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Puoi dormire nel cottage di “L’amore non va in vacanza” e vivere un’esperienza da film

Le esperienze di viaggio, quelle belle, suggestive e indimenticabili, passano anche per gli alloggi che giorno dopo giorno, grazie a proposte sempre più inedite e originali, si trasformano negli sfondi perfetti dei nostri ricordi più belli da vivere e da condividere con le persone che amiamo.

Ci sono le case sugli alberi, quelle che ci permettono di ristabilire il contatto primordiale con la natura, gli hotel a tema e gli alloggi che sembrano usciti da una fiaba. E poi ci sono tutte quelle strutture ricettive che ci fanno sentire i protagonisti delle pellicole più belle che abbiamo visto sul grande e sul piccolo schermo.

E sono proprio i panni di quei protagonisti che possiamo indossare, almeno idealmente, a partire dal prossimo gennaio. Su Airbnb, infatti, è arrivato l’iconico cottage inglese che abbiamo visto nel celebre film “L’amore non va in vacanza”, lo stesso che possiamo prenotare per vivere e condividere un’esperienza romantica e senza eguali.

Un’esperienza da film

Anche se sono passati anni dall’uscita della celebre pellicola distribuita dalla Columbia Pictures e diretta da Nancy Meyers, nessuno ha dimenticato quella storia d’amore che ha fatto battere il cuore ai più romantici e che ha narrato le vicende sentimentali di Iris Simpkins e di Amanda Woods, rispettivamente interpretate da Kate Winslet e Cameron Diaz. Un film, quello del 2006, che si è trasformato in cult da vedere e da rivedere, soprattutto durante le festività natalizie.

Entrambe con il cuore in frantumi, le due donne scelgono di ricominciare scambiandosi la propria abitazione per un periodo di tempo. È in questo preciso momento che, nella pellicola, viene presentato il meraviglioso Rosehill Cottage di Iris, quello nel quale Amanda si trasferisce. In realtà, però, quella suggestiva e pittoresca casa di campagna che abbiamo adorato guardando il film, non è altro che un set cinematografico costruito ad hoc per la pellicola.

La casa più bella vista nella pellicola, in realtà non esiste. Ma nella contea di Surrey, nell’Inghilterra sud orientale, esiste un cottage al quale il regista si è ispirato per ricostruire le ambientazioni cinematografiche. Ed è proprio quella casa che adesso è sbarcata su Airbnb, per permettere a chiunque di vivere una favola d’amore, proprio come quella del film.

Il cottage inglese del film L'amore non va in vacanza è su Airbnb

Fonte: Ufficio Stampa

Il cottage inglese del film L’amore non va in vacanza è su Airbnb

Dormire nel cottage del film L’amore non va in vacanza

Il suo nome è Honeysuckle Cottage, ed è una casa situata nel Surrey, una deliziosa contea inglese ad appena 30 chilometri dalla città di Londra. È qui che tra paesaggi silenziosi e campagne che si perdono all’orizzonte, possiamo trovare quel cottage inglese che ha ispirato le ambientazioni che hanno fatto da sfondo alle storie dell’iconico film “L’amore non va in vacanza”.

A partire da gennaio 2023, quindi, tutti gli inguaribili romantici e gli appassionati del cinema, potranno dormire nel luogo originale che ha suggestionato il regista, per rivivere la magia della pellicola e trascorrere momenti romantici e indimenticabili con il proprio partner.

Proprio come nel film, il cottage è completamente immerso nella campagna e offre una vista mozzafiato sulle Surrey Hills che caratterizzano il paesaggio. Non mancano neanche un giardino suggestivo, circondato da siepi e da alberi, travi in legno e un camino, proprio come quelli visti nella pellicola.

Il cottage de “L’amore non va in vacanza” sarà prenotabile su Airbnb a partire da gennaio 2023. Pronti a diventare i protagonisti della più romantica pellicola d’amore?

Il cottage inglese del film L'amore non va in vacanza è su Airbnb

Fonte: Ufficio Stampa

Il cottage inglese del film L’amore non va in vacanza è su Airbnb
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Come in una favola: il magico castello di cotone

Ci mettiamo in viaggio per tantissimi motivi, uno diverso dall’altro. Eppure tutti hanno in comune il medesimo obiettivo, quello di farci vivere esperienze straordinarie e mozzafiato destinate a trasformarsi nei ricordi più belli di una vita intera.

E non serve andare alla ricerca di chissà quale adrenalinica avventura per emozionarsi e incantarsi ogni volta, perché spesso è proprio all’improvviso che si palesano davanti ai nostri occhi le visioni più straordinarie di sempre. Tutto merito di Madre Natura, che come un sapiente artigiano, ha creato quegli spettacoli incredibili che lasciano ogni volta senza fiato, e che sono così belli da non sembra reali.

È successo in Turchia, per esempio, che il territorio sul quale si snodava l’antica città di Hierapolis, di cui oggi restano solo rovine, si è trasformato nel palcoscenico di uno spettacolo di immensa bellezza. Proprio lì dove viaggiatori di tutto il mondo possono sentirsi protagonisti di una favola, e vivere un sogno dentro a un magico castello di cotone.

Vivere una favola in Turchia

Il nostro viaggio di oggi ci porta in Turchia, tra le meraviglie di un Paese straordinario che è destinato a incantare in ogni periodo dell’anno e in tutte le stagioni. Lo fa con quell’intreccio di culture che affondano radici in imperi e popolazioni antiche e lontane, con l’arte e con la storia, con le testimonianze di un passato complesso e glorioso che non si può dimenticare. Ma lo fa anche con le città vivaci e dinamiche e con tutti quei paesaggi naturali che sono oggi patrimonio dell’intera umanità.

Ed è proprio allo scoperta di un paesaggio che è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco che oggi vogliamo andare insieme a voi, in un viaggio che ci porta a esplorare uno dei luoghi più belli, suggestivi e incantati di questo pianeta, e che porta proprio la firma di Madre Natura.

Si tratta di Pamukkale, un’area naturale situata nella Turchia sud-occidentale, in provincia di Denizli, e che si snoda nei pressi delle rovine dell’antica città di Hierapolis. Proprio qui, inaspettatamente, si apre davanti agli occhi di chi giunge fin qui uno spettacolo mozzafiato che è così bello da non sembrare reale: un magico castello di cotone che sembra uscito da un libro di fiabe.

Pamukkale, il castello di cotone

Fonte: iStock

Pamukkale, il castello di cotone

Pamukkale: il magico castello di cotone

Il nome di questo sito naturale, che negli anni si è trasformato in una vera e propria attrazioni turistica, altro non è che un preludio all’esperienza magica che si vive una volta giunti fin qui. Pamukkale, infatti, in turco significa castello di cotone.

Perché è proprio a un castello bianco e candido, e soffice come il cotone, che sembra assomigliare quel panorama che si apre davanti agli occhi di chi guarda e che si estende maestoso e fiero caratterizzando tutto il territorio circostante. In realtà, anche se sembra un edificio architettonico dalle fattezze incantate, è stata la natura a creare questo complesso così suggestivo e straordinario.

Tutto merito dei movimento tettonici che hanno stimolato la nascita di numerosi fonti termali. Pamukkale, infatti, è una delle SPA naturali più belle del mondo intero. Questo spettacolo della natura è caratterizzato da terrazze dalla forma circolare che si sovrastano, una sopra l’altra, e che raggiungono un’altezza di 160 metri. Le acque delle sorgenti, inoltre, fanno da contrasto agli spessi strati di calcare e travertino che li ospitano e che si abbarbicano lungo il pendio della montagna fino a creare una fortezza di cotone tutta da scalare.

La visione, che appare davanti agli occhi di guarda, è sublime e spinge a viaggiare con la fantasia. C’è chi resta fedele al nome stesso del luogo, immaginando quindi di stare in un castello di cotone uscito da una fiaba. C’è chi invece ha come l’impressione di trovarsi nel bel mezzo di una montagna innevata e chi, ancora, immagina di attraversare delle cascate di ghiaccio. Quello che è certo è che la visione del paesaggio è così bella che la realtà supera di gran lunga l’immaginazione.

Pamukkale, il castello di cotone

Fonte: iStock

Pamukkale, il castello di cotone
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La città dove Natale è il 7 gennaio e Capodanno il 14

Mentre tutti noi stiamo festeggiando il Natale e ci prepariamo al Capodanno, c’è una città in cui la frenesia delle vacanze più amate dell’anno non è ancora giunta al suo culmine. Ebbene sì: in questo luogo meraviglioso – e un po’ magico – il calendario è molto diverso rispetto a quello cui siamo abituati, e se vi aggiungiamo tradizioni davvero lontane dalle nostre, il gioco è fatto. Andiamo alla scoperta di questa splendida città, assolutamente da inserire nella lista delle mete da visitare.

Viaggio a Tbilisi, per un Natale magico

Dicembre è un mese festivo per gran parte del mondo: le famiglie si radunano per preparare l’albero di Natale e per godere del calore del focolare davanti alle tavole imbandite, e chi ama girare un po’ ne approfitta per scoprire i più bei mercatini natalizi. C’è però una città in cui tutto questo slitta di qualche settimana in avanti, a causa di tradizioni che affondano le radici molto lontane nel tempo. Si tratta di Tbilisi, la splendida capitale georgiana dove le feste sono davvero molto sentite.

Nella Georgia, la religione più diffusa è il Cristianesimo Ortodosso: la sua Chiesa è una delle poche al mondo – accanto a quella russa, serba, macedone e gerosolimitana – a seguire ancora il calendario giuliano, ormai soppiantato quasi ovunque da quello gregoriano (su cui noi stessi ci basiamo). Una delle differenze che più salta all’occhio è proprio quella che riguarda alcune delle ricorrenze liturgiche più importanti. A Tbilisi, come in tutto il Paese, il Natale non cade il 25 dicembre e – allo stesso modo – il Capodanno non si festeggia il 31 dicembre.

I cittadini georgiani celebrano la nascita di Gesù all’inizio dell’anno, e più precisamente il 7 gennaio. E, seguendo il calendario tradizionale, il loro Capodanno cade il 14 gennaio, giorno in cui terminano tutte le feste. Cosa succede invece a dicembre? L’atmosfera natalizia è già più viva che mai, con tantissime luci che regalano al centro storico di Tbilisi un aspetto davvero sognante. I più piccolini si godono giornate a giocare sulla neve, aspettando l’arrivo di Tovlis Papa: il Babbo Natale georgiano, da tradizione, porta regali nella notte del 31 dicembre – ma solo a chi ha fatto il bravo per tutto l’anno!

Alla scoperta di Tbilisi, vera meraviglia

La capitale della Georgia, vestita a festa, è un luogo davvero magico e tutto da vivere. Ma anche durante il resto dell’anno merita assolutamente una visita: non ci saranno luminarie bellissime e alberi di Natale da ammirare, tuttavia la città ha un fascino incredibile che regala splendide emozioni in ogni momento. Forse la parte più bella è il nucleo antico, chiamato “Città Vecchia”: tra i vicoli in pietra, si possono ammirare splendide chiese come la Basilica ortodossa di Anchiskhati, per poi salire verso la Fortezza di Narikala, che offre un panorama da mozzare il fiato.

E ancora, si può andare alla scoperta della Tbilisi più autentica immergendosi tra le bancarelle del Mercato dei Disertori, chiamato così perché in passato i disertori dell’esercito vi passavano per vendere le loro armi. È il luogo giusto per assaporare i deliziosi prodotti tipici georgiani, scoprendo colori e profumi di una cucina molto diversa dalla nostra. Ma la città è anche un vero concentrato di musei, quindi non resta che fare un tuffo nella storia visitando il Museo dell’occupazione sovietica o concedersi qualche ora tra capolavori unici al mondo presso il Museo di belle arti Shalva Amiranashvili.

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Ghadames, “la città perfetta del deserto”

Ai margini del deserto del Sahara, 600 chilometri a sud-ovest di Tripoli, esiste una città “perfetta”, progettata nel dettaglio per resistere alle temperature estreme e ai forti venti che generano tempeste di sabbia.

Si tratta di Ghadames, “Perla del Deserto”, dalle imponenti mura bianche e ocra, ombreggiata da palme: un’oasi spettacolare che ha ottenuto il riconoscimento UNESCO, uno dei più significativi capolavori architettonici del Sahara nonché fulgido esempio di pianificazione ambientale.

Il segreto per resistere al caldo e al freddo estremi

Antica città di Ghadames

Fonte: iStock

Antica città di Ghadames

Ghadames, nota da almeno 2000 anni, deve la sua attuale struttura compatta agli arabi musulmani che la edificarono nel VII secolo e si è poi espansa nel corso dei secoli.

Con temperature che in estate raggiungono i 55 gradi e in inverno scendono sotto lo zero, la città  è plasmata da un labirinto di passaggi ombrosi, sinuose zinqas (vicoli ad arco ricoperti di legno di palma), e lucernari che portano illuminazione e ventilazione, agevolano l’orientamento e mantengono la temperatura a circa 20 gradi.
L’idea alla base dei passaggi curvi è impedire il passaggio di raffiche di sabbia del deserto.

Le pareti interne delle abitazioni, che risplendono di bianco con uno strato protettivo di calce, sono state costruite con mattoni di fango essiccati al sole: tale miscela di argilla, sabbia e paglia era stratificata sopra le pietre che le isolavano dall’umidità.

Il segreto di questa tecnica costruttiva così ingegnosa sta nei muri: infatti, grazie agli spessi muri di terra o pietra, il calore del sole tarda ad arrivare all’interno degli edifici durante il giorno e viene irradiato verso il cielo durante la notte. In questo modo, al mattino, le pareti si sono raffreddate abbastanza da poter ricominciare questa importanza funzione protettiva.

Ma non è tutto: il sapiente utilizzo dei materiali da costruzione disponibili permette di ottenere il massimo comfort con mezzi minimi. Nel deserto, ciò significa frescura senza aria condizionata e calore senza riscaldamento.

La meraviglia e la storia della città-oasi

Ghadames

Fonte: iStock

Panorama di Ghadames

Proseguendo nella passeggiata alla scoperta di Ghadames, ci si imbatte in porte ricavate da semplici tronchi di palma, alcune borchiate di ottone, poi archi bassi, nicchie curve e dakkar, ovvero panchine incorporate perfette per rilassarsi che, di solito, indicano una moschea vicina (in città se ne trovano ben 21, anche se poche sono ancora in uso, e solo il venerdì).

Molti archi sono impreziositi con incisioni, cesellature oppure decorati con delicati dipinti (una mano di Fatima, una stella, intricate geometrie) che aggiungono fascino e mistero.

Al centro della Medina, si aprono due piazze ad arcate che racchiudono giganteschi gelsi: la città, in passato, era una meta privilegiata per i commercianti ambulanti che, con le loro carovane, si riunivano per scambiare le merci più svariate.

Ghadames, infatti, sorge in una posizione strategica dove oggi si incontrano Tunisia, Algeria e Libia, ed era proprio da qui che i cammelli carichi partivano a ovest verso Timbuktu, a sud verso Ghat e Bornu o a nord verso i porti del Mediterraneo: divenne, quindi, un punto di incontro chiave per numerose civiltà e i suoi abitanti berberi (conosciuti localmente come Amazigh), i Ghadamisa, molto rispettati.

Dagli anni Ottanta, tuttavia, a causa della scarsità d’acqua e della mancanza di servizi igienici moderni, la città fu progressivamente abbandonata con la costruzione di una più moderna non lontano.

Oggi, l’antica Ghadames non ha residenti permanenti, anche se durante la rovente estate, il suo comfort rispetto ai condomini di cemento della città nuova attira molte persone, che tornano qui per entrare nelle moschee e sale da tè e assaporarne il refrigerio.
Inoltre, si prendono cura di molti tra i 121 giardini dell’oasi che sono irrigati, grazie a un complesso sistema di canali, dai pozzi artesiani e dalla sorgente sotterranea di Ain al-Faras.

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Nei prossimi 10 anni i viaggi saranno completamente diversi: l’analisi

“Come ti immagini da qui a 10 anni”? È una domanda che, soprattutto in sede di colloquio di lavoro, è possibile che ci venga posta. Oggi, invece, vogliamo farla noi a voi e su un argomento diverso: come saranno secondo voi i viaggi da qui a 10 anni? A provare a dare una risposta ci ha pensato il Meet the Megatrends effettuato da SITA, fornitore di tecnologie per il settore del trasporto aereo.

Come cambieranno i viaggi in 10 anni

Secondo il report di cui vi abbiamo appena parlato, da qui e per i prossimi 10 anni saranno numerosi i cambiamenti nel mondo dei trasporti. Nello studio sono stati presi in considerazione i 12 elementi fondamentali che inevitabilmente muteranno il modo di viaggiare entro il 2033.

Viaggi e società

Nel dettaglio: a cambiare sarà il personale in quanto, grazie all’avanzamento tecnologico, la forza lavoro sarà più veloce, con ruoli qualificati e con scelte decisionali.

Secondo questo report, inoltre, non sarà più necessario viaggiare con i documenti, ma allo stesso tempo sarà possibile condividere i dati personali attraverso l’identità digitale.

Infine, la sostenibilità poiché entro il 2050 l’obiettivo è quello di ottenere zero emissioni per i trasporti aerei attraverso l’uso di nuovi carburanti che saranno accessibili e convenienti.

Viaggi ed economia

A livello economico i punti chiave in fatto di viaggi saranno principalmente due: il commercio mobile e i servizi buy now pay later. Entrambi guideranno la crescita dell’eCommerce e la biometria. Nello stesso momento le tecnologie su cellulare renderanno semplice l’accesso, il pagamento e la tracciabilità degli acquisti delle diversificate esperienze di viaggio.

viaggi del futuro

Fonte: iStock

Viaggiare tra 10 anni

Da qui a 10 anni saranno sempre di più gli aeroporti intelligenti in cui le operazioni più laboriose verranno digitalizzate, mentre il personale si dedicherà maggiormente a mansioni come l’assistenza dei clienti.

Sempre secondo lo studio, i metodi di pagamento tradizionali verranno sostituiti dai Non-Fungible Token, dei gettoni non copiabili che sono qualcosa di unico che non può essere sostituito da altro. In questo modo, si avrà un significativo risparmio sui costi, sull’efficienza ed anche una maggiore sicurezza.

Viaggi e viaggiatori

Attualmente sono i Millennials – i nati tra il 1980 e il 1994 – insieme alla Generazione Z – coloro che sono venuti al mondo dal 1995 al 2012 – a guidare la trasformazione digitale del settore dei trasporti e continueranno a farlo. Il motivo è molto semplice: quello che si cerca è un viaggio digitale sempre più evoluto, così da velocizzare il modo di vivere.

Inoltre, da qui a 10 anni gli aeroporti si dedicheranno sempre di più all’assistenza dei viaggiatori anziani. Infine, nei prossimi anni si effettuerà un viaggio intermodale fluido.

Viaggi e tecnologia

Con il sempre maggior supporto dell’intelligenza artificiale, con la realtà virtuale e quella aumentata, si avranno metodi di lavorazione innovativi che saranno introdotti nei principali aeroporti.

Ma non solo. Il 5G e lo sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale vedranno robot, veicoli e attrezzature di mobilità autonomi e connessi a supporto dei passeggeri e del personale.

Non da meno saranno i taxi aerei elettrici che si potranno trovare nei principali aeroporti internazionali. Gli investimenti nel settore della mobilità aerea, quest’anno, sono saliti, con un totale di 4,7 miliardi di dollari impegnati nello sviluppo di veicoli di questo tipo.

taxi futuro aerei

Fonte: Volocopter

Un esempio di taxi aereo elettrico

Turismo e intelligenza artificiale: come siamo messi in questo momento

Particolarmente degno di nota in questo momento è il cittadino virtuale lanciato a Malta per promuovere il turismo sull’isola. In poche parole, le persone di tutto il mondo possono interfacciarsi con un digital twin, ossia la rappresentazione virtuale di un’entità fisica, vivente o non vivente, di una persona, tramite applicazione e conoscere in anteprima storia, curiosità e tratti distintivi del territorio. Un modo particolare per farsi un’idea delle opportunità e delle bellezze offerte da un determinato posto ed eventualmente organizzarsi per pianificare un vero e proprio viaggio.

La città vietnamita di Da Nang, invece, mette a disposizione un’applicazione dotata di chatbot che sfrutta l’intelligenza artificiale  per tenere aggiornati sia i suoi abitanti, sia i turisti sulle attività e gli eventi più interessanti che si terranno nei giorni a venire.

Tuttavia, c’è da sottolineare che uno degli ambiti di maggiore successo dei chatbot è il servizio clienti: nel settore dell’ospitalità può essere impiegato con successo per compiti di assistenza agli ospiti, sia prima che durante il soggiorno. Ciò vuol dire che avere sul sito un assistente che in tempo reale “parla” con il visitatore senza farlo attendere è un modo che riesce a trasformare l’utente, in numerosi casi, in cliente.

Ma una delle tendenze di viaggio che si sta facendo spazio con determinazione è l’uso dell’intelligenza artificiale anche per le interazioni faccia a faccia con i clienti. Grazie ad essa, infatti, è possibili tagliare le code ai banchi informazioni o alla reception e, di conseguenza, migliorare l’efficienza complessiva.

Un esempio di questa tecnologia è il robot Connie, distribuito da Hilton. Questo particolare dispositivo elettronico utilizza l’intelligenza artificiale e il riconoscimento vocale per fornire informazioni turistiche ai clienti che gli parlano. Ma non solo: la cosa più sorprendente è che ogni interazione umana aiuta il robot anche ad apprendere, migliorando la qualità di tutte le comunicazioni che potrà avere in futuro.

Poi a Monaco, in Germania, viene impiegato un robot umanoide dotato di intelligenza artificiale che ha il compito di accoglie i viaggiatori in aeroporto. È in grado di parlare perfettamente inglese tanto da sapere rispondere a domande relative a gate di partenza, orari d’apertura e chiusura di ristoranti e negozi e addirittura su eventuali ritardi dei voli in programma.

robot intelligenza artificiale monaco

Fonte: Getty Images: picture alliance

Il robot di Monaco

Al contempo, un lussuoso hotel in Cina sembrerebbe possedere uno staff interamente composto da robot che sono lì per soddisfare le richieste dei clienti.

L’aeroporto di Eindhoven, dal canto suo, utilizza l’intelligenza artificiale per gestire le valigie dei viaggiatori: basta scattare una foto e caricarla su un apposito sistema di tracciabilità attraverso cui è possibile conoscere in qualsiasi momento lo stato e la posizione del proprio bagaglio.

Ma la verità è che le applicazioni dell’intelligenza artificiale all’interno del viaggi non si limita al solo servizio clienti. Uno dei suoi usi più diffusi ed efficaci è la raccolta e l’interpretazione dei dati al fine di trarre conclusioni su clienti, pratiche commerciali e strategie di prezzo.

Un esempio è l’hotel Dorchester Collection che usa l’intelligenza artificiale per ordinare i feedback dei clienti provenienti da sondaggi, recensioni e sondaggi online, al fine di creare un quadro più chiaro dell’opinione corrente. Il tutto in tempo reale.

Insomma, quello che si prospetta è un turismo nuovo, dove sempre meno sarà il tempo che dedicheremo alle operazioni ripetitive.

robot di viaggio

Fonte: IPA

Intelligenza Artificiale per il turismo
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I Giganti di legno sono arrivati in Australia

Ci sono alcuni viaggi che sono destinati a incantare e a restare nel nostro cuore per sempre. Si tratta di avventure che ci invitano a spingerci fino ai confini del mondo per esplorare e indagare territori, culture, tradizioni e popolazioni che sono lontanissime da noi. E raggiungere l’Australia, in ogni periodo dell’anno e in tutte le stagioni, vuol dire davvero fare il viaggio della vita.

Le cose da fare e da vedere qui sono tantissime. A partire da quei territori sconfinati dove la natura è assoluta protagonista, passando per le maestose coste e per le città piene di vita. Un viaggio in Australia è un sogno che si avvera.

Ed è un sogno a occhi aperti anche quel paesaggio sterminato che si apre davanti agli occhi dei viaggiatori che raggiungono Mandurah, nel Western Australia, proprio lì dove dei giganti di legno li accolgono, per raccontare la storia del territorio, delle sue bellezze e delle popolazioni che qui vivono.

Benvenuti a Mandurah

Il nostro viaggio di oggi ci porta a Mandurah, una città costiera popolosa e dinamica situata nel territorio occidentale dell’Australia, nella regione di Peel e a circa 70 chilometri da Perth. Sono molte le persone che qui si recano ogni anno per godere delle splendide spiagge che caratterizzano la città e di quell’atmosfera rilassata e lenta che ha trasformato Mandurah nella meta prediletta degli abitanti di Perth che arrivano qui per godersi il clima vacanziero.

Ma le spiagge non sono le uniche attrazioni turistiche qui in città, perché intorno a questa si snodano tutta una serie di paesaggi naturali di incredibile bellezza. Ed è proprio in questi che è possibile incontrare i celebri Giganti di Mandurah, statue di legno di altezze straordinarie e fattezze maestose realizzare dall’artista danese Thomas Dambo.

Le sculture sono state posizionate nelle città di Mandurah e Subiaco, un delizioso sobborgo che sorge intorno alla Rokeby Road, in luoghi diversi e segreti che svelano ai viaggiatori curiosità e tradizioni delle popolazioni del territorio. Ad accompagnare i turisti in questo itinerario delle meraviglie ci sono i Bindjareb, i custodi della regione di Peel che sono pronti a condividere tutte le storie legate al territorio e alle località in cui si trovano i giganti.

Molto più di una mostra, Giants of Mandurah è una vera e propria esperienza immersiva che permette a viaggiatori di ogni età, e provenienti da ogni parte del mondo, di toccare con mano la straordinaria bellezza del bush australiano, della sua flora, della sua fauna e delle sue popolazioni.

I Giganti di Mandurah

L’opera Giants of Mandurah è stata inaugurata nel novembre del 2022 e, come abbiamo anticipato, porta la firma dell’artista danese Thomas Dambo. Si tratta di una serie di enormi sculture in legno che raggiungono altezze di cinque metri ciascuno, e che rappresentano in tutto e per tutto il territorio, e le storie legate a questo.

Definiti i protettori dell’ambiente, i giganti in legno sono dotati di una propria personalità che è ispirata e collegata alla comunità locale e alle popolazioni del territorio. L’obiettivo è quello di celebrare la diversità, la bellezza e l’importanza della natura con opere realizzate a mano e con materiali riciclati, che diventano gli hotspot di un viaggio all’insegna della scoperta.

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Puoi dormire in un igloo a 3000 metri di altezza: l’esperienza magica

Le esperienze di viaggio, quelle incredibili, magiche e straordinarie, passano anche per gli alloggi. Le strutture ricettive di tutto il mondo, infatti, hanno ampliato le loro offerte per rispondere sempre di più alle esigenze dei viaggiatori che non si mettono in cammino solo per visitare i monumenti iconici o esplorare nuovi territori, ma anche e soprattutto per vivere avventure mozzafiato.

Case sull’albero, baite solitarie immerse nella natura, alloggi bizzarri e originali e hotel a tema cartoon: tutto è pensato nei minimi dettagli per permettere agli avventurieri di vivere viaggi destinati a creare i ricordi più belli di una vita intera.

E se è un ricordo speciale che volete creare e conservare nel vostro cuore questo inverno, non vi resta che raggiungere al più presto il territorio di Val Senales, nella provincia autonoma di Bolzano. Proprio lì dove è possibile avvicinarsi al cielo, e quasi sfiorarlo, sempre lì dove si può dormire all’interno di un igloo ghiacciato a 3000 metri d’altezza.

L’esperienza magica nel regno di Frozen

Organizzare un viaggio in montagna, in inverno, è sempre un’ottima idea. In questo periodo dell’anno, infatti, le maestose cime innevate fanno da cornice a paesaggi incantati e mozzafiato che per forme, colori e lineamenti ricordano proprio quegli scenari che hanno da sfondo alle favole più belle.

Ed è proprio dentro una fiaba che vogliamo portarvi oggi, in uno dei territori più suggestivi e affascinanti del BelPaese. Ci troviamo a Senales, un comune italiano situato nella provincia autonoma di Bolzano, in Trentino Alto Adige, che si estende su una superficie che raggiunge e supera i 3000 metri di altitudine e che comprende anche l’omonima valle, meta prediletta di tutti gli amanti degli sport invernali.

Proprio qui, nel punto più alto del territorio, si erge un rifugio solitario e silenzioso, un punto di riferimento per tutti i viaggiatori che osano spingersi fin qui. Si tratta del Rifugio Bella Vista, una splendida dimora abbarbicata al ghiacciaio del Giogo Alto, e immersa completamente nella natura.

Avvolta dalla gelida e cristallina aria del ghiacciaio, la struttura permette agli ospiti di ripristinare il contatto più autentico con la natura, a un’altezza dove i confini tra cielo e terra spariscono. Ed è sempre quassù che è possibile vivere una delle esperienze di viaggio più incredibili di sempre, quella di dormire in un igloo per trascorrere una notte di pura magia.

Dormire nell’igloo sopra a un ghiacciaio

Sono diversi gli alloggi messi a disposizione dal Rifugio Bella Vista per tutti gli avventurieri che giungono fin qui, ma uno più di tutti ha catturato la nostra attenzione. Si tratta di un igloo di ghiaccio situato nella parte più alta di Senales dove è possibile vivere un’esperienza gelida e magica.

Per arrivare alla struttura occorre raggiungere la funivia a Maso Corto per poi salire a 3000 metri di quota. Qui, dopo essere stati accolti da una bevanda calda, gli ospiti vengono accompagnati all’interno dell’igloo e dotati di un sacco a pelo per trascorrere la notte: è allora che comincia la magia.

All’interno dell’igloo c’è un letto matrimoniale ricoperto da pelli di pecora che isolano il freddo. L’atmosfera, invece, è resa ancora più incantata dalle candele che illuminando il ghiaccio delle pareti creano suggestivi giochi di luci e ombre. Tutto intorno, invece, ci sono i suoni della natura e della montagna che si trasformano in una dolce melodia.

Appena fuori, invece, è possibile accedere alla sauna finlandese più alta d’Europa, per vivere un’esperienza di puro relax con vista su un panorama mozzafiato.

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Dove trovare le più belle tradizioni natalizie nel mondo

Il Natale è ormai alle porte, la notte più magica dell’anno sta per cominciare e con lei anche le tantissime tradizioni che, in ogni parte del mondo, caratterizzano queste ore magiche, intrattenendo e risvegliando i cuori e le emozioni di chi le segue e le tramanda di generazione in generazione.

Tradizioni tipiche natalizie, che animano questa festa e il periodo che la precede e che, proprio per la loro particolarità, rendono questi giorni ancora più carichi di suggestione, magia e fascino.

Natale in Italia

Tra le più diffuse sia in Italia che all’estero, quello che non può davvero mancare a Natale è la preparazione del classico albero e che, in molte parti del nostro Paese, viene addobbato in occasione della Festa dell’Immacolata, l’8 Dicembre. Altra cosa che non può mancare, e questo soprattutto in quelle case in cui il culto religioso è particolarmente sentito, è il Presepe, realizzato in diverse regioni e con una maggior partecipazione nelle zone meridionali e che merita senza dubbio un posto d’onore tra le più belle tradizioni legate al Natale.

Ma non solo. Per molti bambini e adulti italiani, infatti, una tradizione natalizia a cui non si può proprio rinunciare è quella in occasione di Santa Lucia, una festa molto sentita soprattutto in alcune regioni come il Veneto e che si caratterizza per essere una sorta di Natale anticipato dove, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, la Santa porta i doni ai bambini in groppa al suo asinello.

Le tradizioni nel mondo

Ma le tradizioni natalizie non finiscono certo qui e alcune sono davvero molto dolci. Una tradizione catalana molto amata dai bambini, infatti, Tió De Nadal , richiede che i bambini decorino un ceppo di legno, solitamente disegnandoci sopra un volto sorridente e il tipico berretto catalano. Nei giorni compresi tra l’8 e il 24 dicembre, la notte della vigilia, il ceppo di legno deve riposare sotto una coperta, vicino al camino, e viene a mano a mano e in gran segreto riempito di frutta, nocciole, torrone e cioccolatini. La sera della Vigilia, poi, i bambini cantando una canzone tipica, colpiscono il ceppo e, al termine della canzone, alzando la coperta, scoprono cosa contiene il pezzo di legno e le tante sorprese che sono comparse al suo interno durante i giorni di risposo.

In Francia, una tradizione tipica natalizia riguarda la notte della Vigilia e il giorno del Natale vero e proprio. La sera del 24 dicembre, infatti, prima di andare a dormire, i bambini appendono al camino zoccoli e scarpe ed è lì che Babbo Natale ripone i doni a loro dedicati. Dopo la cena della vigilia, poi, è tradizione non sparecchiare la tavola, per far sì che la Vergine Maria possa fermarsi e rifocillarsi. Altra tradizione tutta francese, riguarda uno dei classici dolci natalizi tipici di questo Paese, la Bûche de Noël, ovvero il tronchetto natalizio di cioccolato, che deve essere posizionato al centro della tavola come centrotavola di Natale.

Nel Regno Unito, secondo la tradizione di Natale, i regali vengono portati da Father Christmas accompagnato dalla sua renna Rudolph. Per questo, i bambini sono soliti lasciare sotto l’albero di Natale del latte caldo e un dolce tipico inglese chiamato Mince Pie, dei dolcetti realizzati con la frutta secca e le mele, oltre a una carota per la renna. Un modo dolcissimo per ringraziare Babbo Natale dei doni che sta per lasciare.

In America oltre al classico albero di Natale, la tradizione vuole che la casa venga decorata anche con del vischio e rami di albero, ma anche con pigne e con dei rametti di agrifoglio. Oltre alle tipiche Candy Decorations ovvero dei popcorn e caramelle da appendere.

Dove Babbo Natale non c’è

Infine, nella fredda Norvegia, la tradizione natalizia non prevede l’arrivo di Babbo Natale ma di un altro personaggio magico chiamato Julebukk, un uomo travestito con una maschera da capra e un mantello di pelliccia. Julebukk vaga di casa in casa durante la vigilia, intonando canzoni natalizie in cambio di qualche dolciume.

Ognuno ha le sue tradizioni, quindi, alcune più pittoresche di altre e tutte da scoprire, ma sempre piene di fascino e magia, proprio come la festa a cui sono dedicate e alle atmosfere che avvolgono questi giorni particolari e sempre tanto attesi.

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In Inghilterra, a bordo dello storico treno a vapore Flying Scotsman

Nel 2023, compie cent’anni dalla sua entrata in servizio una delle locomotive a vapore più famose del mondo: Flying Scotsman. Per gli appassionati di treni storici è un evento da non perdere.

Fu presentata alla British Empire Exhibition di Wembley e fece il primo servizio passeggeri non-stop dalla stazione di King’s Cross di Londra a Edimburgo, in Scozia, per l’allora neonata compagnia ferroviaria London and North Eastern Railway nel 1923.

I record del Flying Scotsman

Stabilì il record come viaggio non-stop più lungo del mondo e nel 1934 e anche quello di più veloce al mondo dopo aver toccato le 100 mph. Per percorrere l’intero tragitto lungo 628 chilometri impiegava 8 ore e 15′ nel 1901, 8 ore e 8′ nel 1927, 7 ore nel 1937 e sole 3 ore e 59′ nel 1991.

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Fonte: 123rf

La locomotiva a vapore Flying Scotsman

Nonostante sia trascorso un secolo, questa locomotiva ancora oggi mantiene il suo intramontabile fascino e l’anniversario che si festeggia è il motivo migliore per salire a bordo di questo meraviglioso treno storico, godendosi il viaggio e i paesaggi meravigliosi della Scozia.

Il viaggio a bordo del Flying Scotsman

Flying Scotsman attraversa otto città scozzesi, ciascuna delle quali a sua volta collegata da una grande varietà di linee ferroviarie. Il che significa che è possibile fare una gita di un giorno ma anche un soggiorno più lungo esplorando ciascuno dei siti storici e culturali del Nord.

La Scozia ospita alcuni dei viaggi ferroviari più iconici del mondo e i percorsi sono circondati da panorami da cartolina che ipnotizzano al solo passaggio del treno. Da Glasgow si può salire sulla West Highland Line fino alla città portuale occidentale di Mallaig, attraversando terre selvagge remote e il famoso viadotto di Glenfinnan.

Da Edimburgo si può prendere la nuova ferrovia nazionale più lunga costruita in oltre cent’anni nei pittoreschi Borders scozzesi e nella terra di Sir Walter Scott.

I vagoni del Flying Scotsman attraverso la campagna scozzese

Le partenze da Inverness porteranno, invece, lungo la Kyle Line da costa a costa, consentendo di ammirare lo spettacolare scenario delle Highland e terminando con una magnifica vista sull’isola di Skye.

La Far North Line, infine, percorre la costa del Mare del Nord fino a Wick, che è solo a un breve tragitto in autobus da John O’Groats, il punto abitato più a Nord della terraferma.

Cent’anni di Flying Scotsman

Per celebrare il suo centenario, il National Railway Museum del Regno Unito di York ha in programma molti eventi nel corso del 2023 e una mostra speciale con una tecnologia VR unica nel suo genere.

Ma sono previsti anche viaggi speciali con la celebre locomotiva a vapore Flying Scotsman in partenza dalle varie stazioni della Scozia dove era solita sostare. Come la East Lancashire Railway, dove ancora oggi c’è la vecchia sala d’attesa, le banchine dell’epoca e il viaggio nella campagna scozzese si prospetta un’esperienza fantastica. O il viaggio che partirà da Bristol e che, dopo aver toccato le cittadine di Yatton e Taunton, arriva nel Devon e in Cornovaglia, costeggiando il mare a Dawlish e attraversando l’iconico Saltash Bridge o Royal Albert Bridge, che collega Plymouth, nel Devon, a Saltash, in Cornovaglia.

Il 2023, insomma, è l’anno giusto per un viaggio in Scozia, anche in famiglia, per celebrare l’anniversario di una delle opere di ingegneria più famose del mondo.

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Benvenuti nella città che “canta”

Mito, storia e infinita meraviglia: sono queste le prime parole che vengono in mente quando si pensa a quella che possiamo definire una città che “canta”. Un patrimonio antico ricco di storia, di fascino e di magia dove poter ammirare monumenti ed edifici che hanno molto da raccontare. Scopriamo insieme di quale importante luogo vi stiamo parlando.

Hampi, incredibile gioiello indiano

La città in questione si chiama Hampi e si trova nel cuore dello stato del Karnataka, sulle rive del fiume Tungabhadra in India. Più che una città è un ricco – ma decisamente straordinario – villaggio il cui nome significa “Città della Vittoria”: dal 1336 al 1565 fu la Capitale del Regno di Vijayanagar, che governava la maggior parte del Sud dell’India.

Negli ultimi anni gli archeologi e gli studiosi di tutto il mondo hanno riportato alla luce splendidi palazzi e templi, elaborati acquedotti e altre infrastrutture. Proprio per questo motivo Hampi è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1986.

Non a caso, le cose da vedere da queste parti sono davvero tantissime e, prima di arrivare a spiegarvi perché Hampi è una città che “canta”, vi diremo cosa non perdere assolutamente.

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Fonte: iStock – Ph: ARTQU

L’antico tempio di Achyutaraya di Hampi

Cosa vedere ad Hampi

Incredibile crederci, ma per lunghi secoli Hampi è rimasta n luogo trascurato e dimenticato, una terra desolata dove la natura cercava di riprendersi il suo posto, tanto che qui gli animali selvatici vagavano liberamente.

Anche oggi che è Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, in realtà solo una piccola parte dei suoi monumenti gode delle status di protezione. La maggioranza di essi, infatti, giace ancora in uno stato di abbandono parziale o, in alcuni casi, persino totale. Il sito di Hampi è molto grande, vi basti pensare che alcuni ne parlano come il sito archeologico più esteso del mondo. Ciò vuol dire che seppur non facile da raggiungere, Hampi vale di per sé, e senza ombra di dubbio, un viaggio in India.

La prima cosa da ammirare in questa città è l’imponente Lotus Mahal. Se vi state chiedendo cosa sia la risposta è molto semplice: nessuno lo sa con certezza. Viene descritto come “un’importante struttura secolare che si rivela un esempio di stile architettonico Vijayanagara”. Si ipotizza che fosse una sorta di sala chiacchiere riservata alle donne della famiglia reale, ma di preciso non ci è dato – per il momento – saperlo.

Da non perdere ad Hampi sono le antiche rovine delle stalle degli elefanti. Ritrovarsele di fronte lascia davvero senza fiato: una fila di cupole dove si aprono porte larghissime e di cui nessuna foto è realmente in grado di rappresentare al meglio la magnificenza di questi resti.

Elephant Stable hampi

Fonte: iStock

I magnifici Elephant Stable di Hampi

Perfettamente restaurato, l’Hazara Rama era un tempo il tempio privato dei re. Dedicato a Rāma, una divinità Indù, conserva gelosamente importanti reliquie e soprattutto si presenta al visitatore con colonne dai bordi netti e bassorilievi con scene raffiguranti la storia dell’epico Ramayana.

Bellissima la Queen’s Bath, un’antica e colossale piscina quadrata che esemplifica l’eccellenza architettonica prevalente dell’Impero Vijayanagara.

Poi ancora il Rhagunatha Temple, un tempio ancora in uso che è costruito attorno a una roccia e, subito accanto, ecco il tempietto bianco di Shiva che si distingue per essere costruito sotto un masso che si trova proprio in cima a una collinetta.

Tra le altre meraviglie da non perdere vi segnaliamo il Tungabhadra River, il fiume sacro della zona che rappresenta anche la vita e la ricchezza di Vijayanagara. Sulle rive potrete ammirare enormi massi neri, un tappeto verde di giacinti d’acqua e le imbarcazioni tipiche.

E poi il Virupaksha Temple, un complesso che ospita anche i santuari di Bhuvaneshwari e Vidyaranya. Esso è circondato da tre gopura (torri), di cui la principale sfoggia 9 piani ed è alta ben 50 metri.

hampi sito archeologico

Fonte: iStock

Un angolo del sito archeologico di Hampi

Ma perché Hampi è la città che “canta”

Abbiamo iniziato questo pezzo dicendovi che Hampi è una città che “canta”, ma per quale motivo lo è? La risposta è che un’altra della attrazioni da non perdere in questo spirituale quanto magnifico villaggio indiano è il Vittala Temple che è la struttura in assoluto più ornata della zona, un vero e proprio capolavoro dell’architettura dravidica che abbina dimensioni massicce con dettagliate decorazioni.

Assolutamente degno di nota è l’immenso santuario di pietra scolpito a forma di carro. Questa meraviglia celebra Garuda, il veicolo di Dio Vishnu che era considerato il re degli uccelli.

carro in pietra hampi

Fonte: iStock

Lo splendido carro in pietra di Hampi

Ma non solo: inserite perfettamente nell’architettura del tempio ci sono 56 colonne musicali, che fungono anche da strutture portanti sorreggendo il tetto.

Sì, avete capito bene! Sono dei pilastri stupefacenti che sono in grado di produrre musica e che, allo stesso tempo, sono eleganti e magnificamente ornati. Da queste parti musicisti, danzatori e artisti di vario genere decorano la superficie delle colonne sonore: musica e scultura si fondono armoniosamente in un capolavoro che ancora sopravvive ai secoli e alle manate dei curiosi.

Ricavate da un unico monolite, secondo gli studiosi la roccia con cui sono state realizzate contiene una certa concentrazione di silicio e diversi materiali che permettono a queste imponenti strutture rocciose di produrre dei suoni metallici quando vengono percosse.

I pilastri sono denominati SaReGaMa, con riferimento alle note della scala standard nella musica classica indiana, simili a quelle che noi conosciamo come Do Re Mi Fa

Fortunatamente, per ragioni legate alla tutela e conservazione dei siti, oggi è giustamente proibito toccare le colonne musicali. Questo perché alcune di esse sono già state distrutte dalle mani dei tanti curiosi.

Hampi con i suoi oltre 1000 monumenti raccolti in un piccolo luogo storico, templi ben conservati, padiglioni ricercati, magnifici palazzi, e paesaggi puntellati da enormi massi di granito dalle forme bizzarre, è un luogo da visitare almeno una volta nella vita.

Del resto, anche se meno conosciuta del ben più famoso Taj Mahal, è stata l’ex Capitale del grande impero Indù che regnò nell’India del Sud per più di 200 anni. Un passato glorioso il suo, tanto da essere stata abitata da centinaia di migliaia di persone durante il suo periodo d’oro. Quel che è arrivato a noi, quindi, è di un’importanza e di una bellezza davvero non quantificabile.

Vittala Temple colonne musicali

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Le colonne musicali del Vittala Temple