Potete visitare l’Old Slave Mart Museum, il museo sorto in quella che è stata la più grande casa d’asta per vendere uomini, donne e bambini africani deportati negli Stati Uniti, oppure una piantagione. Molte di queste hanno cambiato forma diventando splendidi giardini, mentre altre hanno conservato gli ambienti storici in cui vivevano e lavoravano gli schiavi, come Bone Hall Plantation. Qui è possibile visitare le capanne degli schiavi, trasformate in musei, e approfondire quella che rappresentava la loro vita quotidiana nella tenuta.

La cultura gullah

Strettamente legata al passato schiavista statunitense, un’altra esperienza che vi consigliamo di fare nella regione di Lowcountry è approfondire la cultura gullah. I gullah sono i discendenti degli schiavi deportati dall’Africa occidentale che, a partire dal XVI secolo, vissero nelle comunità sulla costa della South Carolina. Il tragico passato di cui sono stati protagonisti non ne ha scalfito l’identità, tutt’altro: sia prima che soprattutto dopo l’abolizione della schiavitù, gli afroamericani hanno dato vita a una loro cultura contraddistinta da lingua, arte, musica e gastronomia proprie. Per scoprirla vi basterà prenotare una delle esperienze offerte a St Helena Island o a Beaufort, la seconda città più antica del South Carolina dove ogni anno viene organizzato il Gullah Festival.

L’atmosfera vivace di Savannah

Savannah vanta uno dei più grandi distretti storici degli Stati Uniti ed è stata citata dal Best in Travel 2025 di Lonely Planet come tappa da non perdere per chi visita la regione di Lowcountry. Il centro della città è composto da piazze, strade acciottolate e una miriade di monumenti ed edifici del XVIII e XIX secolo, ma non è l’unica attrazione principale della città. Ad attirare l’attenzione dei viaggiatori è soprattutto la zona di Midtown, dove tanti giovani imprenditori, artisti e studenti della SCAD (Savannah College of Art and Design) conferiscono modernità e un tocco bohémienne al tessuto urbano. Non perdetevi lo Starland District, ricco di murales, di street art, di negozi vintage e caffè.

Savannah Lowcountry

Fonte: iStock

La città di Savannah al tramonto

Relax alle Sea Islands

Una zona poco battuta dal turismo nostrano, ma assolutamente da inserire nel vostro itinerario su cosa vedere in Lowcountry, è quella delle Sea Island. Si tratta di uno dei patrimoni storici e naturalistici più importanti della regione che conta ben 68 isole, molte delle quali selvagge e disabitate. Se amate le attività all’aria aperta, qui troverete tantissime riserve naturalistiche, paludi e le classiche querce (live oaks) della Virginia. Non mancano anche attrazioni culturali e storiche come dimore, piantagioni, chiese e musei. Tra le isole più belle, soprattutto per chi vuole avvistare i delfini, consigliamo Hilton Head Island, mentre se cercate semplicemente relax potete optare per le spiagge di Isle of Palms.

Beaufort e il tour del cinema

Amate il cinema? Sarete felici di sapere che nella zona di Beaufort sono stati girati alcuni dei film più belli e amati al mondo, come Forrest Gump e Soldato Jane. Per scoprire le location di queste e altre pellicole potete prenotare uno dei tour proposti che, oltre a offrirvi la possibilità di approfondire la storia della città, vi porterà nei luoghi che sono entrati a far parte del nostro immaginario, come il negozio che produce la famosa scatola di cioccolatini di Forrest o il “ponte sul Mississippi River” che il personaggio attraversa alla fine della sua corsa.

Beaufort, situata sull’isola di Port Royal, è anche una deliziosa cittadina dove ammirare dimore storiche con le famose querce simbolo del profondo Sud degli Stati Uniti.

Beaufort Lowcountry

Fonte: iStock

La graziosa cittadina di Beaufort

Congaree National Park

Seppur non sia la prima immagine che viene alla mente quando si pensa alla regione di Lowcountry, famosa soprattutto per le sue attrazioni sulla costa, il Congaree National Park è ideale per chi vuole aggiungere un po’ di natura al proprio viaggio. Attraversato dal fiume Congaree, il parco nazionale custodisce la più vasta foresta vergine di latifoglie degli Stati Uniti abitata da tantissime specie animali come cervi, coyote, linci e rapaci. Il parco, aperto tutti i giorni e a ingresso gratuito, può essere scoperto con un’escursione a piedi, resa agibile grazie alla presenza di passerelle in legno, o in kayak e canoa, percorrendo il fiume ed esplorando la zona da un punto di vista privilegiato.

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Terme in Piemonte, benessere tutto al naturale

L’Italia è terra di  terme e il Piemonte vanta alcune importanti località termali, che combinano benessere e relax, servizi efficienti e un tocco di romanticismo. Quasi sempre incorniciate dalle montagne e da panorami spettacolari, le terme in Piemonte soddisfano tutti i gusti, per chi cerca un momento di svago formato famiglia, per chi vuole vivere la montagna al caldo o per chi cerca una pausa in piena città. Ecco gli stabilimenti termali della regione, da provare uno a uno sia in inverno che in estate.

Terme di Valdieri, nel Cuneese

Le Terme di Valdieri, situate nel Parco delle Alpi Marittime in provincia di Cuneo, sono un’opzione perfetta per chi desidera un’esperienza termale a stretto contatto con la natura, anche in famiglia. Il parco termale, circondato da un solarium naturale tra boschi alpini e montagne, permette di rilassarsi e respirare aria pura, rigenerandosi al suono delle acque torrentizie. Le sorgenti delle terme, con acque ipertermali solfuree (tra i 50 e i 75 °C) e un pH alcalino, sono conosciute per le loro proprietà terapeutiche su apparato locomotore, respiratorio, dermatologico e ginecologico.

Il parco termale, seppure senza troppi sfarzi, offre tutto quello di cui c’è bisogno per stare bene. L’ampia piscina all’aperto è mantenuta a una temperatura di 34 °C, per un bagno panoramico e immergersi circondati dal paesaggio alpino. Getti d’acqua e cascate naturali amplificano l’effetto rilassante e terapeutico. La terrazza solarium è perfetta per assorbire il calore del sole tra una sessione e l’altra nella piscina; mentre il Calidarium, il bagno di vapore naturale, decongestiona e allevia stress e tensioni fisiche ed emotive, per un benessere equilibrato. L’area SPA offre un listino completo per trattamenti e massaggi per la bellezza e cura del corpo.

Il parco è aperto solo durante la stagione estiva, da giugno a settembre, tutti i giorni dalle 9 alle 18. Ci sono diverse opzioni per l’ingresso, che può essere giornaliero (35 euro feriale 39 euro festivo), o di mezza giornata, dalle 9 alle 13 o dalle 14 alle 18 (20 euro feriali, 22 euro festivi), a cui eventualmente aggiungere i trattamenti. A Valdieri i bambini sono ben accolti, con ingresso gratuito fino ai 3 anni e riduzione del 50% fino agli 11 anni.

Alle Terme di Valdieri ci si arriva in auto, da Borgo San Dalmazzo, non troppo distante dal confine francese. Per pernottare vicino allo stabilimento c’è l’Hotel Royal, in un edificio tardo ottocentesco un tempo residenza della corte sabauda, proprio al lato dello stabilimento e con piscina termale privata; o chalet tradizionali immersi nella natura del Parco Naturale Alpi Marittime.

terme in Piemonte

Fonte: Terme di Valdieri

Le Terme di Valdieri, situate nel Parco delle Alpi Marittime

L’acqua di Lurisia, anche da bere

Sempre in provincia di Cuneo, a Lurisia c’è un’acqua termale straordinaria, e uno staff di medici e operatori capace di sfruttarne al meglio le qualità. Già perché le Terme di Lurisia sono accreditate presso il Ministero della Salute ed il Servizio Sanitario Nazionale come Istituto Termale di Prima Categoria Super e propongono diversi trattamenti per la salute. L’acqua delle terme di Lurisia arrivano da due diverse fonti: Garbarino e Santa Barbara e sono acque oligominerali, utilizzate a scopi curativi. In che modo? Bevendo, perché per iniziare a prendersi cura di sé basta un bicchiere della Fonte Termale Santa Barbara, per un’azione diuretica e depurativa; respirando attraverso inalazioni e aerosol per godere delle proprietà antinfiammatorie dell’acqua Termale Lurisia che curano e prevengono le malattie delle vie respiratorie, del naso, della gola e dell’orecchio. E immergendosi: l’acqua termale Lurisia con le sue proprietà curative è l’ingrediente che trasforma fanghi, bagni e irrigazioni in trattamenti davvero salutari.

Oltre alla struttura medica convenzionata, alle Terme di Lurisia c’è uno spazio dedicato al benessere e al piacere, dove scegliere percorsi, trattamenti, massaggi che sfruttano le proprietà ipotermali delle acque delle Fonti Lurisia, conosciute dal 1900. La vasca idromassaggio termale con potenti getti d’acqua in immersione che agiscono sui punti chiave della muscolatura e seguono la direzione del flusso sanguineo è tappa di un percorso dai mille benefici: decontratturante muscolare, azione analgesica e riattivazione circolatoria. Nell’area benessere c’è anche il bagno turco in una grotta scavata agli inizi degli anni ’20 nella montagna alle spalle dello stabilimento termale; la sauna finlandese e le saune ad infrarossi, per cui l’energia termica scalda direttamente il corpo in maniera costante ed uniforme ottenendo un’efficacia maggiore rispetto alle saune tradizionali. Il percorso principale è definito Antro delle Acque e comprende Grotta ai vapori termali, Sauna finlandese, Sauna infrarossi, Vasca idromassaggio, percorso kneipp e sala relax (costa 40 euro a persona e dura circa 2 ore e 30 minuti/3 ore). Oltre al percorso, le Terme di Lurisia propongono trattamenti estetici, massaggi e di massofisioterapia.

Lo stabilimento si raggiunge in 20 minuti di automobile da Mondovì ed è aperto stagionalmente in estate, da maggio a novembre.

terme Piemonte

Fonte: Terme di Lurisia

Alle Terme di Lurisia c’è uno spazio dedicato al benessere e al relax

Terme di Premia, Verbano-Cusio-Ossola

Le Terme di Premia, immerse nel cuore delle Alpi in Val Formazza e non troppo distanti da Domodossola, sono un moderno centro benessere inaugurato nel 2008. Con un’area di oltre 5.000 mq su un terreno di 26.000 mq, questo complesso termale è il luogo ideale per chi cerca benessere e relax, immersi nella natura montana. Le sue acque sulfato-calciche, naturalmente calde a 42°C, si distinguono per le proprietà rigeneranti e benefiche per il corpo e la mente. Le piscine termali, con temperature tra i 32° e i 36°C, sono una coccola per tutta la famiglia: sia all’interno che all’esterno non si fa fatica a lasciarsi trasportare dal calore e dal movimento dell’acqua, con idromassaggi, getti cervicali e plantari. Il massaggio dell’acqua aiuta a distendere i muscoli, allevia i dolori articolari e migliora la circolazione, generando un rilassamento profondo che combatte anche gli inestetismi della cellulite e riduce lo stress.

Oltre alle piscine termali, il centro benessere ospita saune e bagni turchi, tra cui la sauna finlandese a 90°C, la sauna al fieno a 80°C e la biosauna a 70°C, per un calore intenso che purifica e tonifica. Nell’area umida, i bagni di vapore completano l’esperienza, con vapore aromatico e salino, per una purificazione profonda e rigenerante. A disposizione dei visitatori vi è anche una sala relax con parete di sale, ideale per rigenerarsi tra una sauna e un bagno turco, gustando una tisana calda. Le Terme di Premia offrono ancora una gamma di massaggi che aiutano a riequilibrare corpo e mente, tra trattamenti dedicati al rilassamento e percorsi energetici per la sfera fisica ed emozionale.

Lo stabilimento è aperto tutto l’anno (il martedì è il giorno di chiusura settimanale) ad esclusione del mese di maggio e propone diverse formule di accesso con ingressi di un’ora, tre ore o giornalieri, esclusivi per le piscine o con la possibilità di spaziare liberamente tra piscine termali e centro benessere. Un’ora nelle piscine termali ha un costo di 12 euro per gli adulti (ridotto a 8 euro per i bambini), mentre l’ingresso di tre ore è di 23 euro, con ridotto a 16 euro. L’opzione giornaliera per piscine e centro benessere è disponibile a partire da 37 euro per tre ore fino a 55 euro per l’intera giornata. Le Terme di Premia sono assolutamente baby e family friendly (mentre nel centro benessere si può accedere dai 14anni), diverse vasche sono attrezzate con i giochi per i bambini già di pochi mesi di vita e sono previsti pacchetti d’ingresso per famiglie con uno o due bambini.

terme Piemonte

Fonte: Terme di Premia

Piscine termali interne ed esterne per il benessere a Premia

Le Terme di Bognanco, Verbano-Cusio-Ossola

Le Terme di Bognanco, non troppo lontano da Domodossola e Premia, sono un centro termale immerso nel verde, a 700 metri di quota, circondato da un paesaggio montano incontaminato, tra le valli del Piemonte. Le acque termali di Bognanco si distinguono per le loro proprietà chimiche, chimico-fisiche e farmacologiche e sono di tre tipi: l’acqua Ausonia, consigliata a tavola, che sgorga a 700 metri ed è definita bicarbonato-alcalino-terrosa, per cui favorisce la digestione e previene bruciori di stomaco. L’acqua Gaudenziana nasce a 1200 metri ed è di scoperta più di recente, leggerissima e povera di sodio, consigliata nella cura di problemi ai reni e delle vie urinarie. Poi c’è l’acqua San Lorenzo è di tipo bicarbonato-alcalino-terrosa carbonica e ferruginosa, dal buon sapore, fresca e frizzante, indicata per la digestione, le malattie dello stomaco, del duodeno, del fegato e delle vie biliari, dell’intestino tenue e crasso.

Per approfittare di queste acque agli inizi del ‘900, è stato costruito un importante complesso termale, cresciuto fino ad oggi tanto da diventare una nota meta di villeggiatura e relax. All’interno dell’attuale parco termale si trova un’ area piscine con vasca da 25 metri riempita con acqua della sorgente Gaudenziana alla temperatura a 32 °C, con getti d’acqua, soffioni e postazioni idromassaggio, sia in vasca sia su isola separata. Ai bambini è dedicata una piscina più piccola di una profondità di 60cm.

Nella Spa si trova una vasca Jacuzzi, una sauna finlandese, il bagno turco e le docce emozionali a tre getti: la pioggia tropicale che riproduce l’effetto di pioggia a grosse gocce, la doccia micronizzata che riproduce l’effetto della pioggia fine e la cascata cervicale che massaggia tramite una caduta dell’acqua a cascata. La vasca di reazione, interamente in granito, è profonda 50 cm e contiene acqua della fonte Gaudenziana ad una temperatura di 8 °C – 10 °C: qui ci si immerge per raffreddare il corpo dopo i trattamenti caldi. Per concludere l’esperienza, la Spastream è la doccia orizzontale che con i suoi 1200 getti d’acqua replica l’effetto e i benefici delle mani di un massaggiatore esperto.

Bognanco si trova a 7 Km da Domodossola, nel mezzo delle Alpi piemontesi al confine con la Svizzera. L’accesso all’area Spa è riservato ai maggiori di 14 anni, mentre la piscina è aperta anche ai bambini. I prezzi: l’ingresso giornaliero alle piscine costa 20 euro per gli adulti e 10 per i bambini (con la possibilità anche di entrare 2-4 ore a tariffa ridotta); il pacchetto benessere comprende 2 ore in Spa e 2 ore in piscina e costa 30 euro individuale e 50 euro in coppia, a cui aggiungere i trattamenti.

Qc Terme Torino, relax in pieno centro città

In pieno centro, davvero per chi desidera strappare qualche ora di relax e staccare corpo e mente dal quotidiano, ci sono le QC Terme Torino, ospitate nell’elegante Palazzo Abegg, storica dimora di fine Ottocento, e nel suo suggestivo parco rinascimentale ricco di roseti e alberi secolari.

Nonostante la posizione centrale i numeri del benessere sono importanti: 3.277 Mq interni, 1.400 Mq esterni per 32 pratiche e postazioni, tra saune profumate, cascate rigeneranti, bagni a vapore e vasche di acqua calda con idromassaggio, interne ed esterne nel giardino, particolarmente suggestive soprattutto in inverno.

Tra le novità, la Stanza del sale, che accoglie il fotobioreattore Struna, Struttura-Natura, una tecnologia brevettata dal Politecnico di Milano che permette la coltivazione delle microalghe, organismi in grado di catturare l’anidride carbonica, emettere ossigeno e produrre preziosa biomassa vegetale, tonificando e rivitalizzando la pelle. Nuovissima anche La giostra delle favole, nel cuore del giardino del Palazzo, una sauna rotante, la cui calda nuvola avvolge i sensi. E per una scena davvero da film? Il Wellness Lunch con le sue golose e sane tentazioni o l’immancabile aperitivo serale.. rigorosamente in accappatoio!

Qc Terme Torino è facilmente raggiungibile dal centro di Torino e si trova poco lontano dalla stazione Porta Nuova, accessibile anche con mezzi pubblici quindi. Lo stabilimento è aperto tutto l’anno e tutti i giorni con orario continuato dalle 9 alle 23; venerdì e sabato fino alle 24. Sono previsti diversi pacchetti, anche da regalare: l’ingresso giornaliero parte da 40 euro, con proposte specifiche per coppie, pacchetti che includono anche l’accesso serale e la possibilità di abbinare trattamenti e massaggi. L’ingresso giornaliero senza limiti ha un costo di 60 euro; il percorso dalle 12.30 alle 15 costa 42 euro; 48 euro dalle 17; mentre la sera il relax sotto le stelle dalle 19.30 costa 42 euro.

terme a Torino

Fonte: QC Terme Torino

QC Terme Torino per una pausa di benessere in centro città
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Negli aeroporti europei i prezzi sono alle stelle: l’analisi

Che l’aeroporto sia un luogo tutt’altro che economico lo sappiamo bene. Una volta superati i controlli di sicurezza (a volte anche prima) si entra in un mondo dove il prezzo di qualsiasi cosa aumenta. Se avete sete e l’aeroporto non dispone di fontanelle per riempire la borraccia, o se avete fame e vi siete dimenticati gli snack a casa, avete solo due scelte: aspettare di atterrare nella vostra prossima destinazione sperando che non ci siano ritardi o aprire il portafoglio e pagare a prezzi raddoppiati, se non triplicati, il bene di cui avete bisogno.

A dichiararlo è un’analisi del Corriere della Sera che, su diciassette scali del continente, ha messo in evidenza prezzi alle stelle e passeggeri non particolarmente felici. La risposta dei Duty Free? La colpa è del rincaro degli affitti deciso dalle società di gestione che mettono a disposizione gli spazi aeroportuali per aprire edicole, negozi, bar o ristoranti. E quella dell’Unione Europea? Ammette di non poter intervenire in nessun modo.

Stime da record: i prodotti più costosi negli aeroporti

L’analisi del Corriere ha preso in considerazione diversi aeroporti, come quelli di Roma e Fiumicino e gli scali milanesi di Linate e Malpensa: nel primo caso hanno sottolineato come, nel 2023, la spesa media nell’ambito cibo e bevande sia stata pari a 6,8 euro per passeggero in partenza, circa 20 milioni; nel secondo caso, invece, si evidenza un bilancio di 29,56 milioni di euro. La situazione è critica soprattutto per l’acqua, considerato un bene di prima necessità e che nessuno può portare con sé da casa, una problematica nata a partire dagli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, momento in cui sono state introdotte molte delle regole aeroportuali legate alla sicurezza.

Il Corriere ha messo in evidenza due problematiche: la difficoltà nel reperire le bottigliette da mezzo litro, spesso introvabili per lasciare spazio a quelle da 0,75 litri (più costose) e i prezzi altissimi. Uno dei casi più famosi è Istanbul, dove per acquistare mezzo litro di acqua il costo varia tra i 6 e 10 euro, ma vengono citati anche gli aeroporti di Berlino (5,90 euro), Francoforte (4,75 euro), Bruxelles (4,60 euro) e Londra Luton (4,50 euro). In Italia, invece, il costo oscilla tra 1,80 e 2 euro.

Anche i panini sono risultati tra i prodotti più costosi: quelli semplici, con prosciutto e formaggio, hanno costi elevati anche in Italia, dove si arriva a 10 euro, con una media nazionale attorno agli 8 euro, mentre a Istanbul, che mantiene prezzi da record anche in questo settore, si stimano 16,50 euro. Per caffè e cappuccino, invece, i viaggiatori, sempre nello scalo turco, possono considerare 6 euro per un espresso e 9 euro per un cappuccino.

Perché i costi negli aeroporti sono alti

Chi ha visto la serie comedy Seinfeld ricorderà uno sketch dove il comico Jerry Seinfeld chiede: “Pensate che la gente che gestisce i negozi in aeroporto abbia idea di quanto costano le stesse cose nel resto del mondo? O pensate che abbiano il loro piccolo paese là fuori e possano chiedere qualunque prezzo vogliano?”. La battuta fa sicuramente ridere, ma i consumatori non sono molto contenti.

Considerata la situazione, non stupisce che i viaggiatori siano particolarmente arrabbiati e infastiditi dai costi elevatissimi di prodotti anche di prima necessità come l’acqua. Ma perché i costi negli aeroporti sono così alti? Il direttore generale di Airports Council International-Europe ha dichiarato al Corriere che “operare in uno scalo ha oggettivamente costi aggiuntivi: bisogna trasportare la merce, il personale deve essere formato, ci sono gli obblighi di sicurezza e poi c’è l’inflazione che non ha aiutato di questi tempi”.

In più, bisogna considerare che molte attività devono pagare l’affitto e, in alcuni casi, una percentuale delle vendite.

Le soluzioni al problema

Nel corso degli anni sono state proposte delle soluzioni che, ovviamente, non hanno funzionato. Molti aeroporti, per esempio, hanno tentato operazioni di “moral suasion” (correggere o rivedere determinate scelte o comportamenti presi da un organismo riconosciuto autorevole per le parti) per contenere i prezzi di prodotti essenziali come acqua e caffè, mentre l’Airports Council International-Europe aveva tentato di raccomandare un tetto massimo di 1 euro per bottiglia, anche qui senza avere successo.

Il paradosso di tutta questa situazione è che, considerati i prezzi alle stelle degli aeroporti, è più conveniente acquistarli direttamente sugli aerei. Ryanair, per esempio, vende le bottiglie d’acqua da mezzo litro a 3 euro l’una, mentre i panini più semplici a 6 euro.

Una soluzione vera e propria non esiste, seppur si stiano provando a fare dei tentativi, come è successo negli Stati Uniti d’America in seguito a un post pubblicato su Twitter. Nel 2021, un viaggiatore di nome Cooper Lund ha twittato un’immagine del menù di un bar dell’aeroporto che, tra le altre cose, includeva una birra d’oro dal costo di $27,85. Questo ha dato il via a un’indagine da parte dell’ispettore generale dello stato, che ha scoperto che a 25 clienti sono stati addebitati importi “totalmente indifendibili” da $23 a $27 per una birra.

Il risultato è che l’Autorità portuale di New York e New Jersey ha introdotto una nuova norma che prevede l’obbligo per i venditori di non addebitare prezzi più cari del 10% rispetto a quelli che si trovano fuori dall’aeroporto.

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Elvas, la città del Portogallo racchiusa in una stella

Può, una città, essere racchiusa in una stella? Se questa stella è fatta di possenti mura, la risposta è: sì, può. E il risultato – visto dall’alto – è spettacolare. Stiamo parlando di Elvas, cittadina fortificata a difesa del confine con la Spagna, che sorge nella poetica regione portoghese dell’Antejo. Si tratta di una località talmente spettacolare e significativa dal punto di vista storico che il suo complesso sistema di fortificazioni è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Elvas, informazioni utili

La bellissima Elvas è Patrimonio dell’Umanità perché à la più grande fortificazione bastionata non solo del Portogallo, ma del mondo intero. Le sue affascinanti mura, con fortificazioni dalla forma di una stella, risalgono a varie epoche (possiedono mura islamiche e medievali, ma anche influenzate dallo stile olandese di Cosmander), tanto che per questa sua particolare storia la città presenta diversi limiti di accessibilità.

Per esempio, in molte della sue vie la pavimentazione in pietra è irregolare, al punto da poter rendere in alcuni tratti complessa la circolazione. A poter creare delle possibili problematiche è anche l’inclinazione di alcune strade, così come il fatto che lungo il percorso si incontrano delle vie senza marciapiede, nelle quali occorre spostarsi con particolare attenzione.

Ma del resto la sua è una storia che ha fatto la differenza nel panorama europeo (e non solo): essendo situata vicino alla frontiera, Elvas negli anni ha combattuto per conservare l’indipendenza del Portogallo, al punto da diventare un esempio per l’umanità intera. Il passato della cittadina racconta quindi di battaglie, di coraggio, di momenti di vittoria e altri di dolore, mentre oggi questa è una località che si distingue per essere affascinante, pacifica e assolutamente ospitale.

Cosa vedere ad Elvas, l’itinerario

Elvas accoglie il visitatore con delle robuste mura grigie, perimetro d’un irregolare poligono a forma di stella, governate da torri, fossati, bastioni e porte che si aprono su quello che – oggi – è uno splendido centro storico. Un dedalo di stradine acciottolate, infatti, conducono al cospetto di antiche chiese, piazze affascinanti, musei e molto altro ancora. Come accennato, presenta alcuni limiti di accessibilità e per questo vi suggeriamo di seguire l’itinerario che potete leggere qua sotto.

Castelo de Elvas

La prima tappa da fare è il bellissimo Castelo de Elvas, il cui nucleo originario risale al Settecento. Sorge nel punto più alto della città ed è un’opera di fortificazione islamica che nel corso dei secoli è stata teatro di eventi rilevanti per la storia del Paese, fino a perdere la sua importanza difensiva e qualsiasi altra funzione militare a partire dalla seconda metà del secolo. XIX.

Castelo de Elvas, Portogallo

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Veduta aerea del bellissimo Castello di Elvas in Portogallo

Dopo un periodo di abbandoni e di restauri, nel 1906 fu dichiarato primo Monumento Nazionale portoghese, e oggi permette di fare una passeggiata lungo i suoi bastioni mentre si ammira un panorama superbo sulla straordinaria pianura su ci si affaccia. Nelle sue vicinanze, inoltre, c’è anche la suggestiva Igreja da Ordem Terceira de São Francisco.

Igreja da Ordem Terceira de São Francisco

Si trova a pochissima distanza dl Castelo de Elvas e colpisce per il suo il rivestimento di azulejo che narrano alcuni importanti episodi della vita di San Francesco. All’interno la circolazione è agevole per via della presenza di un ampio spazio e dell’assenza di barriere architettoniche.

Igreja das Domínicas

L’itinerario prosegue per arrivare al cospetto dell‘Igreja das Domínicas, un edificio religioso che colpisce per la presenza di un particolare palo della gogna in stile manuelino. La struttura presenta un pianta ottagonale ed è impreziosita con azulejo e con la ‘talha dourada’, ovvero del legno intagliato e ricoperto di una patina d’oro.

A disposizione del visitatore c’è anche un grazioso belvedere da cui scorgere una zona della città antica.

Igreja de Nossa Senhora da Assunção

L’Igreja de Nossa Senhora da Assunção è stata la cattedrale cittadina fino al 1882 e riesce a sorprendere chiunque la visiti: arrivando al suo cospetto si nota una facciata semplice e sobria, che mai darebbe modo di pensare che nasconda degli interni sontuosamente arredati. Ci sono colonne in marmo dipinte, diverse cappelle con decorazioni in oro e alcuni azulejo risalenti al XVII secolo.

Igreja de Nossa Senhora da Assunção, Elvas

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La facciata sobria dell’Igreja de Nossa Senhora da Assunção

La sua costruzione si deve a Francisco de Arruda, e ancora oggi conserva alcuni elementi dello stile manuelino, tra cui il portale sud.

Largo de Santa Clara

Decisamente pittoresco è il Largo de Santa Clara, piazza che si trova ai piedi dell’ Igreja de Nossa Senhora da Assunção e che ospita la gogna “pelourinho risalente al XVI secolo. Essa presenta quattro bracci di ferro con teste di drago, che molto tempo fa venivano utilizzati per appendere i delinquenti. Ma questa non è l’unica cosa che colpisce di tale spazio: sulla piazza si affacciano delle tipiche ed affascinanti case nobiliari con grate di ferro.

Torre Medieval

Proseguendo l’itinerario lungo la via Rua da Cadeia si arriva al cospetto della Torre Medieval, anche chiamata Torre Nova o Torre Fernandina. Edificata nel XIV secolo per scopi difensivi, nel corso dei secoli assunse anche la funzione di prigione, fino ad essere trasformata in un’attrazione turistica di cui si possono ammirare gli interni fino a raggiungere la cima, che offre un’emozionante vista dall’alto di tutto il territorio circostante.

Una piccola informazione di servizio: la struttura presenta ben tre piani da salire su una ripida scala a chiocciola, condizione che la rende inaccessibile a persone a mobilità ridotta.

Museu de Arte Contemporânea de Elvas

Sorge di fronte alla Torre Medieval ed è la culla di circa trecento opere di artisti portoghesi di vario genere, come per esempio pittura, disegno, scultura e molto altro ancora. L’edificio è settecentesco in stile barocco e inoltre presenta una sala che racchiude la cappella dell’antico ospedale, anch’essa abbellita da raffinati (e tipici) azulejo.

È bene sapere che il Museu de Arte Contemporânea de Elvas offre anche visite guidate e attività specifiche per persone con bisogni speciali.

Museu da Fotografia

Il Museu da Fotografia sorge nell’ex sala cinematografica della città, ed è la casa di una interessante collezione di apparecchi fotografici. A disposizione dei visitatori ci sono anche mostre fotografiche temporanee, e persino una camera oscura, un laboratorio e una biblioteca.

Convento de São Domingos e Museu Militar de Elvas

Il Convento de São Domingos si trova su una delle punte della fortificazione a forma di stella di Elvas e fu fondato nel 1267. Con il passare degli anni ha subito diverse modifiche, al punto che oggi presenta una facciata barocca che, sorprendentemente, nasconde un interno in stile gotico. Attualmente fa parte del Museu Militar de Elvas.

Il Museu Militar de Elvas promuove la valorizzazione, l’arricchimento e l’esposizione del patrimonio storico-militare ad esso attribuito. Il suo scopo, infatti, è quello di illustrare l’importanza strategica di questa città di confine.

Forte de Santa Luzia

Si trova a circa 2 chilometri di distanza dall’area precedentemente esplorata, quindi all’esterno delle mura cittadine, e fa parte della Piazzaforte di Elvas. Il Forte de Santa Luzia, costruito attorno al 1640, ospita oggi un sito museale che racconta gli anni di guerra contro la Spagna e mostra anche una collezione di armi antiche.

Forte de Santa Luzia, Elvas

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Veduta da lontano sul suggestivo Forte de Santa Luzia

Forte de Nossa Senhora da Graça

Molto interessante è pure il Forte de Nossa Senhora da Graça costruito sul Monte da Graça (sempre fuori dalle mura cittadine), che si compone di tre corpi: un nucleo centrale, il corpo principale e una struttura esterna.

Anche oggi viene considerato un autentico capolavoro di architettura militare europea del XVIII secolo ed è persino la sede di un museo, ma anche un punto ottimale per ammirare un panorama straordinario sulla città e sulla zona in cui si sviluppa.

Aqueduto da Amoreira

Infine (ma di certo non per bellezza ed importanza) il mastodontico Aqueduto da Amoreira. La sua nascita si deve al fatto che, nel 1500, Elvas affrontò un grave problema di approvvigionamento idrico, che costrinse gli abitanti dell’epoca ad incanalare l’acqua da Amoreira con l’ausilio di un acquedotto.

Progettato dall’architetto Francisco de Arruda (per terminare l’intera costruzione ci sono voluti ben 100 anni), lo stesso autore che realizzò la Igreja de Nossa Senhora da Assunção e la Torre de Belém a Lisbona, è lungo approssimativamente 7 chilometri e si presenta agli occhi del visitatore con ben 843 archi giganteschi.

Aqueduto da Amoreira, Elvas

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Una parte del mastodontico Aqueduto da Amoreira

Per ammiralo al massimo del suo splendore si consiglia di recarsi presso il tratto della strada per la capitale del Portogallo che va verso ovest del centro cittadino.

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Fuga alle terme: benessere e relax da Nord a Sud d’Italia

Ci sono poche cose al mondo che possono dare beneficio e godimento più della sensazione di stare ammollo in acqua calda quando fuori fa freddo (soprattutto dopo una settimana di lavoro). La fuga termale, specialmente in autunno, è un regalo che davvero tutti e tutte si dovrebbero concedere, senza rimandare troppo. Da Nord a Sud, l’Italia vanta un vasto patrimonio termale, con località rinomate che offrono la possibilità di immergersi in trattamenti unici e di godere di paesaggi suggestivi.

Terme di Merano, Alto Adige

Situate nel cuore dell’Alto Adige, le Terme di Merano, a circa 30 km da Bolzano, sono alimentate dall’acqua oligominerale della fonte San Vigilio, riconosciuta per le sue proprietà di cura di dolori muscolari e articolari. Inoltre, grazie al contenuto di radon, l’acqua termale delle Terme Merano produce effetti calmanti e sedativi sul sistema nervoso centrale e periferico.

La struttura, progettata in vetro con vista panoramica sulle Alpi, dispone di 25 piscine distribuite tra aree interne ed esterne, che variano dalla vasca sportiva a quella con acqua salina e alla vasca con acqua di sorgente, per chi cerca un nuoto rigenerante ma anche per chi preferisce rilassarsi. 15 piscine sono interne, illuminate naturalmente da una vetrata mozzafiato e sono aperte tutto l’anno; 11 esterne, alcune delle quali accessibili anche in inverno. In estate, i 52.000 mq del parco termale si rivelano un vero a proprio Paradiso di benessere, con  le piscine circondate dalla natura e il Bio Nature Pool, il laghetto delle ninfee con passerella e il grande prato con Relax Lounge. Da non perdere, anche in inverno, Roof Whirlpool è una vasca idromassaggio all’aperto per un bagno rilassante con vista sulle montagne innevate.

Oltre alle piscine, l’area sauna offre esperienze come il bagno di vapore alle erbe, la Sauna al fieno biologico dell’Alto Adige e le saune finlandesi, con quel calore secco o delicato che contribuisce a migliorare la circolazione, a eliminare le tossine e a favorire il rilassamento profondo. I percorsi possono essere abbinati a trattamenti personalizzati, che utilizzano prodotti locali come il fieno e le mele.

Le piscine sono aperte dalle 9 alle 21; mentre l’area saune dalle 14 alle 21 in settimana e dalle 10 il sabato e i festivi. In inverno l’ingresso giornaliero piscine e sauna costa 39 euro nel fine settimana; 27 euro solo le terme e 19 euro per i bambini dai 4 ai 14 anni. Sono previsti pacchetti per le famiglie e offerte di piscina con brunch o aperitivo.

Terme di Merano

Fonte: Sito Terme di Merano

La struttura, progettata in vetro con vista panoramica sulle Alpi delle Terme di Merano

Le Terme di Comano, Trentino

Le Terme di Comano, tra Riva del Garda e Madonna di Campiglio, sono note fin dall’epoca romana per le proprietà curative delle acque. L’acqua sgorga a 27 gradi, un “farmaco” naturale privo di controindicazioni ed effetti collaterali. In ambito dermatologico, è ideale per il trattamento delle malattie infiammatorie croniche della pelle come psoriasi e dermatiti; se bevuta, è un valido alleato per tutto l’organismo grazie a un’azione diuretica e depurativa. Respirata sotto forma di vapore, è indicata per la cura e la prevenzione dei disturbi delle alte e basse vie aeree, anche croniche, come sinusiti, riniti allergiche e bronchiti.

Così per godere di questi benefici, nel cuore verde del Trentinoai piedi delle Dolomiti di Brenta, il complesso è nato all’interno di un grande parco naturale di 14 ettari, e oltre alle terme include sentieri rigeneranti e percorsi sensoriali tra laghetti e aree verdi balsamiche, perfetto anche per i bambini. Oltre alle vasche termali, alle saune e aree relax, sono proposti percorsi termali giornalieri comprensivi di cure termali, trattamenti termali estetici, massaggi e nuove esperienze Natural Wellness come il percorso sensoriale, il breatwalking e il forest bathing.

I prezzi variano a seconda del trattamento e del pacchetto: l’ingresso di una intera giornata alla Thermal SPA con wellness lunch costa da 85 euro a persona; tutti i venerdì ingresso intera giornata alla Thermal SPA per 2 persone con wellness lunch ha un prezzo scontato di150 euro a coppia; il percorso antiossidante e antismog per le vie respiratorie costa 40 euro. Come arrivare? Da Trento, le terme sono raggiungibili in circa 40 minuti di auto.

Terme di Comano

Fonte: Grand Hotel Terme di Comano

Le terme di Comano, nel cuore verde del Trentino

Terme di Abano e Montegrotto, Veneto

Nel cuore delle Terme Euganee, le località di Abano e Montegrotto rappresentano uno dei centri termali più grandi d’Europa e tra le più belle del Veneto, con 100 stabilimenti termali per svariate terapie e cure naturali e 240 piscine interne ed esterne, dalle più piccole per un semplice bagno alle più esclusive, per una proposta di relax e benessere davvero varie e per tutti i gusti.

L’acqua utilizzata da tutti gli stabilimenti in realtà nasce sui Monti Lessini, nelle Prealpi Venete: le spaccature delle rocce calcaree di questi monti consentono all’acqua di scendere in profondità e di creare un fiume sotterraneo che scorre in direzione mare, scaldandosi e raccogliendo sali minerali. Dove questo corso di acqua calda incontra i colli di Padova, le acque riemergono rapidamente in superficie sgorgando da piccole faglie rocciose, a una temperatura di 87°, che viene raffreddata a temperature variabili tra i 32 e i 36° per essere utilizzata nelle piscine e nelle terapie. Le acque salsobromoiodiche, dalle riconosciute proprietà terapeutiche, sono utilizzate per trattamenti contro reumatismi, dolori muscolari e problemi respiratori, oltre che come fonte green con cui gli hotel si scaldano da decenni. Non solo acqua termale perché Abano e Montegrotto sono  rinomati anche per i fanghi DOC certificati, ottenuti con acqua termale, argilla, humus e una microalga unica al mondo e brevettati a livello europeo.

Tutte le strutture della zona, facilmente raggiungibili da Padova, hanno un’area termale o Spa, alcune accreditate dal Servizio Sanitario Nazionale, altri come centri di benessere privati per il turismo. I prezzi ovviamente cambiano a seconda della struttura e dei servizi, ma la scelta è così tanto varia da accontentare tutti, famiglie con bambini incluse!

Terme di Salsomaggiore, Emilia Romagna

Le Terme di Salsomaggiore, situate in provincia di Parma e facilmente raggiungibili sia in auto che in treno, sono celebri per l’uso delle acque salsobromoiodiche, rinomate fin dall’epoca romana per le loro proprietà curative. Queste acque ad alta concentrazione salina sono particolarmente indicate per terapie che includono inalazioni, fangoterapia e balneoterapia, e danno beneficio a chi soffre di disturbi respiratori, dolori articolari e insufficienza venosa. Le Terme di Salsomaggiore e di Tabiano sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, con l’INPS e con l’INAIL ed è sufficiente prenotarsi con una impegnativa del medico curante.

Il vicino Centro Benessere Berzieri (oggi chiuso per ristrutturazione), in stile Liberty e decorato dall’artista Galileo Chini, è un gioiello architettonico e propone percorsi idroterapici, vasche aromaterapiche e aree per trattamenti individuali e di coppia, ideali per chi cerca un’esperienza immersiva e rigenerante. Ci sono poi diversi hotel con area Spa e benessere a disposizione degli ospiti e degli esterni. Ad esempio il Grand Hotel Salsomaggiore offre una postazione circolare con acqua termale, vasca con acqua salata e vasca idromassaggio con acqua dolce, percorso Kneipp, bagno turco, sauna finlandese 90°, Bio sauna, docce emozionali, cascata di ghiaccio, bucket shower (doccia a secchio), stanza del sale dell’Himalaya, area relax e tisaneria. (45 euro per 2 ore, 75 euro il giornaliero).

Poretta, Salsomaggiore, Castel S.Pietro e Cervia in Emilia Romagna

Fonte: iStock

Le Terme di Salsomaggiore sono rinomate fin dall’epoca romana per le loro proprietà curative

Ròseo Euroterme Wellness Resort, Emilia Romagna

Al Ròseo Euroterme Wellness Resort, struttura termale-alberghiera accreditata in Prima Super, immersa nel verde del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, a Bagno di Romagna, le proprietà terapeutiche delle acque termali aiutano a difendersi dai comuni raffreddori e bronchiti così come dall’inquinamento atmosferico.

Un team di specialisti e qualificati operatori termali propone trattamenti e servizi mirati, dalla fangoterapia alla fisiokinesi, ma già solo con il bagno nelle piscine saranno visibili gli effetti benefici di queste acque termali che sgorgano naturalmente a 45° alla sorgente, dall’azione lenitiva e ristrutturante per la pelle. Per una totale rigenerazione di anima e corpo, il percorso nella SPA propone la doccia calda agli aromi tropicali, la sauna finlandese e la refrigerazione nel pozzo ghiacciato, oltre a bagno turco, percorso Kneipp e la stanza del sale per i momenti di relax. Mentre il Centro Benessere offre un’ampia gamma di trattamenti beauty e massaggi con oli ed essenze naturali, acqua e fanghi termali. In base alle esigenze e obiettivi personali è possibile studiare e programmare percorsi ad hoc.

L‘ingresso alle piscine è aperto anche ai bambini e ha un costo a seconda della durata (c’è la possibilità anche dell’ingresso serale): 22 euro un’ora nel fine settimana, 59 euro per 4 ore. Sono proposti poi pacchetti con percorsi e trattamenti.

Terme Emilia Romagna

Fonte: Ròseo Euroterme Wellness Resort

Ròseo Euroterme Wellness Resort, nel verde del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, a Bagno di Romagna

Terme di Montecatini, Toscana

Le Terme di Montecatini, nel cuore della Toscana, rappresentano una delle mete termali più storiche e apprezzate d’Italia. Le proprietà delle loro acque, che sgorgano naturalmente da sorgenti profonde fino a 80 metri, sono note per i benefici depurativi e digestivi, ideali per chi cerca sollievo da problemi gastrointestinali o per chi desidera migliorare il funzionamento del fegato. Montecatini, nelle sue eleganti architetture senza tempo, propone percorsi terapeutici mirati alla rigenerazione dell’organismo, con trattamenti che si basano proprio sull’assunzione delle acque termali.

Il Parco Termale, esteso su una vasta area verde, ospita edifici di grande pregio artistico, come lo stabilimento Tettuccio e il Salone Regina. Qui si trovano diverse fontane monumentali, punti di prelievo dell’acqua termale e spazi per rilassanti passeggiate nei giardini curati in ogni minimo dettaglio, perché il benessere comincia anche dalla vista del bello.

Oltre ai classici trattamenti termali, come bagni e fanghi, le Terme di Montecatini propongono un’ampia gamma di servizi per il relax e la salute, alcuni convenzionati e con medici professionisti a disposizione. Tra i trattamenti più popolari figurano la balneoterapia, che combina l’azione delle acque con tecniche di massaggio subacqueo, e le inalazioni, efficaci per il trattamento di disturbi respiratori. Non mancano però le cure estetiche e i percorsi benessere, pensati per chi desidera unire i benefici delle acque termali a momenti di relax e rigenerazione psicofisica​.

Montecatini è comodamente raggiungibile in treno o in auto, trovandosi a circa 50 km da Firenze.

terme montecatini

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Le Terme di Montecatini rappresentano una delle mete termali più storiche e apprezzate d’Italia

Terme di Fiuggi, Lazio

Le Terme di Fiuggi, a 90 km da  Roma, sono famose per le proprietà curative dell’acqua, che nasce dai Monti Ernici e attraversa strati di rocce vulcaniche, conferendole qualità depurative. Quest’acqua, già nota nel Medioevo e utilizzata da personaggi storici come Michelangelo e Papa Bonifacio VIII, ha effetti benefici principalmente per l’apparato urinario, favorendo l’eliminazione di calcoli e tossine. La sua composizione minerale è ideale per trattamenti di purificazione del corpo e per il benessere generale.

Il complesso termale si suddivide in due stabilimenti principali: la Fonte Bonifacio VIII e la Fonte Anticolana. La Fonte Bonifacio VIII, costruita in stile Liberty agli inizi del XX secolo e ristrutturata negli anni ’60, è dedicata alle cure vere e proprie, praticate solitamente la mattina a digiuno per massimizzare i benefici. Questo stabilimento ospita un vasto spazio immerso nel verde, con fontanelle da cui accedere all’acqua direttamente.

La Fonte Anticolana, inaugurata negli anni ’20 e chiamata anche “Fonte Nuova”, è aperta dalla primavera all’autunno e offre un contesto rilassante, con ampi giardini e spazi per il tempo libero, tra cui campi sportivi e aree giochi. Qui si trovano anche il centro inalazioni e il centro di fisioterapia, dove sono disponibili vari trattamenti come massoterapia, linfodrenaggio e shiatsu.

Sono diversi nei dintorni gli hotel che hanno a disposizione centro benessere e spa a cui accedere anche solo in giornata.

Le terme di Viterbo, Lazio

Viterbo, conosciuta come la “Città dei Papi,” è famosa anche per le sue terme, che rappresentano un’importante attrazione per i turisti in cerca di benessere. Le Terme dei Papi, situate a pochi chilometri dal centro città, offrono piscine termali immerse nella natura, con acque sulfuree a una temperatura che raggiunge i 58°C. Queste acque sono rinomate per le loro proprietà terapeutiche, particolarmente efficaci per problemi respiratori e dermatologici. Oltre alle piscine, ci sono le bellissime grotte naturali di calore e vapore e diversi altri trattamenti per la cura e il benessere del corpo.

Sono diverse però le terme di Viterbo, anche libere. Il Parco del Bullicame, citato da Dante nella Divina Commedia, è una delle aree termali più celebri del viterbese, famosa per le sue sorgenti storiche. Oggi il parco è recintato e custodito, garantendo la tutela del cratere termale, dal quale sgorgano acqua e fango. L’accesso è libero durante gli orari di apertura, ma la vasca del cratere è visibile solo attraverso una protezione in plexiglass. Vicino al cratere si trovano due vasche riscaldate a 55 °C.

Le Piscine Carletti, situate a due chilometri dal centro di Viterbo, offrono una grande piscina con acqua termale a 58 °C, adatta per nuotare. Inoltre, è possibile utilizzare fango bianco per trattamenti naturali. Dopo un bagno, i visitatori possono gustare piatti tipici locali, come l’Acquacotta e la Panzanella, che arricchiscono ulteriormente l’esperienza termale.

Terme di Caramanico, Abruzzo

Le Terme di Caramanico in Abruzzo, situate tra le valli dell’Orta e dell’Orfento all’interno del Parco Nazionale della Majella, sono un’importante destinazione per chi cerca benessere e relax in un contesto naturale unico, anche se poco conosciute. Fondate ufficialmente nel 1901, queste terme vantano una lunga tradizione risalente al 1500, quando furono notate per le proprietà terapeutiche delle acque solforose della sorgente “della Zolfanina”. Oggi, le terme offrono diversi trattamenti grazie a tre sorgenti principali, “La Salute”, “Gisella” e “Pisciarello”, che contengono minerali benefici, tra cui zolfo e bicarbonato. Questi minerali sono noti per migliorare le problematiche respiratorie, dermatologiche, muscolari e digestive, oltre a offrire un effetto diuretico e antinfiammatorio. L’offerta delle Terme di Caramanico spazia cure inalatorie, cure fangoterapiche e cure idropiniche, con trattamenti personalizzati per adulti e bambini.

Caramanico, inserito nei Borghi più belli d’Italia, è facilmente raggiungibile in auto da Pescara, distante circa un’ora, o da L’Aquila, a poco più di un’ora e mezza.

Terme di Ischia, Campania

Le terme di Ischia sono una delle principali attrazioni dell’isola, rinomate per le loro proprietà curative e il benessere che offrono ai visitatori. Ischia vanta numerosi parchi termali, che combinano piscine di acqua termale a diverse temperature, saune, aree relax e trattamenti benessere. Tra i più noti ci sono i Giardini Poseidon e il Parco Termale Negombo.

I Giardini Poseidon, situati nella splendida Baia di Citara, sono il più grande parco termale dell’isola, con oltre venti piscine, alcune delle quali utilizzano acqua di mare. Qui i visitatori possono godere di una vasta gamma di servizi, tra cui aree per il benessere, una spiaggia privata e vari punti di ristoro. Il parco è particolarmente apprezzato per la pulizia e la bellezza dei suoi giardini​.

Il Parco Termale Negombo, invece, si trova nella Baia di San Montano e offre un’atmosfera più intima, con numerose aree ombreggiate e una varietà di trattamenti termali. Questo parco è famoso per le sue cascate, le grotte vulcaniche e un’ampia gamma di piscine termali, ideali per il relax e il benessere​. Ci sono anche terme storiche come le Terme di Cavascura, che sfruttano grotte naturali per creare un’esperienza unica, con acque calde e fanghi terapeutici​. Per chi ama le terme libere, la Baia di Sorgeto è un autentico parco termale naturale, dove l’acqua calda, che raggiunge circa i 37°C, si mescola con l’acqua fredda e salata del mare. Questa suggestiva caletta, incastonata tra pareti rocciose, è accessibile gratuitamente durante tutto l’anno e offre un’esperienza magica, soprattutto al tramonto.

Terme a Ischia

Fonte: iStock

Caratteristica cascata nelle sorgenti termali dell’isola di Ischia

Terme di Pré Saint Didier, Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta, le Terme di Pré Saint Didier, inaugurate nel 2005, sono situate in un elegante palazzo ottocentesco, che offre una vista mozzafiato sulla catena del Monte Bianco. Questo centro benessere è un luogo ideale per vivere momenti magici, unendo l’esperienza delle acque termali con la bellezza della montagna. I visitatori possono immergersi nelle vasche sensoriali all’aperto, godendo dell’abbraccio della neve in inverno e del verde della natura in estate.

Con una superficie interna di 3.178 mq e una esterna di 700 mq, il centro offre oltre 40 pratiche benessere. Tra le esperienze da non perdere ci sono le cascate tonificanti, idromassaggi, stanze del sale, e percorsi Kneipp. La Sauna Chalet è una sauna panoramica con arredi d’antan che evocano l’antica tradizione sciistica delle piste del Monte Bianco.

In aggiunta ai trattamenti benessere, gli ospiti possono gustare un Wellness Lunch ricco di delizie gastronomiche e partecipare a un aperitivo serale in accappatoio. Per un ulteriore momento di relax, il nuovo Salon de Sapins invita a vivere l’atmosfera dei boschi della Val Veny su una rete sospesa, rendendo il soggiorno ancora più divertente e rigenerante.

Le terme si trovano a 10 km da Courmayeur, facilmente raggiungibili in auto, e sono aperte tutto l’anno e tutti i giorni dalle 9 alle 22 (fino alle 23 il venerdì e sabato). Il costo dell’ingresso giornaliero senza limiti è di 60 euro. Per chi desidera un’esperienza più breve, il percorso dalle 12.30 alle 15 ha un prezzo di 42 euro; mentre dalle 17 costa 48 euro. Infine, il relax serale sotto le stelle, a partire dalle 19.30, è disponibile per 42 euro. Ovviamente sono disponibili diversi pacchetti con aperitivo e pranzo o  con trattamenti specifici e massaggi.

terme Valle d'Aosta

Fonte: Terme di Pré Saint Didier

Le Terme di Pré Saint Didier con vista sulla catena del Monte Rosa

Per una fuga wild, le terme libere della Toscana

Quando si parla di terme libere in Toscana, le Cascate del Mulino a Saturnia sono sicuramente le più celebri. Situate in provincia di Grosseto, queste cascate naturali sono alimentate dal torrente Gorello, la cui acqua termale di origine vulcanica scorre a una temperatura costante di 37,5°C. La presenza di plancton termale conferisce all’acqua proprietà benefiche per la pelle e per il sistema digestivo e circolatorio. Gli abitanti e i visitatori possono immergersi in vasche naturali di diverse dimensioni e temperature, creando un’esperienza di benessere unica.

Non lontano da Saturnia, si trovano i Bagni di Petriolo, che offrono un’alternativa meno affollata. Queste terme, caratterizzate da acque saline che sgorgano a 43°C, permettono di creare vasche personalizzate mescolando l’acqua calda delle sorgenti con quella fredda del fiume Farma. Infine, le terme di San Filippo, tra la Val d’Orcia e il Monte Amiata, offrono un’esperienza immersa nella natura, con cascate e vasche termali circondate da un paesaggio incantevole e calcareo.

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Vince ancora Lisbona, è la City Break Destination 2024

A Lisbona è impossibile annoiarsi: c’è cosi tanto di cui fare esperienza che pianificare il vostro itinerario non sarà per niente facile. Ed è proprio la sua ricca offerta in grado di mixare storia, arte, gastronomia e cultura che le ha valso un ulteriore premio (si, quest’anno ne ha vinti diversi e ve ne parliamo tra poco). Alla 25° edizione degli Star Awards, premio assegnato alla città nel corso di una cerimonia tenutasi a Londra e che ha visto in gara altre destinazioni come Barcellona, Budapest, Cracovia, New York, Praga e Roma, Lisbona ha portato a casa la vittoria nella categoria City Break Destination 2024.

È un riconoscimento che non stupisce e chi è stato nella capitale portoghese sa bene il perché. Lisbona è una destinazione molto amata dai viaggiatori per una fuga nel weekend perché permette di soddisfare la loro voglia di scoperta e curiosità con tante proposte turistiche di grande interesse. Dalle attrazioni storiche, come il meraviglioso Mosteiro dos Jerónimos o la Torre de Belém a quelle moderne come il MAAT (Museo di Arte, Architettura e Tecnologia).

Il premio come migliore City Break Destination

Lo scorso 24 ottobre 2024 si è tenuta la cerimonia annuale dedicata agli Star Awards organizzata da Travel Bulletin, marchio leader del settore turistico del Regno Unito che offre notizie, formazione, incentivi e concorsi alle agenzie di viaggio e ai professionisti del settore. Le categorie compredono migliori destinazioni, compagnie aeree, compagnie di crociera, hotel, agenzie di viaggio e tour operator. La categoria delle destinazioni, a sua volta, si suddivide in migliore destinazione avventura, LGBTQ+, vacanze in famiglia, di lusso e, quella che interessa a noi, migliore destinazione per una fuga in città.

Le mete sono state votate dagli agenti di viaggio e dai professionisti del settore turistico che hanno premiato Lisbona come migliore City Break Destination per il 2024. Perché proprio la capitale portoghese? La città si distingue per la sua offerta diversificata che combina cultura, gastronomia e natura, rappresentando per gli inglesi la città perfetta per una breve fuga. Inoltre, Lisbona si scopre facilmente sia a piedi che con i mezzi pubblici, a partire dall’iconico tram 28, il tram giallo più famoso della città.

Gli altri premi vinti da Lisbona

Questo non è il primo premio vinto dalla capitale del Portogallo. Quest’anno è stata premiata anche come Migliore destinazione culinaria d’Europa ai World Culinary Awards grazie alla sua gastronomia diversificata e di alta qualità. Dai ristoranti tipici e locali con cucina tradizionale a quelli più particolari, fino agli chef stellati e ai mercati, come quello di Time Out, dove poter provare tante specialità diverse in un contesto moderno e vivace.

Un altro premio vinto quest’anno, per la seconda volta consecutiva, è quello come Migliore destinazione Mice d’Europa ai World Mice Awards: in questo caso, Lisbona si è distinta per la sua posizione strategica, per le infrastrutture moderne e versatili e per la variegata offerta culturale tanto da essere considerata una delle principali destinazioni europee per l’organizzazione di eventi.

Se non avete ancora visitato Lisbona, il 2024 (e il 2025 che sta per arrivare) è il momento giusto per rimediare.

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Le 5 imperdibili mete lungo il Danubio

Il Danubio attraversa nove Paesi e diverse Capitali dell’Europa centrale e orientale. Alcune di queste sono città splendide, ricche di storia e di fascino, anche legate al fiume che scorre loro in mezzo e che, spesso, sono collegate tra loro da navi da crociera o anche da traghetti che percorrono brevi tratti.

Lungo i suoi 2800 chilometri, il paesaggio cambia continuamente e alcune tappe meritano davvero una sosta. Ecco le città europee lungo il Danubio dove fermarsi in un itinerario ideale.

Ratisbona

Città fiabesca nel cuore della Baviera, Ratisbona sorge nell’alto corso del Danubio ed è patrimonio culturale dell’UNESCO. I suoi suggestivi edifici storici e religiosi testimoniano una storia millenaria, caratterizzata da periodi di intenso fermento culturale e commerciale. Da non perdere una passeggiata tra i vicoli del centro storico, ammirando opere architettoniche medievali come il ponte Steinerne.

Belgrado

Collocata tra il Danubio e la Sava, la Capitale serba è rinata a nuova vita dopo la fine della guerra del Kosovo. Oggi, Belgrado è una città moderna, effervescente, la cui movida attira giovani da tutto il mondo e si spegne solo con le prime luci dell’alba. La Fortezza è il monumento più antico della città, ma non bisogna tralasciare una visita a Skadarlija, il quartiere bohèmien di Belgrado.

Bratislava

Un’energia vibrante si sparge per le strade di Bratislava, adagiata sulla riva sinistra del Danubio. La Capitale della Slovacchia è attraversata da un fermento che la spinge a cambiare rapidamente e a trasformarsi sempre più in senso moderno. Staré Mesto (la città vecchia) e Bratislavský hrad (il castello) sono le perle della Capitale slovacca. La vicinanza con i confini austriaci e ungheresi la collocano in una posizione ideale. I traghetti collegano quotidianamente la città con Vienna raggiungibile in poco più di un’ora.

Vienna

Quando si pensa al Danubio si pensa subito a Vienna. La Capitale austriaca è considerata la patria della musica, ma non solo. Musei, giardini, palazzi, ristoranti raffinati e un’animata vita notturna fanno di Vienna il luogo ideale per viaggi culturali ricchi di stimoli. Teatri e palazzi antichi si armonizzano perfettamente con edifici post moderni. I caffè e i ristorantini tipici avvolgono i visitatori in un’atmosfera da sogno.

Budapest

Tagliata in due dal Danubio, Budapest ha il fascino di Vienna, ma con ancora più vitalità. La sera, le strade di Pest si riempiono di una moltitudine allegra, attirata dai numerosissimi locali e ristoranti, e dagli animati “ruin pubs”. Ai momenti dedicati alla cultura si alternano serate di divertimento e ore di relax in uno dei tanti stabilimenti termali, veri e propri centri nevralgici della tradizione ungherese.

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La scoperta di una tomba del Medio Regno cambia la storia dell’Assasif

La missione archeologica congiunta egiziano-americana, operante al South Asasif Conservation Project, ha di recente portato alla luce una scoperta archeologica di rilievo: la prima tomba del Medio Regno (all’incirca 2055-1790 a.C.) individuata nell’area dell’Assasif.

La necropoli, sulla riva occidentale del Nilo di fronte all’antica Tebe, in Egitto, si sviluppa in una valle che si snoda verso il complesso funerario di Deir el-Bahari, accanto al tempio della regina Hatshepsut.

La tomba, sigillata e perfettamente conservata, contiene sepolture che racchiudono una serie di oggetti preziosi, dai gioielli agli specchi in rame, offrendo uno spaccato inedito sulle pratiche funerarie dell’epoca.

Una scoperta inattesa

L’incredibile scoperta è avvenuta durante le operazioni di pulizia della superficie meridionale della tomba di Karabasken (TT 391), appartenente alla XXV dinastia.

È qui che gli archeologi hanno identificato vari pozzi funerari intatti, custoditi per millenni e ancora contenenti i resti umani dei defunti e il loro corredo funerario.

Il dott. Mohamed Ismail Khaled, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, ha commentato l’importanza della scoperta, affermando che potrebbe cambiare la narrazione storica legata alla necropoli dell’Assasif, ridefinendola come uno dei principali luoghi di sepoltura del Medio Regno a Tebe.

Una tomba di famiglia: gioielli, amuleti e usanze funerarie

All’interno della tomba appena scoperta, sono state identificate undici camere funerarie che ospitano resti scheletrici di due uomini, cinque donne e tre bambini.

Una tale configurazione suggerisce che la tomba fosse destinata a una famiglia e utilizzata per diverse generazioni, dalla XII alla XIII dinastia. Tra i reperti, i più sorprendenti sono i gioielli femminili, databili alla prima fase della XII dinastia. Particolare attenzione ha destato poi la collana rinvenuta accanto all’uomo nella sepoltura 9, composta da 40 perle in faience (maiolica) e due perle cilindriche in corniola, con un amuleto a forma di testa di ippopotamo sul retro.

Nonostante molti materiali funerari siano stati danneggiati da inondazioni che hanno distrutto sarcofagi di legno e bende in lino, gli oggetti realizzati in pietre dure e materiali resistenti sono rimasti intatti. Tra i gioielli recuperati, si annoverano collane, braccialetti, anelli e cinture in corniola, ametista, granato, agata rossa e faience, ornati da amuleti raffiguranti figure simboliche come teste di ippopotamo, falchi e occhi wedjat. Uno dei pezzi più pregiati è una collana con perle in ametista e un amuleto in amazzonite al centro, insieme a una cintura di perle di corniola.

Oggetti rituali e specchi di raffinata fattura

La direttrice del team americano, Marion Brew, ha descritto l’incontro con specchi in rame dalle impugnature finemente lavorate: uno con un manico a forma di fiore di loto e un altro con il raro motivo della dea Hathor dalle quattro facce. Inoltre, sono stati ritrovati lingotti di rame e una statuetta in faience smaltata che rappresenta una figura femminile, con dettagli decorativi sui capelli e sui gioielli. Accanto alla statuetta, quasi 4.000 piccole perle di fango formavano l’acconciatura originale, fornendo una testimonianza tangibile delle tecniche di decorazione dell’epoca.

Oltre ai gioielli, la tomba conteneva una tavola per le offerte di forma quadrata, intagliata con figure in rilievo che rappresentano teste di toro, zampe e pagnotte. Il canale al centro della tavola, destinato a far scorrere l’acqua, rifletteva l’usanza di garantire nutrimento per l’anima nell’aldilà, un’usanza chiave nelle pratiche funerarie egiziane.

Il valore del ritrovamento

Una simile scoperta non soltanto aggiunge tasselli alla comprensione delle usanze funerarie del Medio Regno, ma rappresenta un passo significativo verso lo studio delle influenze artistiche e culturali della XXV dinastia.

Con il ritrovamento della prima tomba del Medio Regno nel South Asasif, la necropoli si colloca all’interno del complesso funerario tebano, contribuendo a ridefinire la storia della regione e svelando una collezione eccezionale di manufatti che testimoniano l’abilità artistica e la complessità spirituale della civiltà egizia antica.

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Mercatini di Natale a Vienna: dove andare e quando

Sei anche tu uno di quelli che il primo novembre, subito dopo Halloween, inizia a sentire il profumo dolce e zuccherato del Natale nell’aria? Se sì, allora sei anche uno di quelli che ama perdersi tra le luci, gli aromi e le musiche dei mercatini di Natale. Ogni anno, in tutta Europa, le città aprono le proprie vie e piazze a questi piccoli villaggi temporanei dove il profumo del vin brulè e dei dolci preparati al momento aggiungono un tocco di calore all’aria fredda invernale. Se quest’anno hai in mente un viaggio nella capitale austriaca durante il periodo natalizio allora preparati a tornare bambino, perché i mercatini di Natale a Vienna sono tra i più belli al mondo. In questa guida troverai tutte le informazioni su date, location e appuntamenti per lasciarsi conquistare dalla magia del Natale.

Mercatini di Natale a Vienna: dove trovarli

A Vienna, durante il periodo natalizio, i mercatini spuntano come funghi in tantissime location diverse sparse per la capitale; piazze, parchi e vie fanno spazio a bancarelle di prodotti d’artigianato, cibo locale e giostre per i più piccoli. Ecco una panoramica completa di tutte le location dove andare a caccia di regali, o anche solo di un po’ di dolcezza, tra i tanti mercatini di Natale a Vienna.

Mercatino di Rathausplatz

Il mercatino di Piazza del Municipio a Vienna è il più grande e iconico della città e accende di magia il maestoso Municipio. Attivo in questa precisa location dal 1975, si dice essere tra i più antichi d’Europa anche se la sua storia è ancora abbastanza incerta. Con oltre 150 bancarelle, questo mercatino attira ogni anno locals e viaggiatori da tutto il mondo, regalando loro una magica atmosfera natalizia che profuma di Glühwein, zenzero e cannella. Tra un acquisto e l’altro ammira le persone divertirsi nella grande pista di pattinaggio su ghiaccio, lasciati meravigliare dalle decorazioni interattive e dai giochi di luce del parco adiacente la piazza e guarda con occhi sognanti l’enorme carosello che gira a ritmo di musiche natalizie.

Mercatino di Stephansplatz

Incorniciato in una magnifica scenografia gotica, un altro mercatino da non perdere assolutamente a Vienna è quello di Stephansplatz. Piccole bancarelle eleganti e colme di delizie gastronomiche e di artigianato si snodano lungo tutto il perimetro della spettacolare Cattedrale di Santo Stefano, nel cuore di Vienna. Rispetto ad altri mercatini viennesi più grandi, questo ha meno bancarelle ma la qualità dei prodotti è davvero ottima. Inoltre, vale la pena soprattutto per il contesto ad alto impatto estetico regalato dai dettagli gotici della cattedrale. Passeggiando per questo mercatino è facile incontrare cori e bande che amplificano l’esperienza con della suggestiva musica dal vivo.

Mercatino di Spittelberg

Sempre restando nel centro storico di Vienna troviamo il mercatino di Spittelberg, celebre per la sua atmosfera intima derivata dalla posizione del mercato nelle strette stradine del quartiere storico della capitale austriaca. Qui potrai acquistare prodotti artigianali dal gusto autentico e godere di un’atmosfera più tranquilla e meno affollata rispetto ai mercatini più famosi e gettonati. Opere d’arte, gioielli, vasi, soprammobili e chi più ne ha più ne metta; questo mercatino è l’ideale per tutti quelli che amano i piccoli tesori provenienti dal passato.

Mercatino di Natale ad Am Hof

Uno tra i più antichi di Vienna, il mercatino di Natale di Am Hof è una tappa imperdibile per tutti gli amanti di questa festa così calorosa. Situato nella piazza medievale da cui prende il nome, il punto forte di questo mercatino è l’ampia offerta gastronomica: dal punch speziato al Leberkäse, qui puoi provare delle autentiche pietanze viennesi e scaldarti mentre ti perdi tra le incantevoli meraviglie offerte dalle bancarelle. Ad amplificare l’esperienza di questo mercatino è senza dubbio la sua storia antica, risalente al 1824.

Villaggio di Natale al Belvedere

Mercatini di Natale a Vienna, palazzo Belvedere

Fonte: iStock

Le luci natalizie del palazzo Belvedere si riflettono sul lago

A Natale, lo spazio di fronte al Belvedere, magnifico palazzo barocco icona della capitale austriaca, prende vita con un vero e proprio villaggio natalizio. Piccolo di dimensioni, ma grande in termini di qualità, è costituito da deliziose casette in legno bianco che offrono ai visitatori leccornie di tutti i tipi e idee regalo dal gusto elegante e raffinato. Qui, in tutto il periodo di attività, potrai trovare non solo prodotti tipici artigianali o enogastronomici ma anche tanti laboratori per i più piccini. Tutto impreziosito dalla scenografia suggestiva delle luci delle luminarie che si riflettono sul piccolo lago del palazzo creando giochi di riflessi meravigliosi. Questa location è perfetta per tutti gli appassionati di fotografia che vogliono catturare un pizzico di magia natalizia con le proprie macchine fotografiche.

Mercatino di Schönbrunn

Vienna è senza dubbio una città raffinata, ma non c’è luogo che meglio incarna la sua eleganza del Castello di Schönbrunn, residenza reale che fece da dimora estiva degli Asburgo e tra le cui stanze e ampi corridoi ha vissuto la celebre Principessa Sissi. A Natale, davanti all’ampio ingresso del palazzo, viene allestito ogni anno il più raffinato tra i mercatini di Natale a Vienna, con un enorme albero tutto addobbato e illuminato a festa. Dai giocattoli fatti a mano agli addobbi natalizi in legno, passando per le bancarelle che offrono caldi piatti della tradizione, qui il tempo sembra essersi fermato in un’epoca passata; trasmettendo a chi visita questo mercatino una sensazione nostalgica di un tempo più semplice e lento dove i piaceri della vita derivavano dalle piccole cose. Nel programma del mercatino è facile incontrare cori di bambini delle scuole viennesi che si esibiscono con canti natalizi sotto il grande albero di Natale.

Mercatino di Natale a Karlsplatz

Questo mercatino di Natale a Vienna è una chicca per gli appassionati d’arte e artigianato. Infatti, il fil-rouge di ciò che puoi trovare nelle bancarelle di questo delizioso villaggio natalizio si può riassumere nel concetto di “Arte e Mestieri”. Una peculiarità di questo mercatino è l’enorme attenzione alla qualità dell’artigianato, infatti gli artisti locali per poter ottenere una bancarella qui devono passare una sorta di selezione con una vera e propria giuria. Collocato di fronte alla meravigliosa Chiesa di San Carlo Borromeo, questo è il posto giusto per trovare un pensiero per quella persona che ama così tanto l’unicità di un oggetto. Spesso si svolgono spettacoli da vivo, musica e laboratori artistici per grandi e piccini e tutto accade sotto una grande promessa: dare vita a un mercatino più green e sostenibile.

Mercatino di Natale a Michaelerplatz

Situato di fronte all’ingresso della Hofburg, vecchia residenza imperiale, si trova un mercatino elegante e suggestivo, ideale per chi vuole tuffarsi in un viaggio tra le pagine di storia viennese. Le bancarelle in legno sparse per tutta la piazza offrono prodotti artigianali, decorazioni natalizie e piccole idee regalo eleganti e raffinate. Questo villaggio è particolarmente suggestivo la sera, quando le luminarie si accendono e i riflessi di luce si rincorrono sui muri della Hofburg, creando incantevoli ghirigori. A regalare un pizzico di storicità in più ci sono le carrozze con i cavalli che passano proprio per questa piazza e trasportano i visitatori in un viaggio nel passato.

Mercatino di Natale a Freyung

Il mercatino di Natale a Freyung è celebre per la sua lunga tradizione risalente al XVIII secolo e per la sua atmosfera pacata e tranquilla. A livello di prodotti che puoi trovare qui il mercatino di Freyung si avvicina a quello di Karlsplatz e Schönbrunn, quindi con standard qualitativi alti e prodotti selezionati con cura. Oltre a fare shopping e a regalare al tuo palato piatti e bevande dal gusto avvolgente, in questo mercatino potrai ammirare il più lungo presepe d’Austria: 46 metri di scenografia che si ispira a un celebre quadro di Joseph von Führich, pittore austriaco del 1800.

Mercatino di Natale al Prater

Dimenticandoci le regali atmosfere del centro di Vienna o dei mercatini di Schönbrunn o del Belvedere, ci spostiamo in un mercatino natalizio molto più… rock! Situato nell’iconico parco divertimenti Prater, questo villaggio di Natale offre un programma diverso, a tutto divertimento, con giri in giostra e concerti dal vivo. L’ideale per chi viaggia in famiglia o tra amici e ha voglia di regalarsi un’esperienza entusiasmante.

Mercatini di Natale a Vienna: quando andare

L’apertura dei mercatini di Natale a Vienna varia da villaggio a villaggio, c’è chi inizia già dai primi giorni di novembre e chi, invece, si inoltrerà un po’ di più nel mese prima di aprire le danze. Di seguito le date confermate di ogni singolo mercatino:

  • Mercatino di Rathausplatz: dal 10 novembre al 26 dicembre
  • Mercatino di Stephansplatz: dal 10 novembre al 26 dicembre
  • Mercatino di Spittelberg: dal 16 novembre al 23 dicembre
  • Mercatino di Natale ad Am Hof: dal 10 novembre al 23 dicembre
  • Villaggio di Natale al Belvedere: dal 17 novembre al 26 dicembre
  • Mercatino di Schönbrunn: dal 19 novembre al 4 gennaio
  • Mercatino di Natale a Karlsplatz: dal 24 novembre al 23 dicembre
  • Mercatino di Natale a Michaelerplatz: dal 9 novembre al 6 gennaio
  • Mercatino di Natale a Freyung: dal 24 novembre al 23 dicembre
  • Mercatino di Natale al Prater: dal 16 novembre al 7 gennaio

Anche gli orari di apertura variano leggermente a seconda del mercatino, ma in generale, sono visitabili dalle 10.00 alle 21.00 dalla domenica al giovedì, durante il venerdì e il sabato l’orario è esteso fino alle 22.00. Solitamente i mercatini fanno solo mezza giornata il giorno della vigilia e il 25 dicembre sono chiusi per celebrare il Natale.

Mercatini di Vienna: come arrivarci

Organizzare un viaggio per andare a vedere i mercatini di Natale a Vienna è facile. Dall’Italia puoi tranquillamente raggiungere la capitale austriaca in aereo o anche in treno. Una volta arrivato, potrai visitare tutti i mercatini che vuoi utilizzando i trasporti pubblici della città. Considera che la maggior parte dei mercatini sono distribuiti nel centro storico, dunque puoi raggiungerne molti a piedi. Altrimenti puoi utilizzare le linee della metropolitana (U-Bahn) rapide e comode o prendere i tram e gli autobus se vuoi ammirare la città decorata a festa.

Alcuni consigli per visitare i mercatini

Perdersi tra le vie illuminate di Vienna a Natale è un’esperienza davvero magica, ma visitare i mercatini lo è ancora di più. Per goderti appieno l’esperienza ti consigliamo di vestirti per bene, a strati, e di portare con te sciarpa, cappello e guanti poiché le temperature possono scendere di parecchio. Se sei fortunato, potresti anche trovarti sotto una suggestiva nevicata che amplificherebbe la magia dei mercatini ma potrebbe anche metterti a dura prova, dunque non dimenticarti di munirti di scarpe calde e impermeabili. Molte bancarelle ormai accettano il bancomat, ma non tutte, quindi ricorda di portare con te dei contanti. Infine, i mercatini tendono a essere affollati nelle ore centrali e soprattutto nei weekend, pertanto regolati sugli orari di visita in base alle tue preferenze.

Natale a Vienna: alcuni eventi da non perdere

Durante il periodo natalizio, Vienna offre una vasta gamma di eventi che arricchiscono l’esperienza dei mercatini tra cui il concerto di Natale alla Wiener Konzerthaus, dove orchestre e cori si esibiscono in musiche classiche e natalizie; l’enorme pista di pattinaggio su ghiaccio a piazza del municipio e le meravigliose mostre d’arte a tema natalizio organizzate dal MuseumsQuartier. Per tutti gli eventi ti consigliamo di controllare il sito ufficiale dell’ente turistico di Vienna e tenerti aggiornato.

Con questa guida completa sui mercatini di Natale a Vienna hai tutto ciò che ti serve per partire per la capitale austriaca e goderti un viaggio nella magia inconfondibile del Natale, dove le temperature fredde vengono smorzate dal calore delle atmosfere natalizie che echeggiano tra un mercatino e l’altro e dove al profumo speziato di Vin Brulè e biscotti allo zenzero si mischia un’incontenibile voglia di tornare bambini.