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Come in un quadro: in viaggio dentro l’urlo di Munch

L’arte ha la caratteristica di stupire, di anticipare i tempi e di mostrare l’interiorità con pochi colpi di pennello ed Edvard Munch in tutto questo era un vero e proprio maestro. Il pittore norvegese attivo tra fine Ottocento e inizio Novecento ha dato vita a opere cariche di soggettività, segnando un punto di svolta nella storia dell’arte.

La sua fonte di ispirazione è stata spesso Oslo, la capitale della Norvegia che con la sua luce nordica e i misteriosi panorami è stata immortalata nell’iconico dipinto “L’Urlo”. Per rivivere le stesse sensazioni vissute dal pittore, la tappa alla collina di Ekeberg è d’obbligo.

L’incantevole collina di Ekeberg

Quello che contraddistingue Oslo rispetto alle altre città è la natura rigogliosa che si esprime al meglio attraverso colline, isole e penisole che la circondano. Per godere al meglio della vista di questa località, non bisogna salire su un grattacielo ma addentrarsi nella natura e visitare l’incantevole collina di Ekeberg. Definirla semplicemente una collina è limitativo, Ekeberg è molto di più. Di sicuro è molto cambiata rispetto al periodo in cui Munch era solito frequentarla, ma tutte le sensazioni provate dal pittore sono ancora vive.

Arrivare in cima a questa collina non è difficile, basta addentrarsi in uno dei sentieri circondati dal verde che partono dalla Città Vecchia oppure prendere il tram e scendere alla fermata intitolata al parco di Ekeberg (Ekerbergparken). Oltre al verde, la vista viene immediatamente catturata da sculture realizzate da artisti di fama internazionale come Dalì, Rodin e Renoir, che è possibile incontrare passeggiando nel parco e che fanno da cornice al panorama. Anche un semplice pasto nel parco di Ekeberg diventa l’occasione per respirare altra arte e altra storia. È qui infatti che sorge il Ristorante Ekeberg che può essere considerato un vero e proprio monumento del Neoclassico e da cui è possibile godere di una delle viste migliori e più romantiche della città.

Una veduta di Oslo dall'alto

Fonte: iStock/Vladislav Mavrin

Uno scorcio di Oslo dalla collina di Ekeberg

Cosa vedere ad Oslo

Oslo però non è soltanto il parco di Ekeberg. Dalla collina è possibile ammirare alcuni dei simboli di questa città, come ad esempio il Palazzo dell’Opera che emerge dall’acqua in tutta la maestosità del vetro e del marmo bianco, oppure il Museo Munch, realizzato in onore di uno dei concittadini più illustri. Se poi si vuole andare alla ricerca della Oslo più autentica, non può mancare una tappa alla Fortezza di Akershus, un monumento che è conosciuto più semplicemente come “Castello”. Esiste dal 1200 e quindi può “raccontare” molto della storia della capitale norvegese.

Le luci di Oslo

Fonte: iStock

Una romantica veduta di Oslo

La ricerca di edifici storici a Oslo non può fare a meno della Chiesa del Nostro Salvatore, la cattedrale barocca della città che incanta per le sue vetrate istoriate e per il soffitto in cui sono raffigurati episodi del Nuovo e Vecchio Testamento. Ultimo ma non meno importante è il Parco di Vigeland, un vero e proprio museo a cielo aperto con sculture in granito e bronzo, anche se la vera attrazione è il Monolite, una colonna di 17 metri composta da figure umane “intrecciate” tra loro, resa ancora più spettacolare e romantica dal tramonto.

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Lungo uno degli itinerari ciclopedonali più panoramici d’Italia

Ripercorre la vecchia ferrovia dell’Umbria, attraversando alcuni dei paesaggi e delle cittadine più belle e storiche della Regione il “piccolo Gottardo degli Appennini” meglio conosciuta come “Spoleto-Norcia”.

Un’opera d’arte ferroviaria, progettata già a partire dal 1909 ma inaugurata solo nel 1926, chiusa nel ’68 e riaperta a nuova vita nel 2014. Questo itinerario, da percorrere a piedi o in bicicletta, è l’anima di un territorio che ha uno sterminato patrimonio storico-culturale e naturalistico e che vuole ritrovare la sua vocazione turistica.

Messo a dura prova dal terremoto di sei anni fa, ancora oggi alcuni tratti della vecchia ferrovia sono, infatti, inagibili: pedalare su questo tracciato, auspicando possa presto essere riaperto nella sua interezza ha dunque il sapore della ripartenza.green road

L’itinerario, che consente di scoprire la Valle Umbra attraversando località incantevoli e poco conosciute, è stato premiato come migliore via green d’Italia, vincendo il premio Italian Green Road Award nel 2015.

Spoleto-Norcia_Sant’Anatatolia_di_Narco_Valnerina

Fonte: @Fabrizio Belia

Il tratto Sant’Anatatolia di Narco in Valnerina lungo la ciclabile Spoleto-Norcia

Il tracciato della Spoleto-Norcia

Le tappe sono Spoleto, Vallo di Nera, Castel San Felice, Abbazia SS. Felice e Mauro, Sant’Anatolia di Narco. Il tragitto da percorrere è tutta un’avventura: lungo i suoi 23,5 chilometri, ci sono ben 19 gallerie da attraversare e 24 tra ponti e viadotti, dai quali è possibile ammirare il verde e la meravigliosa natura umbra. La pista costeggia anche caselli abbandonati e raggiunge la straordinaria opera ingegneristica del Ponte della Caprareccia.

La leggera pendenza dei binari rende il tragitto adatto anche a chi voglia fare, oltre a una passeggiata rilassante, un po’ di sano esercizio fisico.

Per quanto riguarda i ciclisti, è importante sapere che si tratta di un percorso piuttosto complesso, in quanto non ha una conformazione ad anello, quindi prima di intraprenderlo bisogna essere ben allenati.

Sebbene l’ex-ferrovia possa essere percorsa in entrambi i sensi di marcia, si consiglia, soprattutto a chi si trova ad affrontare il tragitto per la prima volta, di partire da Spoleto.

Da Spoleto, il colpo d’occhio sul territorio attraverso il quale si pedala (o cammina) è spettacolare, con dolci colline punteggiate da piccoli borghi e da filari di ulivi e vitigni. Lungo tutto l’itinerario, si seguono le sponde dei torrenti Marroggia, Beverone, Timia e del fiume Topino.

Spoleto-Norcia_Vecchia_Ferrovia_Ponte_di_Cortaccione

Fonte: @Fabrizio Belia

L’itinerario mozzafiato lungo la Spoleto-Norcia

La “Spoleto Norcia in MTB”

Ogni anno, a settembre, lungo questo itinerario si tiene la “Spoleto Norcia in MTB”, la più grande manifestazione sportivo-turistica su due ruote in mountain bike del Centro Italia, che attira migliaia di amanti della bici, del cicloturismo e della natura. Giunta quest’anno alla nona edizione, si svolge dal 2 al 4 settembre 2022.

L’evento consiste in cinque diversi tipi di gare: una è agonistica (la SN Cup, 65 km, 1.750 metri di dislivello, solo per MTB), mentre quattro sono percorsi cicloturistici. Tre sono per gli appassionati e uno di soli 10 km, invece, è adatto alle famiglie e a tutti coloro che desiderano pedalare in tranquillità, percorrendo, almeno in parte, lo spettacolare tracciato della vecchia ferrovia tra le due cittadine umbre attraverso la Valnerina, una delle più rigogliose aree dell’Umbria, con le montagne solcate dal corso del fiume Nera in un tripudio di natura, arte e cultura, con antiche stazioni, eremi e borghi.

La gara agonistica, così come i percorsi cicloturistici, si svolgono domenica 4 settembre, mentre il 2 e il 3 settembre sono dedicati a momenti d’incontro e spettacolo tra i mondi del ciclismo, del cicloturismo, della cultura e del giornalismo, con una serie di eventi tra talk show, iniziative per grandi e piccoli, visite guidate alla scoperta di Spoleto.



Booking.com

Le iscrizioni sono aperte online sul portale laspoletonorciainmtb: il 31 luglio è il termine ultimo per ottenere il pacco gara con pettorale personalizzato e maglia tecnica e la quota di iscrizione più conveniente (50 euro), ma ci si può iscrivere fino alla vigilia della manifestazione (o al raggiungimento del numero massimo di partecipanti).

È possibile noleggiare una MTB anche in loco. Oltre alle MTB, possono partecipare anche le e-mountain bike, le fat bike e i tandem da montagna.

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Scopriamo la Lika-Senj! Riposa la mente nella natura incontaminata

National Park Plitvice Lakes archive

La Croazia è una terra piena di meraviglie, molte delle quali si trovano nella sua regione dalla superficie più grande – quella della Lika e di Segna (Ličko-senjska županija). Qui si possono ammirare meravigliosi altopiani caratterizzati da campi attraversati da fiumi sotterranei e montagne che si fondono con il cielo e il mare. Mentre dalle cime si gode di una vista mozzafiato sulle isole.

Motorcycle and islands – TB Lika-Senj County

Nonostante sia la regione croata con la superficie più grande, la Lika è contemporaneamente quella meno popolata. Chi volesse esplorare i suoi luoghi d’interesse naturale e culturale potrà farlo senza affollamenti. In ogni angolo di questa regione, caratterizzata da due parchi nazionali, regna infatti un’atmosfera tranquilla. Con una delle montagne più alte e più belle al suo centro, il Velebit, la regione della Lika e di Segna, è come una barriera che protegge l’Adriatico dal freddo clima continentale. Se non conoscete la regione della Lika e di Segna, lasciatevi ispirare da quest’ambiente e scoprite quale personaggio geniale vi nacque.

Un parco nazionale in ogni angolo

Una delle tante meraviglie della natura in questo territorio sono i laghi e le cascate che rappresentano un connubio affascinante tra Carso e acqua. Il Parco nazionale dei laghi di Plitvice fa parte della lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. I suoi sedici laghi di colore verde-azzurro creano un panorama assolutamente indimenticabile ed è impossibile decidere se questa meraviglia, con la sua ricca flora e fauna, sia più affascinante in una giornata serena o di neve. I ponticelli di legno conducono a piedi attraverso questo fantastico parco mentre i laghi si possono visitare con un battello turistico oppure con un trenino.

View from Velebit mountain to Adriatic cost and Islands – TB Lika-Senj County

“Una vita non basta per il Velebit”: gli appassionati di questa montagna descrivono così la sua rigogliosa maestosità. Il Parco nazionale del Velebit settentrionale è solamente una fra le perle di questa catena montuosa che comprende anche il Parco nazionale di Paklenica. Il Parco nazionale del Velebit settentrionale presenta una moltitudine di diversità naturali con i suoi boschi, i prati, le rocce e gli animali, ma anche le tracce della presenza umana con i muretti a secco e le tradizionali dimore dei pastori. Oltre all’escursionismo e al trail running, il Velebit suscita emozioni anche per ciò che si trova al di sotto. Provate lo speleoturismo ed esplorate il suo sottosuolo alla scoperta di grotte, caverne, corridoi, fiumi e laghi sotterranei.

In bicicletta o a piedi attraverso la natura, la storia e le leggende

Cycling on Velebit – TB Lika-Senj County

Dal Velebit al Podgorje, sino a Novalja, sull’isola di Pago (Pag) ci sono numerosi percorsi ciclabili. La varietà del terreno e del paesaggio offrono a ciclisti ricreativi e professionisti la possibilità di vivere interessanti escursioni sia in biciletta da corsa che in mountain bike.

Fra i percorsi a disposizione anche i sentieri di Winnetou, il personaggio principale del leggendario romanzo. Infatti, il Velebit è stato scelto per le riprese dell’omonimo film proprio grazie a un ambiente che si adatta perfettamente allo scenario di un classico film western. Il territorio della Lika è ideale da percorrere a piedi, praticando attività come il trail running, il trekking o l’escursionismo. In questo modo potrete ammirare il paesaggio, respirando a pieni polmoni.

In quest’ambiente, che invita a passeggiare, è nato il Festival croato della camminata che si svolge a Gospić e Otočac su due percorsi di varia lunghezza. Sull’isola di Pago potete percorrere uno dei percorsi trekking più belli della Croazia, quello in cui si svolge la gara trail Life on Mars. Il vostro impegno per ogni chilometro percorso verrà ripagato da un panorama stupendo. Perché la gara si chiama proprio così? Questo dovrete scoprirlo da soli!

Cratia walking festival – TB Lika-Senj County

L’adrenalina sgorga anche dall’acqua: potete sentirla durante le varie attività acquatiche come il rafting o il torrentismo. Infatti, proprio la natura incontaminata offre le condizioni migliori per praticare degli sport estremi e adrenalinici. Per ammirare la Lika dall’alto c’è il parapendio, mentre per un ottimo team building – oltre alle attività già nominate – ci sono lo sci, la fotografia e altri sport adrenalinici.

Sapori di montagna e di mare

Traditional food – National Park Plitvice Lakes archive

La Regione della Lika e di Segna sono il luogo in cui s’incontrano i profumi del mare, della salvia, delle olive e della bora, ma anche quelli dell’erba, del fieno e del bosco. Nel litorale o sull’isola di Pago potete assaporare il pesce, il sale, l’olio d’oliva, il rosmarino e la salvia, accompagnati dal prosciutto crudo stagionato al vento di bora e dai formaggi locali. Nell’entroterra troverete invece il latte fresco, i formaggi come lo “škripavac”, la carne d’agnello allo spiedo o cotta sotto il coppo, le patate arrostite, il cavolo cappuccio, la trota del fiume Gacka, il granoturco e la farina. E ancora le prugne e i funghi che giungono dalla parte continentale della regione. Molte ricette provengono da una cucina tradizionale e contadina e testimoniano le usanze e il modo di vivere di un tempo, mantenendo così la tradizione e sperimentando tutte le meraviglie della Lika.

Un ambiente che ispira

La tranquillità e la natura incontaminata fanno di quest’ambiente una fonte d’ispirazione. Infatti, un piccolo paese della Regione della Lika e di Segna è il luogo in cui nacque Nikola Tesla, uno dei più grandi visionari del XX secolo che, con le sue riflessioni e invenzioni, cambiò e segnò per sempre la storia. Il Centro memoriale di Nikola Tesla è costituito da edifici tradizionali e da strutture nuove, fra questi ll casa natale in cui si trova un’esposizione multimediale. Il centro si trova a Smiljan, un paese vicino a Gospić: in questa destinazione meravigliosa potrete scoprire tutto sul genio che ha cambiato il mondo.

Nikola Tesla – TB Lika-Senj County

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Vacanze in Grecia, il divertimento è per tutta la famiglia

Gli ingredienti di un’indimenticabile vacanza in famiglia? Una bella spiaggia per giocare con le onde e con la sabbia, un luogo sconosciuto da scoprire insieme e tante piccole avventure da trasformare in nuovi, dolcissimi ricordi. Un viaggio in Grecia offre tutto questo e molto altro ancora.

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, la penisola ellenica non è una meta ideale solo per chi cerca relax, tradizione enogastronomica e vita notturna. Le idee suggerite dall’Ente Nazionale Ellenico per il Turismo sono capaci di entusiasmare sia gli adulti sia i bambini. Interessano anche le piccole isole che sembrano uscite da una cartolina. Si va dalle attività all’aria aperta fino a villaggi medievali e meraviglie naturali da esplorare, senza dimenticare ovviamente gli immancabili bagni nel mare cristallino. Il risultato è assicurato: un’esperienza divertente e rigenerante per grandi e piccoli.

All’avventura tra le dune di sabbia e i laghi salati di Lemnos

Non c’è vacanza al mare che si rispetti senza i giochi tra i castelli di sabbia. I migliori si fanno sicuramente a Lemnos. L’isola nell’Egeo settentrionale, fuori dalle rotte più turistiche, oltre a un antico castello popolato da cervi e ai tipici villaggi tradizionali ospita un’impressionante distesa di dune di sabbia dorata che si estende per ben 70mila metri quadri. Difficile trovare qualcosa di simile in tutto il resto della Grecia! Un’altra rarità dell’isola sono i laghi salati Alyki, Hortarolimni e Asprolimni, il luogo ideale per una passeggiata nella natura e per osservare gli uccelli migratori.

A Rodi c’è il tour in kayak lungo la via dei pirati

A Rodi l’avventura è dietro l’angolo. La città vecchia sembra uscita da un romanzo con dame e cavalieri e ci si potrebbe quasi aspettare che dal mare spunti da un momento all’altro un galeone con l’inconfondibile bandiera nera. In effetti, una delle esperienze che si possono fare sull’isola è un tour in kayak sulla via dei pirati. Oltre a scoprire da un punto di vista insolito alcune delle spiagge più belle di Rodi, durante la gita si nuota, si fa snorkeling e si imparano tutti i segreti sulla storia e la fauna di questa terra.

Piccoli e grandi esploratori nella foresta pietrificata di Lesbo

A Lesbo, per la gioia di grandi e piccoli, è d’obbligo svestire momentaneamente i panni del turista e indossare quelli dell’esploratore. La destinazione? La straordinaria foresta pietrificata. Si tratta di una delle gemme nascoste dell’isola nell’Egeo nord-orientale, che pure ospita spiagge magnifiche, terme e antiche cittadine. Soprannominata “la Pompei del mondo vegetale”, la foresta è rimasta cristallizzata dopo una pioggia di cenere vulcanica caduta 20 milioni di anni fa. Sul posto ci sono diversi sentieri escursionistici e anche il Museo di storia naturale, da visitare con la guida esperta di uno dei geologi del posto.

A Chios si visitano castelli e villaggi medievali 

La deliziosa e accogliente isola di Chios è famosa soprattutto per la mastiha (o mastice), la resina estratta dal lentisco che si usa per aromatizzare dolci e alcolici. Questo ingrediente storicamente è stato centrale per la società e l’economia di molti villaggi medievali che oggi sono patrimonio Unesco: visitarli è come fare un indimenticabile tuffo nel passato tra castelli bizantini, torri fortificate e vicoli acciottolati. Il villaggio di Olymbi, inoltre, sorge vicino a una grotta con impressionanti stalagmiti e stalattiti.

Le gioiose sagre di paese e le terme di Ikaria

Ikaria, nell’Egeo del nord, conquista i grandi con lo stile di vita lento e i piccoli con le spiagge perfette per tuffi e giochi. Tutti, però, saranno conquistanti dalla musica, dai balli e dalle golosità delle sagre locali: ogni villaggio ne ha una e ad agosto gli appuntamenti sono il 6 a Raches, il 15 a Langadàs, Monokambi e Akamatra, il 17 a Karavostamo e il 27 a Maratho. E se dopo tante avventure si sente il bisogno di po’ di riposo, bisogna sapere che Ikaria è benedetta dalla presenza di otto sorgenti termali e vari centri benessere.

In collaborazione con Ente Nazionale Ellenico per il Turismo

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Venezia secondo i gondolieri: gli itinerari consigliati

Chi meglio di loro conosce Venezia, ne ha esplorato ogni canale e ogni angolo, è passato sotto ogni ponte e remato sotto ogni palazzo. Ecco perché i gondolieri di Venezia sono le migliori guide turistiche che si possano trovare in città, a cui chiedere qualunque informazione e i segreti, anche più reconditi, che la città ancora nasconde.

Ma soprattutto, se si cercano itinerari insoliti, fuori dalle classiche rotte e dalle orde dei turisti che ogni giorno sbarcano in laguna, luoghi che spesso neppure i veneziani conoscono, o anche quelli imperdibili, sono solo i gondolieri, che per anni hanno portato i turisti sulle loro gondole, che possono indicare al meglio i luoghi dove andare.

Gli itinerari fuori rotta sono stati raccolti in una guida intitolata “Venezia. La guida officiale dei Gondolieri”, edita dalla casa editrice Lineadacqua e redatta insieme all’Associazione gondolieri di Venezia con il supporto di Terrazza Aperol. Gli itinerari sono sei, per andare alla scoperta degli scorci e dei luoghi più affascinanti e intimi della Laguna. Scegliete il tour che preferite.

Venezia: itinerario dei gondolieri no. 1

Come i veneziani. Dalla stazione al traghetto di Santa Sofia.

Tappe:

– La Chiesa e il Giardino degli Scalzi
• Chiesa degli Scalzi
• Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi

– Il campo e la chiesa dei Santi Geremia e Lucia

– Palazzo Labia

– Il Ghetto di Venezia
• Ponte delle Guglie
• Campo del Gheto Novo
• Fondamenta degli Ormesini
• Fondamenta della Misericordia
• Campo dei Mori

– Madonna dell’Orto
• Campo della Madonna dell’Orto e la sua chiesa
• Palazzo Mastelli detto del Cammello

– Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia
• Scuola Grande Santa Maria della Misericordia
• Ca d’Oro

Da non perdere: il Ghetto ebraico, Madonna dell’Orto, la Ca’ d’Oro.

Venezia: itinerario dei gondolieri no. 2

Nel cuore di Venezia. Dal Mercato di Rialto a Riva del vin.

Tappe:

– Rialto l’isola del mercato
• Campo della Pescheria
• Campo San Giacomo di Rialto
• Erbaria
Ponte di Rialto

– Verso Ca’ Pesaro
• San Giovanni Elemosinario
• Chiesa di San Cassiano
• Ca’ Pesaro

– La chiesa di San Stae e Palazzo Mocenigo
• Chiesa di San Stae
• Scuola dei Tiraoro e Battioro
• Palazzo Mocenigo

– Campo San Giacomo dell’Orio
• Campo San Giacomo dell’Orio
• Chiesa di San Giacomo Maggiore
• Museo di Storia Naturale

– Campo San Polo
• Campo San Polo
• Chiesa di San Polo

– Verso la Gondola di Riva del Vin
• Campo di Sant’Aponal
• Chiesa di San Silvestro

Da non perdere: il Mercato di Rialto, Campo San Giacomo dell’Orio, Campo San Polo.

Venezia: itinerario dei gondolieri no. 3

Venezia eclettica. Da Riva del Carbon a San Tomà.

Tappe:

– Da Riva del Carbon a Santa Maria dei Miracoli
• Ca’ Farsetti
• Campo San Bortolomio
• Fontego dei Tedeschi
• Corte Del Milion
• Chiesa di Santa Maria dei Miracoli

– Campo Santi Giovanni e Paolo
• Campo Santi Giovanni e Paolo
• Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo

– Scuola Grande di San Marco

– Campo Santa Maria Formosa
• Campo Santa Maria Formosa
• Chiesa di Santa Maria Formosa
• Scuola dei Casseleri

– Fondazione Querini Stampalia
• Palazzo Querini Stampalia

– Da San Bartolomeo a Palazzo Fortuny
• Chiesa di San Salvador
• Scuola di San Teodoro
• Teatro Goldoni
• Campo San Luca
• Campo Manin
• Palazzo Contarini del Bovolo
• Palazzo Fortuny
Palazzo Grassi

Da non perdere: Campo Santi Giovanni e Paolo, Campo Santa Maria Formosa, Scala del Bovolo.

Venezia: itinerario dei gondolieri no. 4

La Venezia dei campi. Da San Tomà a Santa Maria del Giglio.

Tappe:

– Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari
• Basilica dei Frari
• Archivio di Stato
• Scuola Grande di San Giovanni Evangelista
• Campo San Rocco

– La Scuola Grande di San Rocco

– Scuola Grande di San Marco

– Da Campo Santa Margherita a San Sebastiano
• Campo Santa Margherita
• Ponte dei Pugni
• Campo San Barnaba
• Ca’ Rezzonico
• Chiesa di San Sebastiano

– Le Zattere e lo squero San Trovaso
• Le Zattere
• Squero San Trovaso

– La Galleria e il Ponte dell’Accademia
• Galleria dell’Accademia
• Ponte dell’Accademia
• Campo Santo Stefano (dove si trova anche la Terrazza Aperol)

– Campo Santo Stefano (o Morosini)
• Conservatorio di Musica Benedetto Marcello

– Verso La Fenice e la gondola
• Campo Sant’Angelo
Gran Teatro la Fenice
• Santa Maria del Giglio

Da non perdere: le Gallerie dell’Accademia, la Scuola Grande di San Rocco, Campo Santa Margherita.

Venezia: itinerario dei gondolieri no. 5

Venezia d’artista. Da Santa Maria del Giglio a parada Dogana.

Tappe:

– Collezione Peggy Guggenheim

– Campo San Vio e Palazzo Cini
• Campo San Vio
• Palazzo Cini

– Incurabili e Spirito Santo
• Ex Ospedale degli Incurabili
• Scuola dello Spirito Santo
• Giudecca

– Basilica del Redentore
• Basilica del Redentore
• Isola di San Giorgio
• Chiesa di San Giorgio
• Magazzini del Sale
• Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

– Basilica della Madonna della Salute

– Punta della Dogana

Da non perdere: la Collezione Peggy Guggenheim, la Basilica della Salute, Punta della Dogana.

Venezia: itinerario dei gondolieri no. 6

San Marco e oltre. Da parada Dogana a San Pietro di Castello.

Tappe:

– Dai Giardini Reali alle Procuratie
• Giardini Reali
• Biblioteca Nazionale Marciana
• Procuratie Vecchie
• Procuratie Nuove
• Procuratie Nuovissime
• Museo Correr

– Dai Giardini Reali alle Procuratie
Piazza San Marco
• Campanile di San Marco

– Palazzo Ducale e la piazzetta
• Colonne di Marco e Todaro
• Palazzo Ducale

– Ponte dei Sospiri e le prigioni

– Verso Castello
• Campo San Zaccaria
• Chiesa di San Giorgio dei Greci
• Scuola Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone, o degli Schiavoni

– L’Arsenale e via Garibaldi
• Arsenale di Venezia
• Via Garibaldi
• San Pietro di Castello

Da non perdere: piazza San Marco, l’Arsenale di Venezia, San Pietro di Castello.

Venezia: itinerario lagunare

Alla scoperta delle isole. Tra artigianato, cultura e natura.

Tappe:

– Torcello
Burano
– Murano
– Lido
– Sant’Erasmo
– Vignole
– San Lazzaro degli Armeni

Da non perdere: le spiagge del Lido, le case colorate di Burano, la basilica di Torcello.

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Budapest città Destinazioni Europa itinerari culturali Viaggi

Per scoprire la storia di questa città devi visitare i suoi Café

Non c’è assolutamente che dire: quando si parla di Budapest si pensa immediatamente al suo fascino, alle sue strade, ai suoi colori e, ovviamente, a tutto ciò che è più prettamente invernale e “nordico”. Eppure, c’è qualcosa che non tutti sanno: per conoscere la sua vera storia, quella più antica, bisogna frequentare i suoi café.

Sì, perché i café di Budapest sono l’esempio lampante dell’approccio alla vita e alla storia nell’Europa Centrale: un mix di opulenza e concretezza, di incanto e vita vissuta, dove ci si rilassa con una tazza di caffè, una gustosa torta o anche con una bevanda fredda.

L’atmosfera dei Café di Budapest

Sì, è vero, quando si immagina il classico café si pensa per lo più a Parigi, ma è solo una questione di fama. I café di Budapest, infatti, non hanno assolutamente nulla da invidiare ai loro “fratelli” francesi, anzi: per certi versi gli somigliano, dato che tra le loro mura (e i loro tavoli) si sono avvicendati scrittori, pittori, creativi, letterati e persino politici.

Uno scorcio di Budapest, strade urbane

Quasi tutti i café storici di Budapest sono esempi dell’architettura neobarocca: marmi, specchi, lampadari di cristallo e sedie in legno li rendono dei veri e propri luoghi senza tempo, cristallizzati in un’epoca lontana, con quel pizzico di decadenza che li rende straordinariamente attraenti.

Budapest e i café: un connubio di storia e arte

La maggior parte dei café di Budapest risalgono ai primi anni del 1800 e giocano moltissimo con la loro storicità. Un po’ come Vienna, Budapest è riuscita a godere di un vero e proprio boom culturale all’inizio del ventesimo secolo. Ciò portò alla nascita di moltissimi ritrovi dove si vendevano bevande a caffeina (allora venduta a prezzi contenutissimi) che, però, venivano visti non proprio di buon occhio dalla parte più nobile della popolazione.

Un caffè di Budapest con tavoli all'aperto

I café attraevano, pertanto, la borghesia più ribelle, quella che voleva fuggire dalle regole delle persone più altolocate. Una delle cose che li accomunavano (e li accomunano) sono gli alti soffitti, che raccontano la loro trasformazione in rifugi per fumatori (di sostanze non sempre legali) e gli spazi conviviali arredati anche con divani e tavolini, che favorivano l’aggregazione e il confronto intellettuale.

I migliori café di Budapest

Se quanto narrato vi ha fatti sognare, allora vorrete sicuramente sapere quali sono i café più rappresentativi della città. Il primo (e più gettonato) è il New York Café, situato in un opulento edificio del 1894 (che ospita anche un hotel a cinque stelle). Qui, nei mesi anteguerra, giornalisti, artisti e intrattenitori ungheresi facevano letteralmente la storia tra alcolici e sigarette, oltre che impegnandosi in storie dissolute. Esempio straordinario del neo-barocco, è ricco di marmi bianchi, inserti dorati e opere d’arte: è stato definito il café più bello del mondo.

Il secondo, invece, è il famosissimo Café Gerbeaud, uno dei più antichi di Budapest. Aperto nel 1858, prende il nome dal pasticcere-cioccolatiere Émile Gerbeaud e ha mantenuto l’atmosfera dei primi del ‘900, con i suoi stucchi in stile rococò, i suoi lampadari ispirati a Maria Teresa d’Austria, i suoi ornamenti in legno esotico, e, ovviamente, i suoi bronzi e i suoi marmi. Il punto forte? i dolci, chiaramente, come la torta d’albicocche e burro d’arachidi al cioccolato.

Una delle strade del centro di Budapest

Nel centro della città, invece, si trova il Central Café, fondato nel 1887. Proprio per la sua posizione era frequentato prevalentemente da attori, scrittori, registi e starlette. Si contraddistingue per i suoi candelabri, per i dipinti e per i mobili in legno pregiatissimo, oltre che per la vasta offerta di dolci tipici ungheresi, tutti da gustare.

Infine, da non perdere è il Ruszwurm Cukrászda, il café più antico in assoluto di Budapest, che prepara le stesse ricette sin dal 1827 ed è situato in una residenza barocca circondata dal verde. Il suo interno è modesto, eppure veniva frequentato da artisti ricchissimi, che non perdevano l’occasione per gustare una Dobos Torte, buonissima torta di pan di spagna al cioccolato ricoperta da una glassa al caramello.

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Offerta Ryanair: 24 ore di voli low cost per l’estate

Ryanair ha appena lanciato un’offerta da prendere al volo, con biglietti aerei a partire da 19,99 euro per viaggiare quest’estate.

La promozione estiva dura solo 24 ore e scade a mezzanotte di oggi 21 luglio. Si può volare tra settembre e ottobre, il periodo migliore per sfuggire dalla calca estiva e godersi le località di villeggiatura in tutta tranquillità.

Voli per la Sardegna

Tra le offerte ci sono voli diretti a Cagliari. La Sardegna è la meta più consigliata per una vacanza a settembre. Tra il Capoluogo e Teulada ci sono alcune delle spiagge più belle dell’isola. Percorrendo la bellissima strada panoramica (SS 19) in direzione Sud-Ovest, si trova Pula, una delle maggiori località turistiche della Sardegna, conosciuta per le bellissime spiagge immerse nella rigogliosa vegetazione mediterranea, ma anche per le attrazioni archeologiche e culturali che, da anni, richiamano un numero sempre maggiore di turisti. Il paese ospita un piccolo museo archeologico che raccoglie i reperti punico-romani del vicino sito archeologico di Nora, considerata la più antica città dell’isola, la cui visita è d’obbligo.

Proseguendo sulla strada panoramica si raggiungono le bellissime distese di sabbia di Chia, la zona costiera del Comune di Domus de Maria, su cui troneggia una torre spagnola del XVII secolo. Qui è la spiaggia a catalizzare l’attenzione e la vacanza a Chia è all’insegna del mare, del buon cibo – con i suoi ristorantini pieds dans l’eau – , del golf (un green si trova proprio dietro il Chia Laguna Resort e il Golf Club Is Molas a 20 minuti d’auto) e del totale relax.

spiaggia Tuerredda

Fonte: 123rf

La spiaggia Tuerredda in Sardegna

Qui, una fila di spiagge lunga tre chilometri occupa un’area rigorosamente protetta con dune di sabbia e ginepri millenari, che portano i nomi di Cala Campana, Su Giudeu e Cala Cipolla. Raggiungendo Capo Spartivento, che regala un panorama mozzafiato verso il mare, si arriva a un vecchio faro del 1864, il primo in Italia a essere stato trasformato in una luxury guesthouse. E poi c’è Teulada. I maggiori artisti sardi del secolo scorso sono stati ispirati da suoi paesaggi e dai suoi costumi.

Adagiata su un fondovalle, racchiusa dai rilievi incontaminati, è nota per gli scenari costieri di impareggiabile bellezza, dove gli strapiombi si alternano a cale di sabbia caraibica. Come la Tuerredda, inserita tra le dieci spiagge più belle della Sardegna e per anni votata come più bella d’Italia. Serve andare altrove quando tutta la bellezza è concentrata qui?

Voli per Minorca

Settembre (e anche ottobre) è il periodo perfetto per una vacanza alle Baleari. La piccola e verde isola di Minorca è un vero paradiso non solo per gli amanti della vita da spiaggia ma anche per l’escursionismo.

L’”isola del vento” è un piccolo gioiello naturale e il modo migliore per scoprirla è percorrendo l’itinerario che le gira tutt’intorno e che tocca alcune delle spiagge più belle e famose di Minorca, che si addentra nell’entroterra attraversando il parco naturale S’Albufera des Grau, che regala scorci panoramici unici: un itinerario chiamato Camí de Cavalls.

Lungo 185 chilometri, il Camí de Cavalls corre tutt’intorno la costa di Minorca e può essere percorso interamente in una settimana circa, o anche solo in parte, come abbiamo fatto noi. Lo si può fare a piedi – muniti di scarpe da trekking – , in mountain bike o a cavallo. Un modo slow e green per scoprire i segreti di quest’isola che è un vero paradiso terrestre. Non tutti i tratti sono impegnativi, alcuni sono accessibili anche ai bambini, si può scegliere quello che più si addice alla propria preparazione atletica, insomma.

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Fonte: 123rf

Una cala a Minorca

Essendo un percorso ad anello, si può iniziare in qualsiasi punto dell’isola, ma il km zero si trova nel porto di Mahón, il Capoluogo di Minorca, dove inizia la prima tappa. Il Camí è segnato con pannelli informativi che indicano il punto esatto del cammino GR 223 in cui ci si trova (anche per eventuali soccorsi). Noi ne abbiamo percorsi alcuni tratti lungo la costa Nord e quella Sud di Minorca ed è difficile dire quale ci sia piaciuta di più.

Per una sosta lungo il cammino – o anche solo per chi desidera fare una vacanza di solo mare -, sono tantissime le spiagge raggiungibili percorrendo il Camí de Cavalls. E noi, ovviamente, ne abbiamo volute scoprire alcune, ma vi indichiamo tutte quelle raggiungibili con questo sentiero, anche quelle che vedremo la prossima volta che verremo a Minorca.

Tra queste c’è la famosa spiaggia di Arenal d’en Castell, nel piccolo Comune di Es Mercadal, dalla sabbia chiara e il mare cristallino.

Un’altra bellissima spiaggia che s’incontra è Cala Tirant, nei pressi di Fornells. La si scorge arrivando dall’alto restando abbagliati dalle sue acque color smeraldo. Per raggiungerla, si deve scendere una passerella di legno. La sabbia dorata e le dune che le fanno da cornice l’hanno resa una delle più suggestive di Minorca.

Il fondale trasparente e la sabbia sottilissima della spiaggia di Binimel-La non possono non invogliare chiunque a tuffarsi in questo paradiso. È un angolo assolutamente selvaggio, per questo molto amato anche da chi pratica naturismo. Per chi decide di fermarsi, non lontano c’è anche un’altra bellissima spiaggia chiamata Cala Pregonda. Ma le spiagge sono infinite, ognuno scelga la propria.

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Esiste un antico villaggio vichingo in Canada, ed è bellissimo

È un luogo che sembra quasi uscito da un libro fantasy o da uno di quei racconti storici impregnati di mitologia nordica: esiste un antico villaggio vichingo tutto da scoprire, così bello da mozzare il fiato. Si tratta dell’Anse aux Meadows, collocato sull’isola di Terranova, in Canada.

L’Anse aux Meadows è inserito tra i Patrimoni dell’umanità dell’Unesco non solo perché è un luogo di interesse storico, ma anche perché può ancora rivelare moltissimo della cultura vichinga: moltissimi studiosi ritengono che sia almeno una porzione della area di Vinland, dove il popolo nordico trovò pace e riparo.

La scoperta dell’Anse aux Meadows, antico villaggio vichingo

Ma facciamo un passo indietro e guardiamo alla storia: quando è stato scoperto questo luogo così speciale in Canada? Non troppo tempo fa: correva, infatti, l’anno 1960 quando l’esploratore norvegese Helge Ingstad decise di realizzare una sorta di mappa con relativa cronostoria atta a dimostrare che i vichinghi Norvegesi e Islandesi avessero preceduto Cristoforo Colombo nell’approdo in America Settentrionale, grazie alla loro abilità nella navigazione.

Groenlandia, una delle case dell'Anse Aux Meadows

Insieme alla moglie, Anne Stine, Ingstad giunse in Canada e iniziò a ripercorrere le orme degli antichi vichinghi, partendo dal presupposto che sarebbero approdati in un preciso punto dell’Oceano Atlantico. I fatti gli diedero ragione: nel corso del 1961, dopo numerose ricerche e scavi, i due trovarono lAnse aux Meadows, in uno stato di completo abbandono e per metà sepolto, oltre che completamente colonizzato da erbe e muschi.

Gli scavi e le particolarità dell’antico villaggio vichingo

Sulle prime, dunque, ciò che Helge Ingstad e Anne Stine si trovarono davanti furono una serie di tumuli rocciosi. I due, però, grazie al loro sapere, stimarono che doveva esserci molto, molto di più. Fecero partire gli scavi chiamando a raccolta archeologi dal cuore del Canada, della Norvegia e degli USA. Ciò che ne derivò fu una vera e propria campagna archeologica suddivisa in sette macro scavi, portati avanti dal 1961 al 1968 e condotti dalla stessa Stine.

Gli interni di una delle case del villaggio vichingo Anse Aux Meadows

Nel corso di questi scavi furono portate alla luce non solo le abitazioni, ma anche oggetti e reperti d’uso comune. Proprio questi reperti, datati intorno all’anno 1000, furono la prova decisiva che rende ancora oggi l’Anse aux Meadows l’unico sito comprovato di stampo vichingo in Canada e nel Nord America, lontano dalla Groenlandia, oltre che l’unica traccia di un vero e proprio contatto transoceanico e precolombiano dei vichinghi con le Americhe.

Cosa si trova nell’Anse aux Meadows?

Visitabile in ogni momento dell’anno, l’Anse aux Meadows è davvero bellissimo da vedere. Si tratta di un villaggio completo, costituito da otto case costruite con torba e legno, adibite a diversi usi. Nello specifico, sono state rinvenute tre abitazioni, quindi strutture a uso domestico al cui interno si possono trovare aree per dormire e mangiare, una fucina dove veniva fuso e lavorato il metallo e quattro officine destinate alla vendita di ferro, alla lavorazione del legno e, con buone probabilità, alla vendita di capi e beni di prima necessità.

Groenlandia, una delle case dell'Anse Aux Meadows

Non è escluso che una delle tre abitazioni fosse, in realtà, un punto d’appoggio (una sorta di locanda) dove potevano riposarsi i viaggiatori vichinghi. Di base, l’intero villaggio sembra un punto di passaggio per gli esploratori norreni, una sorta di area intermedia dove ristorarsi prima di riprendere i loro lunghi viaggi. Com’è, come non è, resta un posto imperdibile da vedere e da conoscere, una vera pietra miliare della storia dell’umanità.

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Il fascino del Sud della Francia conquista i vip

Star di Hollywood, influencer e persino teste coronate. Il Sud della Francia da secoli attira il bel mondo e quest’estate non è da meno. Sono stati avvistati sulla Promenade des Anglais a Nizza, sulle splendide spiagge di Pampelonne, tra i vicoli dei piccoli borghi arroccati sulle alture della Costa Azzurra e nelle boutique del lusso.

Sì, perché, prima di partire per le lunghe vacanze estive, una tappa sulla Côte non può mancare e ci si dà tutti appuntamento qui. Complice anche il Gran Premio di Formula Uno di Francia, che è tornato a svolgersi da qualche anno nel rinnovato circuito Paul Ricard di Le Castellet, nell’entroterra del Var, che da giorni si prepara ad accogliere sportivi ma, come al solito, anche tante celebrity.

Le vip nostrane a St Tropez

La prima a sbarcare da queste parti qualche giorno fa è stata Chiara Ferragni, ospite a St Tropez di un mega evento organizzato dal brand di moda Miu Miu. Con lei anche altre influencer che hanno animato la spiaggia di Ramatuelle.

Poi è arrivata anche Melissa Satta. A bordo di un elicottero, è atterrata a St Trop e si è rilassata all’ombra dei freschi canneti che portano direttamente in spiaggia e nei lussuosi locali pieds dans l’eau.

Gli ospiti fissi della Riviera francese

Ma il Sud della Francia è anche la meta delle vacanze di personaggi famosi e di reali, tra chi possiede una villa sulla costa e chi fa tappa regolarmente.

Tra gli ospiti fissi ci sono Elton John, che possiede una splendida proprietà sulle alture di Nizza, talmente grande da vedersi chiaramente anche solo passeggiando sulla Prom e per questo dai locali è stato soprannominato “King of the Hill”, “Re della collina”. La villa d’epoca color canarino si trova su Mont Boron, la zona più lussuosa della città.

Chi frequenta la Costa Azzurra durante tutto l’anno si è sicuramente imbattuto in Bono Vox, frontman degli U2, che ha una sontuosa villa sul lungomare di Eze. Lo s’incontra un po’ ovunque, in una pizzeria al porto di Beaulieu-sur-Mer o in un locale di Antibes o sulla spiaggia di St Tropez o ancora in bicicletta lungo la Corniche.

Gli habitué della Costa Azzurra

Ma c’è chi ama frequentare il Sud della Francia quando arriva la bella stagione e la lista delle celeb sarebbe infinita. Basti sapere che tra gli habitué ci sono il principe Harry e la moglie Meghan (Markle), avvistati ogni estate in quel di Nizza. Poi c’è la regina del pop, Madonna, che ama scorrazzare in barca lungo la costa e, quando viene in Europa, fa la spola tra la Costa Azzurra e il nostro Salento.

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Tre Paesi in un solo viaggio. Destinazione: Lago di Costanza

Non è il solito viaggio ma, proprio per questo, è unico. Quello che vi proponiamo comprende ben tre viaggi in uno, lungo un itinerario che attraversa tre Paesi, i quali hanno in comune uno dei luoghi più pittoreschi: il Lago di Costanza.

Si tratta di un’oasi verde nel cuore dell’Europa che unisce attorno a un unico specchio d’acqua Svizzera, Austria e Germania. Ogni luogo è a sé, con le sue caratteristiche peculiari e le sue bellezze tipiche, tutte da scoprire.

Il Lago di Costanza (o Bodensee) è il terzo bacino più grande del Vecchio Continente con quasi 300 chilometri di costa sulla quale s’affacciano cittadine dal fascino antico, tutte da scoprire. In un unico tour da fare in qualunque stagione dell’anno.

Il fascino di San Gallo, in Svizzera

La cittadina elvetica affacciata sul Lago di Costanza è un piccolo gioiello con un centro storico da scoprire a piedi e col naso all’insù che lascia senza parole. Impossibile non restare affascinati dai palazzi decorati e caratterizzati dai tipici “erker”, le finestre a sporto riccamente scolpite, simbolo di ricchezza delle famiglie a cui appartenevano. Molti oggi ospitano bistrot e ristoranti dove trascorrere piacevoli momenti di relax.

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Fonte: @Roland Gerth

Il fascino di San Gallo, in Svizzera, sul Lago di Costanza

Tanti sono i simboli per cui San Gallo è divenuta famosa in tutto il mondo. A partire dalla cattedrale Barocca con la sua celebre biblioteca, patrimonio mondiale dell’Unesco, dove sono conservati 170mila documenti, alcuni dei quali scritti a mano e risalenti addirittura a mille anni fa.

Nella biblioteca si trova la sala in stile Rococò più bella della Svizzera. Questa biblioteca, interamente rivestita di legno, piena di scomparti nascosti, ha ispirato Umberto Eco nella scrittura del suo celebre romanzo “Il nome della rosa“.

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Fonte: 123rf

Il centro storico di San Gallo

Ma San Gallo è anche la città dei merletti, grazie ai quali divenne famosa in tutto il mondo portando benessere a tutta la popolazione. Al pizzo San Gallo è dedicato un museo che merita una visita.

San Gallo, che si può raggiungere facilmente in treno dall’Italia, è il punto di partenza ideale per andare alla scoperta del Lago di Costanza. In treno, con il battello o, per i più sportivi, anche in bicicletta.

La storica Costanza, in Germania

Questa bellissima cittadina tedesca affacciata sul Lago di Costanza è una vera scoperta. Passeggiare sul lungolago sul quale s’affacciano bellissimi palazzi d’epoca è come fare un salto indietro nel tempo. Il suo porto turistico è un continuo via-vai di battelli pieni di turisti che vanno e che vengono.

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Fonte: 123rf

Vista sulla città di Costanza, in Germania

Uno dei simboli di Costanza è la grande statua di Imperia del controverso artista Peter Lenk all’entrata del porto. La scultura raffigura una famosa cortigiana italiana e rappresenta gli aspetti meno pii del Concilio di Costanza: i due uomini nudi che sorregge nelle mani rappresentano Papa Martino V e l’Imperatore Sigismondo, in carica durante il Concilio.


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Quando ci si addentra tra i vicoli e le piazze della Città Vecchia (Altstadt), con edifici antichi e fontane che ricordano il tempo del Concilio di Costanza del XV secolo, sembra di immergersi tra le pagine di un libro di fiabe.

Case a graticcio, campanili appuntiti, torri ed “erker” sulle facciate color pastello, talvolta dipinte a raccontare al turista moderno la storia delle famiglie e della città, giardini nascosti e cortili segreti.

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Fonte: SiViaggia – Ilaria Santi

La pittoresca Costanza

Il quartiere più pittoresco è quello tra la cattedrale Münster e il Reno, Niederburg (Basso castello). Qui gli edifici sono i più vecchi e le strade le più strette.

La zona attorno alla Marktstätte (la piazza del mercato) è invece la zona più viva e piena di locali all’aperto e anche il posto ideale dove fare un po’ di sano shopping.

Fonte: ©REGIO eV Achim Mende

Il bellissimo panorama del Lago di Costanza

Le isole di Reichenau e Mainau

Sul lungolago tedesco si trovano 27 città e cittadine (tra cui Bodman, che ha dato il nome al Lago di Costanza – Bodensee), ma anche alcune deliziose isole che meritano una visita.

Reichenau è l‘isola più grande, dichiarata Patrimonio Unesco, e regala un paesaggio idilliaco.

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Fonte: 123rf

I vigneti sull’isola di Reichenau, sul Lago di Costanza

È chiamata il giardino della Germania perché qui vengono coltivate piante da frutta, viti e verdure, tra le quali spiccano chiese romaniche, come quella dedicata a San Giorgio con i suoi preziosi affreschi, e splendide ville.

Per chi decide di visitare la zona del Lago di Costanza, imperdibile è l’isola di Mainau con le sue splendide fioriture nel parco e nei giardini: rose, dalie, tulipani, ogni mese ha la sua fioritura e ogni stagione ha il suo perché.

Il castello Barocco, la serra delle palme e la casa delle farfalle sono circondati da giardini all’italiana, viali di rose e di sequoie, terrazze fiorite e siepi dalle forme più insolite.

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Fonte: @Peter Allgaier

La splendida l’isola di Mainau sul Lago di Costanza

La splendida Bregenz, in Austria

Città di lago, a ridosso delle montagne, ma anche di grande arte e cultura, Bregenz ricorda ancora oggi le sue origini Romane. Basta guardare per terra per trovare la linea di demarcazione dell’antica Brigantium.

Ma la maggior parte delle tracce sono visibili nella “città alta”, la Oberstadt, sulle prime alture raggiungibile salendo una lunga scalinata. Passeggiare per le caratteristiche viuzze tranquille sulle quali s’affacciano le tipiche case a graticcio con vista sulle acque del lago costeggiate dalle antiche mura medievali è un piacere per gli occhi.

Per godere di una delle più belle viste del Lago di Costanza è sufficiente prendere la funivia che parte dalla città e che, in soli otto minuti, porta fin sul Monte Pfänder, a poco più di mille metri di quota. Imperdibile.

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Fonte: 123RF

Vista dal lago di Bregenz, in Austria

La parte bassa di Bregenz, il Kornmarktplatz, uno spazio urbano riprogettato con forme moderne, è famosa alcuni edifici iconici come l’avveniristica Kunsthaus, detta anche KUB, un cubo che ospita il museo di arte contemporanea o il Vorarlberg Museum, uno spazio espositivo dedicato alla storia della regione, la cui facciata è rivestita di bottiglie di platica riciclate, o ancora il porto – da dove partono i traghetti che fanno il giro del lago – completamente rimodernato di recente.

E, proprio sul lago, ogni estate viene allestito un imponente palcoscenico galleggiante – il più grande al mondo – che ospita il Festival di Bregenz, un rinomato appuntamento musicale tra i più spettacolari che si tiene sin dal 1946.

A calendario, opere di enorme richiamo come “Madama Butterfly” di Puccini, “La tempesta” di Shakespeare e tanti concerti.

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Fonte: 123rf

Il palco sull’acqua del Festival di Bregenz