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Girano il mondo sulla sedia a rotelle perché “niente è impossibile”. La storia di Luca e Danilo

Come nelle fiabe più belle, anche questa storia ha una carrozza, anzi due. Ma non si tratta di zucche che sono state trasformate per magia per portare qualcuno al ballo, ma di mezzi necessari e indispensabili per muoversi, spostarsi e raggiungere ogni luogo, anche quelli in capo al mondo.

Due carrozzine per due uomini, che sono anche amici e compagni di avventura, che hanno un un obbiettivo comune: quello di sfidare e superare i loro limiti esplorando il mondo in lungo e in largo e raccontarlo in modi e maniere inedite e straordinarie. Una promessa, un patto condiviso e un invito per tutti, il loro, che ha preso forma anche attraverso il progetto Viaggio Italia Around the World, un docu-film in onda su Sky TV e i documentari su Kilimangiaro.

Loro sono Danilo Ragona e Luca Paiardi, i protagonisti di questa storia reale che, vi assicuro, sa essere ancora più bella delle fiabe. Perché il destino, che qualcuno potrebbe considerare beffardo o poco generoso conoscendo le loro storie, li ha immessi l’uno nella strada dell’altro, perché nonostante le difficoltà oggettive raramente ho conosciuto persone così affamate di vita, perché superare i limiti, per loro, non è solo una frase fatta. E anche perché quel mondo raccontato da loro, ed esplorato in lungo e in largo su una sedia a rotelle, sembra un posto ancora più bello. Questa è la loro storia.

Ciao ragazzi, ci raccontate un po’ di voi?
Danilo: Cominciamo dal principio. Io fino a 21 anni sgambettavo, ma dopo un incidente stradale ho avuto una paraplegia e sono finito in carrozzina. Dopo una prima fase tutt’altro che semplice ho deciso di rimettermi in gioco e farlo con ciò che mi appassionava: il design. Mi sono diplomato all’Istituto Europeo di Design di Torino e ho avviato diversi progetti successivamente, ma sognavo di creare un oggetto di design per me: la carrozzina che oggi utilizziamo io e Luca e che ho progettato e brevettato.
Luca: La mia vita, invece, è cambiata a 19 anni quando ho incontrato la disabilità. È stato proprio dopo questo momento che ho deciso di iscrivermi alla facoltà di architettura sentendo il bisogno di fare qualcosa di più creativo, oltre a dedicarmi alla musica che è sempre stata la mia passione. E poi ho iniziato a fare sport, il tennis per l’esattezza. Un vero terreno di gioco. Ed è qui che ho conosciuto Danilo. In realtà, piccolo aneddoto, noi siamo stati nello stesso centro riabilitativo a Torino, uno usciva e l’altro entrava. Ma non lo sapevamo.

Luca Paiardi e Danilo Ragona
Luca Paiardi e Danilo Ragona

Vi siete conosciuti sui campi da gioco e lì è nata l’amicizia. Ma come è nata, invece, la voglia di esplorare il mondo insieme?
L’idea è nata nella maniera più spontanea possibile: davanti a un panino e una birra. Ovviamente avevamo già condiviso tanto insieme e, per sport, ci eravamo già spostati per l’Italia. La prima volta abbiamo preso una macchina insieme per andare in Sardegna a un incontro di tennis, ma abbiamo fatto anche danza e, anche il quel caso, ci spostavamo parecchio. Insomma viaggiavamo come tanti, e come tutti avevamo delle vicissitudini. Ci siamo chiesti: perché non lo raccontiamo? Perché non invertiamo la narrazione del viaggio con disabilità in qualcosa di positivo, che di fatto lo è davvero. A darci la spinta è stato anche il confronto con gli altri, chi ci vedeva spostarci da una parte all’altra del Paese ci chiedeva: ma come fate?

Così è nato Viaggio Italia Around the World…
Esatto. Il progetto è nato nel 2015 con l’obiettivo di esplorare il Paese in lungo e in largo, da qui il nome. Nel 2017, però, abbiamo pensato di aggiungere anche Around the World non solo perché volevamo e stiamo girando il mondo ma anche perché siamo entrati nella famiglia de “Il Kilimangiaro”, di cui siamo tutt’ora documentaristi. Abbiamo comunque scelto di mantenere anche il nome iniziale perché partiamo dall’Italia e torniamo in Italia è perché proprio qui che, a ogni ritorno, affrontiamo un altro viaggio.

Cioè?
Andiamo all’interno delle Unità Spinali a raccontare i nostri viaggi e a portare un messaggio: si può fare. Quello che vogliamo trasmettere è che attraverso il viaggio si può uscire di casa per tornare a vivere. E poi i nostri racconti sono per tutti: per chi viaggia in carrozzina, in coppia, con la famiglia o in solitaria.

A questo proposito, come è stato accolto, e com’è tutt’ora, il vostro progetto dagli altri viaggiatori?
L’entusiasmo c’è ed è tanto anche perché noi parliamo a tutti i viaggiatori, non solo a quelli con disabilità. Raccontiamo il mondo, e soprattutto le esperienze che si possono vivere e condividere. Questo ha fatto sì che il seguito crescesse in maniera esponenziale.

Come organizzate i vostri viaggi?
Organizziamo tutto noi. Ovviamente abbiamo un team di lavoro che ci supporta nell’organizzazione del viaggio e anche sul posto per realizzare i reportage e la comunicazione. In fondo Viaggio Italia Around the World non è solo un progetto di viaggio, ma anche un progetto di comunicazione. E riguardo alla scelta delle destinazioni, invece, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta: il mondo ci offre tantissime opportunità.

Luca Paiardi e Danilo Ragona
Luca Paiardi e Danilo Ragona a Langkawi

Quale è stato il viaggio e il momento più difficile che avete affrontato? E quale, invece, quello più bello?
Ci sono state delle difficoltà, ovviamente, e anche grandi legate sia alla salute che alla gestione del gruppo. Ma tutte le esperienze sono state un concentrato di emozioni che ricordiamo sempre con piacere. Però se dobbiamo scegliere un momento più spaventoso, per così dire, diciamo che è stato quando abbiamo scelto di fare speleologia e siamo andati a venti metri sotto terra alla Cascata delle Marmore, legati a una barella, per attraversare stretti cunicoli. Il momento più bello, invece, è senza alcun dubbio legato a Rio de Janeiro. Eravamo in città, ma non eravamo riusciti a trovare i biglietti per il Carnevale ed eravamo molto sconsolati. E invece abbiamo conosciuto delle persone che non solo ci hanno invitati alla sfilata, ma ci hanno fatto sfilare sul primo carro dell’ultimo giorno. È stato incredibile sentirsi parte di un evento così bello e inclusivo, un concentrato di mondo, e di diversità, che si ritrova a far festa.

A proposito di turismo accessibile e inclusivo: a che punto siamo in Italia o nel mondo? Ci sono destinazioni che, in questo senso e secondo la vostra esperienza, possono essere un esempio da seguire?
In questi anni dove tutto è andato estremamente veloce, è un peccato vedere che l’accessibilità non è andata di pari passo. Ci stiamo organizzando per andare sulla Luna e noi, ancora, facciamo difficoltà a muoverci in una piazza o siamo impossibilitati ad andare in bagno in aereo. Certo che il lavoro da fare è tanto e, in questo senso, le città più accessibili sono proprio quelle che hanno ospitato i Giochi paralimpici. Anche quelle più turistiche, in realtà, ma non mancano casi a parte. Sarebbe utile far comprendere a tutti che più gli spazi sono accessibili più le persone, tutte, vivono meglio.

Leggo dal vostro sito che “Viaggio Italia è molto più di un viaggio, è un’esperienza alla continua scoperta dei limiti con la voglia di superarli o riconoscerli”. È un concetto molto forte, intenso e bellissimo. Vi va di raccontarci come siete arrivati a questa consapevolezza? E come attraverso la vostra attività ispirate gli altri viaggiatori a fare lo stesso?
Ci piace raccontare i nostri viaggi come persone e come amici e parlare a tutti, indistintamente: è sempre stato questo il nostro obiettivo. Noi non siamo supereroi, siamo dei viaggiatori con delle diversità e delle esigenze, ma le esperienze che viviamo possono essere vissute da tutti, così come tutti possono mettersi in gioco attraverso queste. Per esempio abbiamo organizzato dei viaggi a Fuerteventura con attività in spiaggia non esclusivamente accessibili. Ci piace definirci un laboratorio viaggiante o un incubatore, per così dire, anche perché l’occasione del viaggio fa partire altri progetti.

Quali progetti avete seguito e state seguendo?
A Matera, per esempio, abbiamo fatto partire il progetto Materamare: abbiamo mappato la Basilicata per renderla più inclusiva. Oppure, ancora, abbiamo lanciato una raccolta fondi per IO POSSO per creare delle spiagge accessibili per tutte le persone che vivono con disabilità motorie o malattie altamente invalidanti.

4 Continenti visitati, 8 Paesi esplorati e oltre 40 attività sportive: quali progetti avete, ancora, per il futuro?
La notizia del momento è che sta per uscire in Giappone un libro a fumetti che abbiamo pubblicato quattro anni fa. E in occasione della pubblicazione ad aprile andremo in Giappone. Per il futuro continueremo sicuramente a viaggiare e a raccontare le nostre avventure.

Luca Paiardi e Danilo Ragona, Cameron Highlands
Luca Paiardi e Danilo Ragona nelle Cameron Highlands in Malesia
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Cosa vedere in Papua Nuova Guinea tra cultura, festival e natura

La Papua Nuova Guinea ha indubbiamente un fascino misterioso: siamo in Oceania, il Continente Nuovissimo, perché è stato scoperto dopo le Americhe. Tanti gli arcipelaghi minori, così come un territorio impossibile da non vedere almeno una volta nella vita: la Papua Nuova Guinea. Ma cosa fare in vacanza? Come strutturare l’itinerario di viaggio e cosa vedere? Da Port Moresby, la Capitale, fino a New Britain, ecco le attrazioni che non potrai mai dimenticare (e i festival da non perdere).

Port Moresby

Non è solo la Capitale, ma è la città più grande della Papua Nuova Guinea: si trova esattamente sulle rive del Golfo di Papua, e ha preso il nome dal Capitano John Moresby, il primo visitatore europeo che ha messo piede in Papua Nuova Guinea. Sicuramente la visita alla città non è noiosa, considerando che è possibile immergersi nella cultura del luogo. Tante le cose da vedere a Port Moresby, come il giardino botanico, il Parlamento Nazionale, il Papua New Guinea National Museum & Art Gallery, o ancora il Santuario Bomana War Cemetery.

Impossibile non fare un salto al Villaggio di Hanuabada: il tradizionale villaggio di palafitte è indubbiamente un’esperienza, un modo per immergersi nella cultura del luogo, per scoprire le tradizioni, per comprenderne lo stile di vita. Una di quelle esperienze autentiche da scoprire in vacanza, soprattutto negli ultimi anni, visto che si sente sempre più spesso parlare di overtourism.

Monte Wilhelm

Visitare le città della Papua Nuova Guinea è sicuramente essenziale per comprendere la sua storia, ma gli appassionati della natura non possono fare a meno di mettersi alla prova con il Monte Wilhelm, alto ben 4.509 metri. Questa è la montagna più alta della Papua Nuova Guinea e fa parte dei monti Bismarck. Negli anni è diventato una delle attrazioni naturalistiche più apprezzate del luogo, ma ovviamente è una di quelle attività che vanno fatte in sicurezza, con tutti gli accorgimenti del caso.

Sono due i percorsi diversi da poter intraprendere, come quello che parte dal villaggio di Keglsugl: in questo caso, puoi salire mediante la foresta pluviale, fino a poter ammirare anche i laghi gemelli. Difficilmente dimenticherai la bellezza di questi panorami. La vetta viene raggiunta all’alba, e lo scenario toglie il fiato, proprio per l’orario, ideale per vedere il sole sorgere e bagnare con i raggi la natura incontaminata. C’è anche un secondo itinerario, che, tuttavia, risulta molto più impegnativo – dura circa quattro giorni – e parte dal villaggio di Ambullua.

Madang

Torniamo in città, in una destinazione turistica abbastanza conosciuta da scoprire: Madang. Il consiglio che diamo è di prenotare un tour, in modo tale da non perdere nulla: puoi visitare le attrazioni naturali e culturali della città, programmare delle immersioni, mangiare le specialità del luogo presso i mercati locali, o persino fare un salto alla fattoria delle farfalle.

Madang, che si trova sulla costa settentrionale della Papua Nuova Guinea, è circondata a dir poco dalle isole: tante le attività di sostentamento del luogo, essendo un importante centro commerciale e anche un porto. Il Madang Town Market è uno dei punti di riferimento, considerando che è possibile provare gli ingredienti freschi locali. Per chi poi vuole movimentare le proprie serate, allora andare allo Yacht Club è un’ottima idea.

Goroka

Lo slogan turistico della Papua Nuova Guinea dovrebbe farci riflettere, perché la verità è che non tutti gli angoli di questo territorio sono conosciuti. Tutt’altro. “Mille viaggi diversi”, e noi turisti, che siamo abituati alle guide di viaggio e agli itinerari approfonditi, possiamo sentirci smarriti all’idea di visitare questa zona. Eppure, Goroka è una delle destinazioni da non perdere: si trova nella provincia di Eastern Highlands ed è collegata con un aeroporto alla Capitale, Port Moresby.

Sono numerose, tuttavia, le soluzioni di alloggio, sia per chi è alla ricerca di opzioni convenienti quanto del lusso estremo. Oltre ai ristoranti degli hotel, ci sono snack bar o fast food locali: non mancano specialità occidentali. Il motivo principale per cui le persone si recano a Goroka, tuttavia, è la possibilità di scoprire la cultura del posto, di vivere un po’ quell’esperienza autentica che abbiamo citato prima: il Festival delle Highlands, l’esibizione delle tribù a Goroka, è un appuntamento che chiama a sé molti turisti. Durante questo evento, tutte le tribù preparano un’esibizione che consiste in danze e canti, indossando gli abiti tradizionali.

Rabaul Mask Festival

Cosa fare in Papua Nuova Guinea? Che domande: fare un salto al Rabaul Mask Festival, alla scoperta della vecchia città di Rabaul, che è stata sepolta sotto la cenere vulcanica nel 1994. L’evento è unico: un festival che ti permette di conoscere davvero a 360° come vive la popolazione, i loro costumi. Le maschere che realizzano, e che naturalmente sono indossate durante le danze rituali, ci rimandano il ritratto di un territorio che è rimasto fedele a se stesso e che, nei secoli, ha forgiato la sua identità.

La cerimonia di apertura è Kinavai, e avviene all’alba, quando gli anziani e i giovani si riuniscono all’arrivo degli spiriti degli antenati, tra canti e tamburi kundu. In New Britain, è prevista invece la Baining Fire Dance dei Tolai: è qui che i giovani si mettono alla prova in una danza che comunica tutta la potenza espressiva e l’umanità del luogo, tra i fuochi ardenti.

Le isole Trobriand

Le isole Trobriand, che prendono il nome dal luogotenente di Entrecasteaux, Denis de Trobriand, ci restituiscono ancora una volta un ritratto intimo di questo angolo di paradiso terrestre. Per la prima volta, un europeo ha scoperto le isole nel 1793: nel corso del tempo, sono state a lungo un punto di sosta per le navi, ma la cultura di questo posto è molto diversa da come la conosciamo tradizionalmente. La società, infatti, è matriarcale: la discendenza e l’eredità avviene per linea materna. I bambini prendono i cognomi delle madri e sono le donne a essere il punto di riferimento sull’isola. Sono anche conosciute come le Isole dell’Amore, e sono composte da quattro isole principali, ovvero Kiriwina, che è la più grande, e Kaileuna, Vakuta e Kitava. A lungo, le isole sono state oggetto di studio da parte degli antropologi.

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Cracovia a Natale, tutto il meglio di questa meravigliosa città della Polonia

Segnata dagli eventi storici, Cracovia è riuscita, nel corso degli anni, a trasformarsi in una destinazione moderna, vivace e alla moda. Qui la bellezza delle architetture e la scena culturale e gastronomica creano il mix perfetto per chi, da un viaggio in una città europea, cerca un’esperienza completa. Ora, immaginate tutto questo immerso nelle suggestive atmosfere natalizie, dove mercatini, decorazioni, eventi e concerti contribuiranno a rendere il vostro soggiorno in Polonia ancora più indimenticabile.

Ecco i nostri consigli su cosa fare a Cracovia a Natale, cosa vedere e tante informazioni utili per organizzare il vostro viaggio.

Cosa fare a Cracovia a Natale

Natale è il periodo perfetto per fare un salto in Polonia, in particolare nella città di Cracovia famosa per le sue atmosfere arricchite da luci scintillanti e profumi deliziosi. Qui potrete trascorrere le vostre giornate alla scoperta della città, per poi perdervi tra i mercatini allestiti nella Piazza del Mercato, la piazza medievale più grande d’Europa, e al Mercato dei Tessuti. Non mancano tanti eventi e concerti, come il concorso dei presepi cracoviani, riconosciuti Patrimonio UNESCO.

I mercatini di Natale

L’evento più amato del Natale a Cracovia sono i mercatini, aperti dal 29 novembre 2024 al 1 gennaio 2025, dalle 10:00 alle 20:00. È anche il contesto in cui sono inseriti a contribuire alla loro bellezza: gli stand, infatti, sono allestiti nella meravigliosa Piazza del Mercato, luogo tradizionale di scambi commerciali fin dal Medioevo. Le casette in legno, decorate con le classiche luci, non vedono l’ora di aprire per accogliere residenti e turisti con le loro specialità tipiche, dai dolciumi al vin brûlé. Non dimenticate di assaggiare le famose zuppe polacche, i pierogi (ravioli tipici ripieni di carne) e il formaggio affumicato DOP Oscypek, il re dei formaggi polacchi scaldato sul barbecue e servito con marmellata di mirtilli rossi.

Oltre agli stand dedicati al cibo, saranno presenti anche quelli ricchi di idee regalo e souvenir artigianali realizzati a mano come creazioni in legno e pellame, gioielli in ambra, decorazioni natalizie o candele profumate.

Cracovia Natale

Fonte: iStock

Mercatini di Natale Cracovia

Il concorso dei presepi

Una delle tradizioni natalizie più famose di Cracovia è il concorso dei presepi. Ogni anno, il primo giovedì del mese di dicembre (quest’anno sarà il 5 dicembre) gli artigiani locali costruiscono nella Piazza del Mercato dei meravigliosi presepi utilizzando legno e carta stagnola e dando vita a tutta una serie di miniature, dai monumenti storici della città ai personaggi di Betlemme. Si tratta di una tradizione antichissima risalente alla metà del XIX secolo quando falegnami e muratori provenienti da Cracovia e dintorni, spinti dalla necessità di guadagnare denaro durante il periodo invernale, si riunivano nella piazza per vendere i loro presepi.

Oggi sono riconosciuti Patrimonio UNESCO e, se durante l’anno potete vederli all’interno del Museo Storico della città, durante le feste potrete ammirarli ai piedi del monumento di Adam Mickiewicz, dove si terrà il concorso annuale con quelli nuovi creati dagli artigiani.

La pista di pattinaggio

Ogni anno viene allestita anche una pista di pattinaggio. La troverete a pochi passi dal centro storico, vicino alla Porta di Floriana e alla Stazione Dworzec. Questa è l’opportunità per fare un po’ di movimento e scaldarvi, divertendovi a suon di musica natalizia. E, se non vi siete scaldati abbastanza, potete raggiungere il mercatino più vicino per regalarvi una cioccolata calda o un vin brûlé.

Cracovia a Natale, i luoghi più simbolici

Non solo mercatini e concorsi di presepi, visitare Cracovia a Natale significa poter visitare la città e i suoi luoghi più simbolici immersi in un’atmosfera unica.

La Basilica di Santa Maria

Uno dei simboli più importanti di Cracovia è sicuramente la Basilica di Santa Maria, situata proprio nel cuore della città, in Piazza del Mercato. Considerando che passerete qui tantissimo tempo, passeggiando tra i vari mercatini, trovate anche il tempo di visitare i suoi interni. Dell’edificio, realizzato in stile gotico, spiccano subito le due torri, di cui una visitabile da aprile a ottobre.

Al suo interno custodisce incredibili tesori: uno è considerato tra gli altari più belli d’Europa, risalente al 1489 e per il quale ci sono voluti ben 12 anni per essere costruito; l’altro è il soffitto della chiesa, dove vi sembrerà di ammirare un cielo stellato. In realtà si tratta della policromia di Jan Matejko, un’opera realizzata con tonalità d’oro su uno sfondo azzurro che ricorda un cielo con le stelle. La basilica è aperta anche durante i giorni di festa, dal lunedì al sabato dalle 11:30 alle 18:00 e la domenica e i festivi dalle 14:00 alle 18:00. Il biglietto d’ingresso costa 3,45 euro.

Basilica Cracovia

Fonte: iStock

Il soffitto della Basilica di Cracovia

Musei e gallerie d’arte

Gli amanti dell’arte, invece, non possono rinunciare al Museo Czartoryski. Fondato nel 1796, custodisce antichi manufatti, mobili, porcellane e arazzi, anche se l’opera che tutti desiderano vedere dal vivo è una. Stiamo parlando della Dama con l’Ermellino di Leonardo Da Vinci, considerato uno dei massimi tesori artistici della Polonia e quindi immancabile tra le cose da vedere a Natale a Cracovia. Il museo è aperto dal martedì alla domenica, compresi i giorni festivi, dalle 10:00 alle 18:00. Il biglietto d’ingresso costa 8 euro, mentre il martedì si entra gratis.

Se preferite ammirare le collezioni d’arte più moderne, inserite nel vostro itinerario il Museo dell’Arte Contemporanea MOCAK. Si tratta del primo museo aperto dopo la Seconda Guerra Mondiale e il più grande, nell’ambito dell’arte moderna, di tutta la Polonia. Anche questo museo è aperto dal martedì alla domenica, compresi i giorni festivi, dalle 11:00 alle 19:00 e il martedì l’ingresso è gratuito.

Il clima di Cracovia a Natale

Seppur la neve non sia sempre garantita, una cosa è certa: il clima di Cracovia a Natale sarà particolarmente freddo. Un dicembre “mite” a Cracovia è caratterizzato da temperature che si muovono intorno ai 3 gradi durante il giorno, mentre di notte farà più freddo e la temperatura diurna può scendere drasticamente. Ecco perché vi consigliamo di preparare al meglio la vostra valigia con tanti indumenti caldi perché i mercatini sono belli di giorno, ma è la sera che, grazie alle luci, diventano ancora più magici.

Come muoversi a Cracovia a Natale

Il centro storico di Cracovia, dove si trovano le attrazioni principali, è visitabile tranquillamente a piedi. Tuttavia, se aveste bisogno di spostarvi nelle zone limitrofe, consigliamo di utilizzare i mezzi pubblici per non rischiare di incorrere nel traffico e nell’eventualità che alcune strade vengano chiuse a causa dei mercatini o di altre iniziative sparse per la città.

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Perché Santiago di Compostela è la meta top per questo Natale

Non è solo l’ultima tappa di uno dei cammini più famosi ed emozionanti al mondo, il Cammino di Santiago, ma anche una città dalle architetture splendide, come la cattedrale barocca, e da una gastronomia in continua innovazione in grado di conquistare ogni palato. Se non l’avete mai presa in considerazione e state cercando una meta natalizia alternativa, Santiago di Compostela potrebbe fare al caso vostro, soprattutto grazie all’offerta proposta dalla compagnia Vueling.

A partire dal 24 dicembre 2024 fino al 7 gennaio 2025, Vueling, parte del gruppo IAG, riattiverà la sua rotta con voli che collegano Roma Fiumicino a Santiago di Compostela. I biglietti sono già disponibili sul sito ufficiale della compagnia con collegamenti frequenti e tariffe competitive. Ora vi manca solo pianificare l’itinerario perfetto: a questo ci pensiamo noi con qualche consiglio su come trascorrere le vacanze in questa meta top per il Natale.

Santiago di Compostela a Natale

Perché sfruttare l’offerta e scegliere Santiago di Compostela per Natale? Questa città della Spagna, capitale della Galizia, durante il periodo delle feste diventa ancora più magica grazie all’atmosfera creata dalle decorazioni che arricchiscono il centro storico Patrimonio UNESCO. Oltre a passeggiare tra le strade strette e acciottolate, piene di vita in questo mese dell’anno e di botteghe artigiane dove acquistare souvenir e idee regalo davvero speciali, potrete perdervi tra gli stand dei mercatini natalizi.

Il Mercatino Nadal, situato in Plaza de Quintana, offre un’ampia selezione di prodotti artigianali galiziani, dalla ceramica e pelletteria ai tessuti e ai gioielli, oltre che una ricca varietà di spettacoli musicali dal vivo, laboratori e attività per tutte le età. Durante il periodo natalizio, inoltre, Santiago di Compostela ospita una serie di presepi e mostre in tutta la città. Da non perdere è sicuramente il Presepe Monumentale installato in Plaza de Cervantes, dove troverete una ricostruzione su larga scala della Natività circondata da luci e decorazioni natalizie, oppure la mostra dedicata alle decorazioni natalizie tradizionali galiziane.

Atmosfera spirituale e specialità gastronomiche

Santiago di Compostela è famosa soprattutto per il cammino che, ogni anno, attira sempre più pellegrini provenienti da tutto il mondo, armati di zaino, stick e conchiglie. L’atmosfera spirituale, seppur si possa respirare in ogni periodo dell’anno, diventa ancora più profonda durante le feste. La Misa del Gallo (Messa del Pellegrino), una delle tradizioni più radicate nella cultura galiziana, organizzata tutti i giorni alle 12:00, il giorno di Natale viene celebrata a mezzanotte.

A Santiago di Compostela questa messa assume un significato speciale considerata l’importanza religiosa e spirituale che la città riveste per i pellegrini. Assistere alla Messa di Mezzanotte nella Cattedrale di Santiago, quindi, rappresenta un’esperienza unica che vi permetterà di vivere la spiritualità e l’emozione del periodo in un ambiente ricco di storia e simbolismo.

Non solo spiritualità, un viaggio in Galizia non si può dir completo senza aver provato alcune delle sue specialità. Tra i piatti tipici da provare consigliamo il pulpo a la gallega, servito solitamente come tapas, l’empanada, una sorta di torta ripiena con varie farciture, i peperoni Padrón e il lacón con cime di rapa. Infine, accompagnate i vostri pasti festivi con i deliziosi vini galiziani, in particolare l’Albariño.

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Gibellina, Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026

Rinata come nuova (da cui il nome Gibellina Nuova) dopo il terremoto del Belice del 1968, Gibellina è stata proclamata prima Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026 dal ministro della Cultura Alessandro Giuli. Il Comune siciliano in provincia di Trapani che conta poco più di tremila abitanti è da tempo un esempio virtuoso per gli appassionati di arte contemporanea. Qui si sono espressi artisti del calibro di Arnaldo Pomodoro, che hanno lasciato opere custodite nel Museo d’arte contemporanea Ludovico Corrao, che vanta una collezione di circa 2.000 pezzi, ma anche all’aperto.

Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026

Con il progetto “Portami il futuro”, Gibellina è stata nominata come prima Capitale italiana dell’arte contemporanea, un titolo introdotto quest’anno per la prima volta dal ministero della Cultura. La città ha avuto la meglio sulle altre quattro finaliste in gara su 23 candidate inizialmente: Carrara, Gallarate, Pescara e Todi. La motivazione è stata per la sua “capacità progettuale nel riattivare il suo straordinario patrimonio di opere, coniugandone il presente, memoria e futuro, conservazione e valorizzazione, attenzione al locale e ambizione internazionale” ma anche “per il suo coinvolgimento delle giovani generazioni e della cittadinanza tutta, interpellando il territorio più ampio sulla base di una comune consapevolezza civica, stringendo alleanze con istituzioni pubbliche e private, nazionali e transnazionali, per il fatto di essere città pioniera di ciò che oggi definiamo rigenerazione urbana”.

“Questo riconoscimento celebra una città simbolo di rinascita culturale e architettonica”, ha commentato il presidente della regione Sicilia, Renato Schifani “un luogo che, dalla tragedia del terremoto, ha saputo risorgere come punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea e l’innovazione creativa”.

Gibellina, il paese risorto con l’arte

L’economia di Gibellina si è sempre basata sull’agricoltura, e ancora oggi qui si coltivano meloni gialli, ma anche cereali, viti, ulivi (con l’Oliva Nocellara del Belice), alberi da frutto, agrumi e il paesaggio è puntellato di allevamenti di ovini. Dopo il terremoto si è sviluppato anche un certo tipo di turismo, soprattutto da parte di stranieri, che vengono attratti dalle opere d’arte contemporanea presenti nel paese. Il vecchio centro, distrutto dal sisma, è stato abbandonato e negli Anni Ottanta ed è stato trasformato nel Cretto di Burri, un’opera di land art dell’artista Alberto Burri. Il Comune di Gibellina Nuova dove vive la popolazione è stato ricostuito a una decina di chiometri di distanza.

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Fonte: Getty Images

L’ingresso stradale al Comune di Nuova Gibellina è un’opera d’arte

L’idea innovativa

Fu un’idea dell’ex Sindaco Ludovico Corrao quella di “umanizzare” il territorio chiamando a Gibellina diversi artisti di fama internazionale ecome Pietro Consagra e Alberto Burri. Propio Burri si rifiutò di inserire una sua opera d’arte nel nuovo contesto urbano che si stava costruendo e decise di realizzare il Cretto di Burri, o Grande Cretto, sulla vecchia Gibellina, a memoria del sisma che la distrusse. All’appello del Sindaco risposero altri artisti: da Mario Schifano ad Andrea Cascella, da Pomodoro a Mimmo Paladino, da Franco Angeli a Leonardo Sciascia. Il paese divenne così fin da subito un immenso laboratorio di sperimentazione e pianificazione artistica, in cui artisti e opere di valore rinnovarono lo spazio urbano secondo una prospettiva innovativa.

Il Cretto di Burri

I resti del terremoto sono ancora visibili, in parte, sotto il Cretto di Alberto Burri, un monumento della morte che ripercorre le vie e vicoli della vecchia città di Gibellina. Il Cretto sorge nello stesso luogo dove una volta vi erano le macerie, attualmente “cementificate” dall’opera dell’artista. Dall’alto, l’opera appare come una serie di fratture di calcestruzzo sul terreno, il cui valore artistico risiede nel congelamento della memoria storica di un paese. Il cretto è una tra le opere d’arte contemporanea più estese al mondo.

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Fonte: 123RF

Il celebre Cretto di Burri a Gibellina, in Sicilia
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Gardaland, la festa di Halloween è magica

Una delle feste di Halloween più belle in Italia è quella di Gardaland. I bambini ne vanno matti, e quest’anno il parco si trasforma in un vero e proprio luogo horror. E la festa non si limita alla notte di Halloween, ma dura per tutto il weekend fino al 3 novembre.

La festa di Halloween a Gardaland

Quest’anno, Gardaland Resort ha creato nuove esperienze immersive pensate per offrire un divertimento personalizzato a seconda delle età per il Gardaland Magic Halloween.

Accoglienza da brividi

Gli ospiti vengono coinvolti a 360° gradi per sentirsi protagonisti di momenti unici. Durante le giornate di apertura, ad accogliere le famiglie all’ingresso del parco le attende lo show “Welcome to Halloween”, che vede protagonisti dei simpatici scheletri colorati. Lungo i viali del parco le famiglie con bambini possono vivere un’avventura tra scenografie e animazioni che combinano il giusto pizzico di paura al divertimento, immersi in un grande set da brivido, tra vampiri, zucche, fantasmi e pipistrelli. Non mancano Meet & Greet e Street Animation, tra cui uno scenografico drago e la Mostro Band, la band noir più simpatica che ci sia.

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Fonte: Ufficio stampa

Punti selfie a Gardaland

Gli show di Halloween

Tanti anche gli spettacoli a tema Halloween. Al Gardaland Theatre – tra musiche live, acrobazie, danze e strabilianti coreografie – va in scena il nuovo spettacolo “Anubis”, un’avvincente storia ambientata nell’aldilà egizio, in cui il potente dio Anubi minaccia la pace delle anime. I visitatori possono lasciarsi avvolgere dalle atmosfere oscure del Villaggio Inglese con “Il lamento degli abissi”, uno show fatto di canti, balli, acrobazie e costumi scenografici in cui una ciurma di pirati viene presa in ostaggio dal canto di malefiche sirene.

Per i più piccoli, invece, lo spettacolo è “Vlad in Love”, al Teatro della Fantasia, in cui il Conte Vlad cercherà di conquistare la sua amata con sorprendenti magie. Al cinema 4D, sabato 12 ottobre, debutta “Dracula 4D”, il nuovo cortometraggio appositamente realizzato per la quarta dimensione, ricco di suspence in cui un giovane adolescente e suo padre risveglieranno accidentalmente il vampiro Dracula tenendo, così, tra effetti speciali e poltrone in movimento, gli spettatori con il fiato sospeso per tutta la proiezione.

Gardaland-Magic-Halloween-2024_zucche

Fonte: Ufficio stampa

Zucche nel parco di Gardaland

Trick or Treat

Non c’è Halloween senza dolcetto o scherzetto. Ecco allora che al parco i bambini possono cimentarsi nella caccia al dolcetto secondo la tipica tradizione anglosassone. Non mancano, poi, dolci per i bambini e cocktail per i genitori tutti a tema, disponibili nei vari punti ristoro di Gardaland.

Halloween al Gardaland SEA LIFE Aquarium

In occasione di Halloween, anche Gardaland SEA LIFE Aquarium si trasforma con scenografie mostruose e ambientazioni a tema. Tra zucche, scheletri e zombie, i visitatori possono ammirare le creature che popolano le vasche e conoscere i simpatici leoni marini. L’aquario è aperto dal sabato alla domenica dalle 10:00 alle 18:00 mentre il lunedì dalle 10:00 alle 17:00.

Halloween Party

La sera del 31 ottobre, piazza Jumanji si trasforma in una grande pista da ballo per l’Halloween Party. Fino a tarda notte, la piazza ospita DJ set con tanti ospiti pronti a far scatenare tutti i visitatori in un evento che conclude il mese più spaventosamente divertente dell’anno, con un’esplosione di musica, balli e atmosfere horror.

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Fonte: Ufficio stampa

Scheletri e zombie insieme alla mascotte di Gardaland, Prezzemolo

Le novità di Gardaland

Tra le novità più attese della stagione di Gardaland c’è l’attrazione intitolata “Wreckage – The Horror Experience”, un tunnel che promette di far vivere un’esperienza altamente immersiva per maggiori di 14 anni (l’ingresso prevede un biglietto aggiuntivo). Ambientata in una stazione spaziale disastrosamente precipitata sulla Terra, è una delle esperienze più coinvolgenti e inquietanti mai realizzate a Gardaland: i temerari che oseranno addentrarsi al suo interno, infatti, troveranno ad attenderli in ogni angolo del labirinto una macabra sorpresa che metterà alla prova i loro nervi.

Gli eventi da brividi

Tra gli eventi imperdibili c’è sicuramente il Venerdì da Paura, non soltanto in occasione di Halloween, ma ogni venerdì dalle 17:00 alle 22:00, durante i quali ogni angolo del parco viene invaso da atmosfere horror trasformandolo in un universo spettrale popolato da creature inquietanti e scenari spaventosi.
Imperdibili in queste serate sono le Scary Zone, due aree delimitate infestate da zombie che mettono alla prova il coraggio di chi decide di addentrarsi all’interno.

Ogni venerdì, inoltre, nella piazza Jumanji, i visitatori possono scatenarsi a ritmo di musica – anche questa da paura – di DJ Eros e dei suoi Scary DJ Set che trasformano la piazza in una discoteca all’aperto da brividi. Il perfetto after-party per concludere in grande stile una serata ricca di coinvolgenti esperienze spettrali.

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Fonte: Ufficio stampa

Ci si trucca per l’Halloween Party

Orari di apertura di Gardaland

Nel periodo di Gardaland Magic Halloween, il parco resta aperto in via del tutto eccezionale tutti i lunedì dalle 10:00 alle 17:00, tutti i Venerdì da Paura dalle 17:00 alle 20:00, sabato e domenica dalle 10:00 alle 20:00. Apertura straordinaria tutti i giorni fino al 3 novembre. Il biglietto intero costa 39 euro, se acquistato online, 49 in biglietteria. Aggiungere l’attrazione “Wreckage – The Horror Experience” costa 4,90 euro. Per l’Halloween Party del 31 ottobre con ingresso alle 18:00 costa 29 euro online e 34 in biglietteria. I bambini sotto i 90 cm di altezza entrano gratis.

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Dopo il successo della serie Tv, la villa dei fratelli Menendez è ora meta di turismo

Chi afferma di non aver guardato la serie Tv sui fratelli Menendez sta mentendo! Monsters: La storia di Lyle ed Erik Menendez, la serie Netflix ideata da Ryan Murphy, è diventata la serie più vista su Netflix per una settimana consecutiva con 153,8 milioni di visualizzazioni. La serie racconta la vera storia di Erik e Lyle Menendez, i due ragazzi che assassinarono i loro genitori, Jose e Kitty Menendez, nella loro villa di Beverly Hills nel 1989, e il conseguente scandalo mediatico scoppiato quando il pubblico scoprì il motivo per cui i due fratelli avevano commesso il gesto. Ryan Murphy lo ha definito “la cosa migliore che sia capitata ai fratelli Menendez negli ultimi 30 anni”. Lo stesso non si può dire per i loro vicini di casa.

Dopo il successo della serie, infatti, la vecchia casa della famiglia è stata letteralmente invasa dai turisti. A lamentarsi, come ha riportato il Los Angeles Times, sono i residenti intorno alla villa di Elm Drive che hanno visto il loro quartiere trasformarsi da un posto tranquillo in cui vivere al ritrovo quotidiano di curiosi, turisti e appassionati di Dark Tourism.

La villa dei fratelli Menendez è diventata una meta turistica

La villa di Beverly Hills, situata nel distretto 90210, uno dei più prestigiosi degli Stati Uniti d’America, acquistata da Jose Menendez nel 1988 per la modica cifra di 4 milioni di dollari, ha fatto da sfondo a uno dei crimini più discussi della fine degli anni ’90. In seguito agli omicidi, la proprietà è rimasta sul mercato immobiliare per diversi anni perché nessuno desiderava (ovviamente) acquistarla, fino a quando, ironia della sorte, fu venduta a William Link, co-creatore della serie televisiva di successo Murder, She Wrote, passando successivamente ad altri proprietari. Dopo il crimine c’è voluto un po’ di tempo prima che il quartiere tornasse a vivere tranquillamente la pace e il lusso del famoso distretto…fino ad oggi.

I residenti, infatti, in seguito al successo della serie Netflix, hanno cominciato a lamentarsi della presenza di persone e curiosi a tutte le ore della notte, bloccando le strade con le auto e disturbando la quiete del vicinato. Il mese scorso, la polizia di Beverly Hills ha ricevuto 18 chiamate per forti rumori e violazioni di domicilio, mentre la casa è diventata tappa imperdibile anche dei classici bus turistici. Non mancano anche i turisti italiani: “È affascinante visitare questo posto, qualcosa che vedi sempre sugli schermi e hai l’opportunità di vederlo nella vita reale”.

Fratelli Menendez serie Netflix

Fonte: Netflix

Fratelli Menendez in tribunale nella serie Netflix

Le altre location degli orrori che attraggono i turisti

La casa dei Menendez è solo l’ultima delle location diventate attrazione turistica dopo che al loro interno si è consumato un crimine. Basti pensare al Cecil Hotel, un mega albergo di 700 stanze diventato famoso come l’hotel più pericoloso di Los Angeles in quanto scenario di tutta una serie di omicidi/suicidi. O, per chi è familiare con il libro A sangue freddo di Truman Capote, la casa di Holcomb, in Kansas, dov’è stata brutalmente uccisa la famiglia Clutter alla fine degli anni ’60, che divenne negli anni ’90 una vera attrazione con tanto di biglietto d’ingresso. Una pratica che venne sospesa a causa dell’indignazione della comunità e delle restrizioni urbanistiche.

Molte location diventate famose in seguito al successo delle serie Tv Netflix invece, come l’appartamento di Jeffrey Dahmer, non hanno fatto in tempo a diventare famose perché furono abbattute per evitare di intralciare possibili vendite degli immobili o altri progetti edilizi. Oppure, ci sono ville che hanno mantenuto intatta la loro bellezza diventando mete turistiche a tutti gli effetti, come la reggia di Versace a Miami, oggi hotel e ristorante.

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Scopri le migliori mete per le vacanze di Natale 2024

L’estate è ormai alle spalle e con essa la voglia di scoprire il mondo torna a farsi sentire. Dopo le tanto attese vacanze estive, le festività di Natale, Capodanno ed Epifania rappresentano un’altra occasione perfetta per staccare la spina, ricaricare le energie e viaggiare ancora. Ma cosa organizzare per le vacanze di Natale 2024? Oltre alla classica montagna, le opzioni sono molteplici e variegate. Gattinoni Travel propone una selezione di mete ideali per vivere esperienze uniche e suggestive durante la stagione fredda.

Destinazioni calde per le tue vacanze di Natale 2024: Maldive, Dubai e Abu Dhabi

Le Maldive, un paradiso tropicale senza inverno, sono una delle mete più gettonate per chi ama il mare anche durante la stagione fredda. Qui le temperature si mantengono tra i 25 e i 30 gradi, rendendole il rifugio perfetto per chi desidera relax e bellezza naturale. Potrai scegliere tra resort di lusso, come le water villa con piscina privata e pavimento trasparente per ammirare i pesci sott’acqua, oppure opzioni più economiche che offrono comunque spiagge bianchissime e un mare cristallino.

Resort alle Maldive sull'acqua

Fonte: Getty Images Signature

Water Villa Resort

Se invece per le tue vacanze di Natale 2024 cerchi una combinazione di mare e cultura, Dubai e Abu Dhabi sono due città che uniscono modernità, lusso e tradizione. Dubai, la più cosmopolita, incanta con il Burj Khalifa, le spiagge del quartiere JBR, lo spettacolo delle fontane danzanti e il più grande centro commerciale del mondo, il Dubai Mall. Abu Dhabi, invece, è perfetta per chi ama le attrazioni culturali: il Museo del Louvre Abu Dhabi, la Moschea dello Sceicco Zayed, il Ferrari World e i Warner Bros Studios sono solo alcune delle sue meraviglie, adatte per tutta la famiglia. Senza dimenticare le spiagge bianchissime di Saadiyat Island 

Esplorare nuove culture: Arabia Saudita e Thailandia 

Per vacanze da sogno ancora più autentiche e lontane dalle classiche mete turistiche, l’Arabia Saudita è una destinazione in crescita che offre città storiche come Riyadh, Jeddah (sito patrimonio UNESCO) e la meravigliosa AlUla. Un viaggio in Arabia Saudita ti farà scoprire luoghi sacri come Medina e la famosa Moschea Galleggiante. 

Viaggio da sogno in Thailandia

Fonte: Getty Images

Chiang Mai, Thailand

Africa e Safari: Sud Africa e Tanzania

Per gli amanti dell’avventura, il Sud Africa è un sogno che diventa realtà. Da Città del Capo ai celebri vigneti, fino ai safari all’alba per avvistare i “Big Five” (leoni, leopardi, rinoceronti, bufali ed elefanti), questo Paese regala emozioni indimenticabili. Anche la Tanzania, con la sua Grande Migrazione di gnu e zebre attraverso il Serengeti che inizia in dicembre, è una meta che offre spettacoli naturali mozzafiato. 

Un momento di safari in tanzania

Fonte: Getty Images

Safari al Serengeti National Park in Tanzania

Esperienze fiabesche in Europa: Finlandia e mercatini di Natale

Se desideri un’esperienza invernale da favola, la Finlandia con il villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi è la meta ideale. Potrai visitare lo zoo artico, fare un tour nella fattoria delle renne e immergerti nell’incanto della Lapponia. Se ami il Natale, non puoi perderti i mercatini europei in città come Innsbruck, Vienna, Strasburgo e Salisburgo, oppure i più tradizionali mercatini in Italia, come quelli del Trentino-Alto Adige o di Napoli.

Mercatini di Natale a Vienna

Fonte: Getty Images Signature

Mercatini di Natale di Rathausplatz a Vienna

Cosa aspetti a pianificare le tue vacanze di Natale 2024? Le soluzioni di viaggio proposte da Gattinoni Travel ti portano a vivere esperienze indimenticabili, con destinazioni adatte a ogni esigenza e desiderio.  

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La Via Jonica-Land for All, il nuovo itinerario di 215 km tra mare e natura

C’è chi visita i luoghi di fretta, scatta una foto e passa alla prossima destinazione e chi, invece, sceglie di andare piano e di esplorare il territorio con maggiore consapevolezza. È anche a questa seconda categoria di viaggiatori che viene dedicato il nuovo progetto di promozione turistica della Puglia “La Via Jonica-Land for All”, parte di uno dei sette programmi di rete per il turismo accessibile finanziati attraverso il Progetto C.Os.T.A. (Comunità Ospitali per il Turismo Accessibile).

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di creare il primo cammino interamente accessibile d’Italia, permettendo a chiunque di intraprendere i 215 chilometri tra il blu del mare e il verde di vigneti, uliveti, zone umide e macchia mediterranea. A capo del progetto c’è Naturalmente a Sud Aps che, insieme a una rete composta da enti, imprese e associazioni, si impegnerà per promuovere un’idea di vacanze in Puglia senza barriere.

Vacanze accessibili in Puglia con il progetto C.Os.T.A.

Il progetto C.Os.T.A. “La Via Jonica-Land for All” nasce da un desiderio condiviso sia dalla Regione che dai Comuni e dalle attività turistiche e del terzo settore: rendere la Puglia un territorio sempre più accogliente e inclusivo, dove i pugliesi e i turisti possano godere pienamente del mare, dei borghi e dei paesaggi in tutte le stagioni.

Come ha affermato Gianfranco Lopane, Assessore al Turismo Regione Puglia: “La rete non riguarda solo l’accessibilità fisica dei luoghi, privi di barriere architettoniche, ma soprattutto la loro integrazione con il territorio e il tessuto sociale. Le iniziative che abbiamo finanziato con l’avviso C.O.s.T.A., per un valore complessivo di oltre 1,3 milioni di euro, consentiranno di realizzare e qualificare servizi di ospitalità: dall’acquisto di materiali e strumenti tecnologici per l’escursionismo alla creazione di pacchetti turistici ad hoc, con il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità in tirocini di inclusione lavorativa”.

Luca Scandale, Direttore generale di Pugliapromozione, ha dichiarato invece: “Turismo accessibile a tutti e per 365 giorni l’anno, questi sono i traguardi che ci proponiamo di raggiungere attraverso il progetto C.Os.T.A. Per chi sceglie la Puglia per le vacanze, e viaggia con persone con disabilità, sarà utile sapere prima di venire qui l’accessibilità degli attrattori. È un lavoro impegnativo di mappatura che metteremo in cantiere”.

Il cammino della Via Jonica

L’iniziativa vede protagonisti i comuni di Taranto, Manduria, Lizzano, Pulsano, Crispiano, Laterza e Ginosa, che insieme compongono la parte ionica del Cammino Materano, riconosciuto come Best Practice Europea nel Progetto Green Pilgrimage. “La Via Jonica-Land for All” rispetta appieno la tradizione storica e culturale del territorio che, da sempre, è incline ad accogliere, ospitare e fare delle differenze un valore di crescita. In generale, la Via Jonica rappresenta il prolungamento lungo il Golfo di Taranto del Cammino Materano lungo 215 chilometri.

Si tratta di una zona d’Italia splendida perché custodisce insieme bellezze paesaggistiche, storiche e archeologiche, da scoprire rigorosamente a passo lento. Il cammino parte da Taranto, la città dei due mari, e arriva a Leuca, la finis terrae d’Italia, luogo sacro della civiltà europea e mediterranea perché considerato come punto d’incontro di popoli e culture, oltre che dei pellegrini diretti a Roma o in Terra Santa.

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WizzAir lancia nuove rotte: dove volare low cost durante l’inverno

Per i viaggiatori, la stagione invernale in arrivo rappresenta l’occasione ideale per esplorare mete insolite e godersi l’esperienza unica del viaggio, grazie all’ampia scelta di destinazioni offerte dalla compagnia aerea low cost Wizz Air.

Con la nuova programmazione, si può facilmente raggiungere tantissime città europee, ma anche luoghi più esotici nel Medio Oriente e in Africa, senza spendere una fortuna. L’offerta di Wizz Air per l’inverno 2024-2025 si presenta come una delle più ricche e competitive, perfetta per chi cerca un’esperienza di viaggio accessibile e rispettosa dell’ambiente.

Grazie alle nuove rotte e ai servizi innovativi, la compagnia risponde alle esigenze dei passeggeri di oggi, con un occhio di riguardo alla sostenibilità e alla comodità. Vediamo insieme quali sono le nuove rotte offerte da Wizz Air.

44 nuove rotte e un’offerta record per l’inverno di Wizz Air

Wizz Air ha ufficialmente dato il via alla stagione invernale 2024-2025 con un ampliamento senza precedenti della sua offerta. Con 44 nuove rotte e un totale di 28 milioni di posti disponibili, la compagnia si prepara a soddisfare una domanda crescente, mantenendo il proprio impegno verso la sostenibilità e l’accessibilità delle tariffe.

Tra le novità principali della stagione, spicca il primo scalo di Wizz Air a Salerno, che amplia così la rete delle città servite in Italia. Inoltre, la compagnia aerea introdurrà nuove destinazioni in Africa e Medio Oriente, offrendo voli diretti verso luoghi di grande interesse come Giza e Sharm El Sheikh in Egitto e Chisinau in Moldavia.

Quest’inverno, Wizz Air ha messo a disposizione milioni di posti a prezzi competitivi su un totale di oltre 600 rotte che coprono l’Europa, il Nord Africa, il Medio Oriente e l’Asia Centrale. Questa è la più grande disponibilità invernale mai offerta dalla compagnia, una scelta strategica per consolidare la propria presenza e rispondere alle richieste dei viaggiatori che desiderano mete a prezzi accessibili anche in stagione fredda.

Wizz Air: crescita e innovazione continua

La scorsa estate, Wizz Air ha registrato un traffico significativo con 40 milioni di passeggeri trasportati su 200.000 voli, ottenendo un tasso di completamento dei voli del 99,3%, un indice di affidabilità che rafforza la fiducia dei viaggiatori nei confronti della compagnia.

Inoltre, per migliorare l’esperienza dei passeggeri e ampliare le opzioni di prenotazione, Wizz Air ha lanciato nuovi servizi di abbonamento. Tra questi spicca l’opzione “All You Can Fly”, che offre voli illimitati a chi desidera viaggiare frequentemente. L’introduzione di metodi di pagamento digitali come Apple Pay e Google Pay semplifica ulteriormente il processo di prenotazione, rendendolo più rapido e accessibile per tutti.

Impegno verso la sostenibilità

Wizz Air è riconosciuta come una delle compagnie aeree più attente all’ambiente e continua a lavorare per ridurre le emissioni di CO2. Con una media di 52,6 grammi di CO2 per passeggero/chilometro, mantiene il più basso tasso di emissioni nel settore.

In collaborazione con Airbus, Wizz Air sta inoltre testando carburanti sostenibili SAF (Sustainable Aviation Fuel), in linea con le normative ambientali RefuelEU che entreranno in vigore nel 2025. Questo progetto sottolinea il continuo impegno della compagnia nel ridurre l’impatto ambientale dei propri voli, facendo della sostenibilità una priorità strategica.

L’entusiasmo per la stagione invernale è evidente nelle parole di Sasha Vislaus, Corporate Communication Manager di Wizz Air, che ha dichiarato: “Siamo entusiasti della nostra stagione invernale più grande di sempre. Rimaniamo impegnati a crescere in Italia e a garantire ai passeggeri viaggi convenienti e sostenibili.”